Chef Ragoo racconta ‘Novecento’ traccia per traccia | Rolling Stone Italia
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Chef Ragoo racconta ‘Novecento’ traccia per traccia

Un disco pieno di ospiti (tra cui I Cani) e storie, musiche old school e citazioni di gruppi hardcore. È fatto di ricordi, lotte, depressione. «È il mio piccolo 'On The Beach'». Ed è una storia che inizia da Iggy Pop

Chef Ragoo

Foto press

Dall’hardcore punk all’hip hop, dall’hip hop all’hardcore punk, dall’hardcore punk all’hip hop. La carriera di Chef Ragoo, classe 1972, è lunga e piena di svolte, collaborazioni, passioni. Oggi lavora in un negozio di dischi romano, suona la batteria con i Greve e pubblica il terzo disco solista Novecento. È pieno di ospiti (tra cui Niccolò Contessa dei Cani) e storie, musiche old school e citazioni di Hüsker Dü e Minutemen. Gli abbiamo chiesto di raccontarci traccia per traccia questo disco di rap “novecentesco” fatto di ricordi, lotte e anche di depressione. «È il mio piccolo On The Beach». Ed è una storia che inizia dopo un concerto di Iggy Pop con gli Stooges.

1“Novecentro” prodotta da Ugly Shoes feat Dj Craim

Questo disco nasce sostanzialmente nel 2012, quando, ubriaco come un cencio dopo il concerto di Iggy & The Stooges a Firenze fui raccolto e ospitato da Luca (fratello di DJ Craim), noto anche come DJ Shot o Ugly Shoes. Durante quella notte ascoltai i suoi beat e decidemmo di provare a fare un disco insieme. Novecentro, che apre il disco, è l’ultimo testo che ho scritto ed è un po’ il trailer delle tematiche che andrò ad affrontare nei pezzi successivi. Ha un’interessante mosh part con lo scratch di Craim, che ci immerge nell’atmosfera del secolo scorso, ottima per l’headbanging.

2“Novecento” prodotta da Little Tony Negri


2014, tour californiano della mia punk band Anti You. In un tragitto abbastanza lungo tra una venue e la successiva, con la testa a una relazione di recente conclusa, decido di scrivere su questo beat di LTN che mi ero portato dietro. Mi isolo in cuffia e i miei compagni di band cominciano a suonare hardcore punk a tutto volume nell’autoradio per infastidirmi. L’ho tuttavia portato a termine, ecco perché per me questo brano è un road trip dell’anima. In California, per la precisione.

3“Le botte e le strade” prodotta da I Cani feat Danno, I Cani

Ho conosciuto Niccolò quando lavorava in una sala prove sotto casa mia. Mi massacrava a Ruzzle. Una sera, poco dopo l’uscita del primo disco de I Cani, è venuto a cena da me e mi ha fatto sentire un beat che non aveva trovato modo di mettere nel suo disco. «Ti va di usarlo?». «Sì, ma tu canti il ritornello». Poi quando Danno ha sentito la prima strofa si è prenotato entusiasticamente per la seconda. Con lui ci conosciamo dai tempi del liceo, e di quei tempi parla questo pezzo, quindi era la persona giusta per completare il discorso.

4“Nerd hop” prodotta da Ugly Shoes feat Suarez, DJ Shot


Con Suarez condividiamo la passione per i giocattoli, i videogiochi, l’erre moscia e tante altre cose, che escono bene fuori in questo pezzo a base di nostalgia infantile. Ugly Shoes qui ha cacciato una base dalle atmosfere fantascientifiche e il suo alter ego DJ Shot ha infiocchettato il pezzo con uno scratch che nerd è dire poco.

5“Ritmocabrio” prodotta da Ugly Shoes feat Lucci

Primo pezzo che ho scritto per il disco, parte con uno storytelling di varia umanità, nel quale Lucci ha incastonato un diamante, e prosegue con una “citazione” dei Minutemen che mi vede elencare artisti che hanno segnato con la loro musica il mio percorso umano, ancor prima che “artistico”. Il beat è arricchito da quel “suono della polizia” che KRS-One rese famoso.

6“I miei sogni” prodotta da Little Tony Negri

Qui le cose iniziano a farsi cupe. Su un beat hardcorissimo di LTN racconto i miei incubi, che sono veramente dei cazzo di incubi coi controfiocchi. Ci infilo anche uno dei miei terrori reali più grandi, la cava delle fosse Ardeatine e la memoria di quella infame strage nazista. Una citazione abbastanza oscura apre il pezzo e una più mainstream lo chiude. Da qui in poi non si ride più.

