‘Britney vs. Spears’: nuovo documentario, nuovi orrori | Rolling Stone Italia
Home Musica

‘Britney vs. Spears’: nuovo documentario, nuovi orrori

Dai referti medici dubbi ai numerosi tentativi per liberarsi del controllo del padre, il nuovo film di Netflix racconta nei dettagli com'era la vita della cantante durante la conservatorship

Foto: Chris Pizzello/Invision/AP Images

Britney Spears ha cobattuto contro la conservatorship fin dal principio, tredici anni fa. Lo racconta il nuovo documentario Netflix Britney Vs. Spears. Diretto da Erin Lee Carr e realizzato con la collaborazione della giornalista Jenny Eliscu, il film racconta la pervasività del controllo esercitato dal padre Jamie Spears e svela i numerosi tentativi della cantante per liberarsene.

Carr ed Eliscu hanno iniziato a lavorare due anni fa con l’obiettivo di raccontare la carriera della cantante e il modo in cui è stata ritratta dai media. «La storia, però, è sempre stata centrata sui concetti di potere e controllo», dice Carr nelle prime sequenze del film. «È ricca di teorie e complotti. E nessuno voleva parlarne. Poi è successo».

Gli autori del documentario hanno intervistato molte persone che fanno o facevano parte della vita della cantante, tra cui l’ex fidanzato Adnan Ghalib (un paparazzo che Britney ha frequentato nel 2008); l’ex manager Sam Lufti; Andrew Gallery, un regista diventato amico della cantante mentre girava un film su di lei per MTV. Nel documentario c’è anche l’ex assistente Felicia Culotta; l’ex ballerina che la accompagnava in tour Tania Baron; John Nazarian, un investigatore privato assunto dal suo team legale nel 2007; e Mark Vincent Kaplan, l’avvocato dell’ex marito della cantante Kevin Federline.

Il documentario cita ampiamente diversi documenti confidenziali del tribunale che parlano dello stato di salute di Britney e dei suoi affari. Il racconto inizia nel 2007, più o meno nel periodo del divorzio tra Britney e Federline e poco prima dell’inizio della conservatorship.

Britney Vs. Spears arriva solo pochi giorni dopo Controlling Britney Spears – un altro documentario che vi abbiamo raccontato qui – e un giorno prima di un’udienza decisiva per il caso. Ecco alcune delle rivelazioni più impressionanti contenute nel film, che si chiude con la registrazione della straziante testimonianza della cantante dello scorso giugno.

1Un geriatra è stato fondamentale per attivare la conservatorship

I documenti depositati per dare il via alla conservatorship citano la demenza come uno dei principali problemi di salute di Britney. Lo scorso autunno, però, una fonte anonima ha contattato gli autori del documentario offrendo migliaia di documenti legati al caso. È così che hanno ottenuto la documentazione relativa a una visita medica del 2008, effettuata da un dottore che nel 2013 ha lasciato il caso. Il referto medico era pesante e diceva che la cantante «non è in grado di comprendere o gestire le sue finanze senza essere sottoposta a condizionamenti».

Carr ha scoperto il nome del dottore. Si tratta di James Edward Spar, un medico geriatra e psichiatra in pensione, specializzato in demenza. Spar ha accettato di parlare con gli autori ma ha negato di aver mai incontrato Britney Spears. «Non ho intenzione di controllare se sia successo», ha detto.

Spar conferma di aver dato il suo contributo a diverse conservatorship e dice che lo strumento ha sempre aiutato le persone, soprattutto per «proteggerle, spesso un individuo che voleva mettere le mani sul loro patrimonio».

Eliscu, invece, spiega che il periodo in cui Britney è stata visitata è lo stesso in cui è tornata a lavorare. «Era sul set della serie How I Met Your Mother», dice. «Quell’episodio è uscito a due mesi dall’inizio della conservatorship. Com’è possibile che una persona tanto malata riuscisse a lavorare?».

