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Che cosa fanno i rapper in quarantena? I featuring!

Negli Stati Uniti si registra un boom di domande di collaborazioni. «Fai qualche soldo e tieni caldo il nome». Ma non è facile come sembra e si rischia di perdere somme importanti: ecco come funziona

Foto: Shuttershock

Niente concerti, studi di registrazione chiusi. Che cosa può fare un rapper in quarantena? Molti si stanno dedicando ai featuring. È un modo per rimanere in forma, evitare di annoiarsi, fare qualche soldo durante la quarantena. «Il bene più sottovalutato al momento è il commercio dei feat», spiega Norva Denton, A&R della Warner che lavora a stretto contatto con Wale e Freddie Gibbs, fra gli altri. «Ehi, come butta? Che fai? Se facessimo il disco di cui ti parlavo due settimane fa?».

«Senza tour e nemmeno nuovi film o serie TV, che significa niente diritti derivanti dalle sincronizzazioni, gli artisti hanno bisogno di entrate alternative», aggiunge Dizzy Flores, consulente A&R sia per Roc Nation che per Universal Music Latin. Ci sono rapper disponibili a farlo a prezzo scontato. «Tutti offrono sconti», dice Jae Brown, senior director dell’A&R della Rostrum Records. «Su Instagram volano offerte: invia soldi su Cash App e ti faccio il feat».

Già prima del Covid-19 era boom di featuring. Secondo un rapporto risalente a gennaio di Chartmetric, il tasso medio di collaborazione negli ultimi 10 anni è raddoppiato. Gran parte di questo incremento è avvenuto nell’ultimo triennio, quando lo streaming si è imposto come motore dell’industria musicale. E quale genere è all’avanguardia nei featuring? Il rap. Chartmetric ha scoperto che, alla fine del 2019, più di un terzo dei brani hip hop conteneva un featuring.

I vantaggi di queste collaborazioni sono evidenti. «Co-firmi una canzone e puoi entrare in un mercato a cui altrimenti non avresti accesso, facendoti conoscere a nuovi ascoltatori», spiega l’autore e produttore Robin Hannibal (The Black Panther, DVSN). «È una strategia commerciale e funziona a meraviglia e non a caso oggi il rap è il genere più popolare».

Per gli artisti sotto contratto con una grande etichetta i featuring sono oggi uno dei modi più semplici per far soldi mentre si è bloccati in casa: registri un verso, spesso solo 16 battute, lo spedisci, vai su Cash App a controllare il saldo. «È un modo per guadagnare e far circolare il proprio nome», dice Shawn Barron, vice-presidente di A&R di Motown, che recentemente ha chiesto a Ty Dolla $ign di fare vari featuring. D’altra parte, saturare il mercato con i versi cantati da ospiti è stata una componente importante del successo ottenuto da nuovi artisti come Cardi B, Lil Baby, DaBaby e Gunna.

Attenzione però, cantare nei dischi altrui in cambio di denaro non è che l’inizio del processo. «Avere un featuring non significa automaticamente poterlo pubblicare», spiega Matt Buser, un avvocato del mondo dello spettacolo. Un rapper che spera di utilizzare un feat deve trovare un accordo sia con l’artista ospite che con la sua casa discografica. «Se ci sono contratti di esclusiva, l’etichetta ha i diritti su tutte le registrazioni».

Molti artisti non si rendono conto di dover passare attraverso un sacco di burocrazia e perciò si stupiscono i quanto sia difficile ottenere l’approvazione da parte delle etichette. E perché mai una casa discografica non dovrebbe autorizzare una collaborazione che può portare almeno in teoria un altro po’ di popolarità al suo artista? «Magari hanno un progetto in arrivo dopo tre mesi e non vogliono che il featuring interferisca col lancio», spiega Buser.

«Ho visto artisti litigare di brutto per questo motivo», commenta Yaasiel “Success” Davis, vice A&R di Atlantic Records. Se le parti coinvolte sono sotto contratto con una major c’è però una buona probabilità che si trovi un accordo. «È una porta girevole: abbiamo tutti bisogno di favori l’uno dall’altro», dice Denton. Ma anche in questo caso, ci sono vari livelli di autorizzazione e un artista potrebbe non riuscire a ottenerli tutti. «Magari ti vengono concessi i diritti video e per mettere la canzone in streaming, ma non quelli per la radio», spiega Davis. Significa che «ci sono solo certe cose che puoi fare a livello promozionale». Girare un video è permesso, purché entrambi gli artisti lo approvino, ma nessuno può chiamare i programmatori radio e sollecitarli a suonare la canzone.

Ottenere le autorizzazioni al momento giusto è fondamentale per trasformare un featuring in un successo. «Magari un disco sta funzionando, ma se non hai tutte le autorizzazione non riesci a promuoverlo fino in fondo», ammette Davis. «La canzone è in streaming e lì resta».

Se uno dei rapper è indipendente e non ha alcuna influenza, è vulnerabile. «Ci sono giovani rapper che mettono da parte i soldi per pagare il featuring di un grande artista. Gli danno 100 mila dollari per registrare un verso e alla fine la canzone non esce perché non arriva l’autorizzazione da parte dell’etichetta», dice Buser. Riavere quei 100 mila non è facile, specie se il pagamento non è documentato. «Me ne sono occupato tante di quelle volte», dice Buser. E così, il tentativo di migliorare il proprio profilo può essere un errore molto costoso. «Assicuratevi che ci siano tutte le autorizzazioni prima di pagare», avverte Davis.

Una volta superati questi ostacoli, il rapper che ha ricevuto il feat potrà ottenere più stream, avere un nome prestigioso da citare nei comunicati stampa e farsi notare dai curatori dei servizi di streaming. Secondo Davis, «gli artisti indie che cercano di passare al livello successivo o di piazzare una canzone in una buona playlist di Spotify devono trovare i soldi per farlo».

Ha funzionato ad esempio per il rapper indipendente Big Havi, che ha recentemente ospitato Lil Baby nel singolo 9 Times Out of 10. Il remix «è finito subito nella playlist Most Necessary [2,4 milioni di follower su Spotify] e nel New Music Friday di una decina di Paesi», racconta Austin Chase, A&R dell’etichetta di Big Havi, la Commission Records. «Abbiamo anche registrato un incremento dei passaggi radiofonici e il disco è attualmente al numero 31 della classifica delle radio urban».

Storie come questa sono il motivo per cui gli A&R prevedono l’arrivo di un altro po’ di featuring. «Vedrete», prevede Barron, «a giugno, luglio ce ne saranno a bizzeffe».