7“Guerra persa” prodotta da Ice One feat Aban

La base è una meraviglia del fenomenale Sebi (Sebastiano Ruocco, vero nome di Ice One), prima volta che lavoriamo insieme, con un campione di weirdo beat italiano anni ’70 che riempie il brano di magia. È il racconto del fallimento, della perdita della speranza, della sconfitta. Ho voluto vicino a me “Paolone” Aban, che è un ottimo narratore dell’Inferno, per farmi da Virgilio personale in questa discesa in profondità.

8“L’uomo con la mano sulla porta d’uscita” prodotta da Ugly Shoes

Un beat che sa di marcia militare con venature western mi dà lo spunto per raccontare di un amico che un giorno ha scelto di non esistere più. È forse il pezzo con più Novecento dentro, molte immagini d’epoca, di un passato amato che il presente e il futuro non possono nemmeno ricordare da lontano. La sconfitta si fa insanabile.

9“La fine” prodotta da Ugly Shoes

Parlare non serve più, resta solo “il segno di una resa invincibile”, come scriveva Paz. In questa canzone ho provato a raccontare la fine di ogni volontà di resistere, l’apatia: “Depressione, io sono un’autorità sulla questione, giornate uguali, carta carbone”. Non me ne vanto, ma spesso è così che mi sento. Ugly Shoes intensissimo, teso come una corda di violino mi lascia testare un tipo di rap biascicante, dal passo faticoso, come il narratore del brano.

10“Tre passi nel delirio” prodotta da Ugly Shoes feat Cannas Uomo, Nobridge, DJ Craim


Ugly Shoes nella sua versione più psycho fa da tappeto a un brano corale che porta ancora i segni dei precedenti. Un pezzo ferito, sanguinante, ma rabbioso. Cannas ci mette una strofa pazza e un ritornello satanico, mio fratello Nobridge scrive un racconto noir, io affronto le velleità suicide in una lotta contro me stesso. E Craim ci uccide tutti con lo scratch.

11“Scimmiette” prodotta da Little Tony Negri feat Brusco


Ho iniziato a scrivere questo disco in depressione nera. Contemporaneamente mi sono abbonato al Bioparco di Roma e ho iniziato ad andarci in maniera ossessiva, fino a diventare amico di varie scimmie, che mi hanno aiutato ad uscire dal buio. Poi ho scoperto che il mio vecchio compagno di classe Brusco era anche lui abbonato e appassionato dell’ex zoo. E quindi è arrivato LTN che ci ha regalato una base che inanella campioni famosissimi usati in modo magistrale. Voilà, l’inno del Bioparco è pronto.

12“La mia scena” prodotta da Ice One feat Kento


Ice One produce un beat arricchito da una chitarra suonata live, io racconto una delle cose più belle che la vita mi abbia dato: la scena punk-hardcore, che mi ha insegnato ad esprimermi e mi ha fatto girare il mondo e conoscere miei simili ovunque. Ho voluto Kento anche per far capire che non sto dicendo “punk meglio di rap”, sto dicendo che la cosa importante è approcciare la musica della propria vita nel modo giusto. Amando la propria scena, dandole tutto sé stesso. E Kento questa cosa la fa da sempre.

13“Dimentica il mio nome” prodotta da Little Tony Negri feat Don Diegoh

Diegoh e io raccontiamo come alcune relazioni devastanti siano in grado di cambiarti, di farti cercare il meglio di una situazione difficile per tirare avanti, di farti scavare per trovare la forza. LTN ci fornisce un beat “sofficione” ottimo per tirar fuori questo tipo di sensazioni e il mio indispensabile amico Pivio (il noto compositore Roberto Pischiutta), che ha anche mixato il disco, insapidisce il ritornello con un ruvido gorgheggio.

14“Sulla spiaggia” prodotta da Ugly Shoes


Io dico a Ugly Shoes: «Sai, se il disco precedente era il mio piccolo The Wall dei Pink Floyd, questo è il mio piccolo On The Beach di Neil Young». Lui dopo qualche giorno mi manda un beat che campiona in maniera neanche troppo mascherata proprio il brano che dà il titolo al disco del cantautore canadese. Perfetto per tirare le somme sui concetti che ho espresso nel disco. Io, da solo, sulla spiaggia.

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