2Jamie e Lynn Spears hanno dipinto il manager della cantante come pericoloso

Sam Lufti, l’ex manager di Britney, ha scritto su Twitter che aveva «fallito» con la cantante, ma la sua testimonianza nel documentario va molto più in profondità. I due si sono incontrati in un bar, quando lei gli ha chiesto il numero di telefono. Lui era convinto che non l’avrebbe mai più sentita, finché una sera non l’ha chiamato per chiedergli aiuto. Lufti è stato un confidente essenziale durante il divorzio tra Britney e Kevin Federline, le ha consigliato di restare vicino alla sua famiglia durante un momento così difficile. Secondo il suo racconto, lei ha risposto: «La relazione che ho con la mia famiglia è diversa da quella che hai con la tua».

Nel periodo di inizio della conservatorship, Lynne e Jamie Spears hanno detto che Lufti controllava Britney e la drogava – l’affermazione è stata usata per impedirle di esercitare il diritto di contestare la conservatorship entro cinque giorni dall’attivazione. Quelle accuse sono raccontate nel documentario da Lorilee Cracker, il biografo di Britney. «Nessuno ha raccontato correttamente il livello di crisi a cui si era arrivati all’inizio della conservatorship», dice. «Pensavano di doverlo fare per proteggerla da Sam. Lui le nascondeva la droga nel cibo e se ne vantava». Il regista chiede a Cracker se è sicuro al 100% di quello che dice. «Sì», risponde lui.

Lufti, però, dice che quell’accusa era solo uno strumento per garantire a Jamie Spears il controllo. «Ci sono centinaia di esami del sangue», dice agli autori del documentario. «Finché sono rimasto con lei, li ha sempre passati tutti. È per questo che la polizia non è mai venuta a cercarmi. Se accusi qualcuno di una cosa così seria come drogare una star mondiale, allora si va dalla polizia. Vai dall’FBI, non da TMZ. Ero il capro espiatorio perfetto».

Lufti, che ha denunciato Lynne Spears per diffamazione, dice che la famiglia l’ha usato come diversivo. «Quei cinque giorni le avrebbero permesso di capire cosa stava succedendo e contestare tutto», dice. «È ovvio che l’avrebbe fatto, lo sapevano tutti. Hanno fatto tutto il possibile per evitare che accadesse».

3Jenny Eliscu ha cercato di nascosto di trovare un nuovo avvocato a Britney

Eliscu racconta come la conservatorship ha cambiato i rapporti tra Britney e la sua etichetta discografica. Per una cover story di Rolling Stone US del 2008, un addetto stampa le ha detto che avrebbe dovuto inviare le domande in anticipo anche se aveva già intervistato la cantante ed erano in buoni rapporti. Dopo quest’episodio Eliscu si è interessata direttamente al caso di Britney e ha lavorato con Lufti e Ghalib per aiutarla ad assumere un nuovo avvocato.

Visto che Lufti e Ghalib non potevano più avvicinarsi alla cantante, hanno chiesto a Eliscu di portarle un documento al Montage Beverly Hills di Los Angeles. La cantante avrebbe dovuto firmare quelle carte, in cui si diceva che non si fidava dell’avvocato scelto dal tribunale, Samuel Ingham, e che ne voleva un altro, ovvero John Anderson: “Ms. Spears è dell’opinione che Ingham non stia difendendo i suoi interessi, soprattutto a proposito delle severe misure restrittive a cui è sottoposta”.

Al Montage, Eliscu ha visto Britney in piscina, poi l’ha aspettata in bagno con il documento. Quando lei è arrivata, gliel’ha consegnato e le ha mostrato dove firmare, poi si sono messe a chiacchierare. «Mi ha guardato e mi ha ringraziato, poi ci siamo salutate», ricorda Eliscu piangendo. «Era davvero spaventata. Era difficile capirlo perché lo ero anche io, ma ha apprezzato molto».

Le richieste nel documento non sono state soddisfatte. «Hanno deciso che non era in grado di scegliersi un avvocato e hanno contestato l’autenticità della firma», dice Eliscu. «Non ne ho più sentito parlare, nessuno ha più menzionato la cosa. Ancora oggi nessuno dice che abbiamo tentato di trovarle un altro avvocato».

4Britney doveva chiedere il permesso anche per mangiare un hamburger col fidanzato

Tra i documenti consegnati dalla fonte anonima c’è anche un referto medico firmato dal dottore che ha visitato l’ex fidanzato di Britney, Jason Trawick. Inizialmente, Trawick si opponeva alla conservatorship, poi è diventato uno dei tutori.

«Jason cita numerosi disagi che Britney ha sopportato durante la conservatorship», dice Carr leggendo il documento. «Per esempio, volevano andare in giro su un golf cart in una zona chiusa al pubblico, ma per farlo era necessario chiedere il permesso e aspettare una risposta. Lo stesso succedeva se volevano andare a mangiare un hamburger. Se Britney aveva bisogno di qualche centinaio di dollari per comprare libri ai figli, doveva chiedere il permesso e aspettare qualche giorno prima di ricevere una risposta».

Secondo Carr, «questo è successo dopo che lei era tornata da un tour gigantesco. Era l’epoca di Femme Fatale». È in quel periodo, nel 2011, che la cantante ha iniziato a preoccuparsi per il controllo esercitato dal padre.

«Britney ha iniziato a lamentarsi perché Jamie beveva troppo», legge Carr dal documento. «Dice chiaramente che dovrebbe essere punito. Questa è la cartina tornasole di tutte le sue lamentele sulla conservatorship. Semplicemente, lei pensava che se doveva fare dei test antidroga, allora doveva farli anche lui. Se le conseguenze di un test non superato erano gravi come perdere i figli, allora lui doveva esporsi allo stesso rischio per l’alcol… Britney vuole liberarsi della conservatorship».

Il racconto smentisce i tutori, che hanno sempre dichiarato che Britney non ha mai chiesto di liberarsi dalla conservatorship. Carr legge un altro documento: “A volte sembra capire i benefici della tutela. Altre dice che preferirebbe una conservatorship solo dei beni. In generale, però, vuole liberarsi dalla tutela della sua persona”.

5Britney riceveva più farmaci nelle giornate in cui lavorava

Nel 2012 i tutori hanno firmato un contratto da 15 milioni di dollari per far diventare Britney giudice di X Factor. Una visita medica, però, aveva stabilito che la trasmissione l’avrebbe sottoposta a una «pressione eccessiva». Tuttavia, il manager Larry Rudolph ha fatto in modo che restasse al suo posto, diceva che lasciare lo show sarebbe stato ancora peggio. Il team medico approvava l’idea ma ha dato nuove disposizioni, tra cui l’obbligo di avere sul set il fidanzato dell’epoca, Trawick.

Carr cita un documento che spiega come Britney ricevesse più farmaci quando lavorava. «Il dosaggio era diverso dal normale», aggiunge Eliscu osservando il documento. Poi legge: «Da un lato, Jamie e il team conoscevano i benefici degli stimolanti sulle performance di Britney. È successo durante i tour e la partecipazione a X Factor. Allo stesso tempo, Jamie non voleva che li prendesse. Questa contraddizione non è mai stata risolta».

6Prima dell’inizio della conservatorship, Britney assumeva molto Adderall

Nonostante abbia assunto farmaci durante tutto il periodo della conservatorship, Britney prendeva stimolanti già prima dell’attivazione della tutela. Ghalib – che l’ha conosciuta dopo che gli era stato assegnato il compito di inseguirla e fotografarla – racconta che passava intere giornate con lei, spaventato all’idea che potesse succederle qualcosa mentre era sotto la sua responsabilità. Dice che Britney stava passando un momentaccio, che «non poteva fidarsi di nessuno, nemmeno del padre, della madre, degli amici e della sorella. Di nessuno».

«Prendeva l’Adderall», racconta ai registi. «Sono sicuro che lo fanno milioni di altre persone, ma queste cose diventano armi letali durante un processo per la custodia dei figli».

Ghalib dice anche che usare la parola «pazza» per descrivere Britney è sbagliato e ingiusto. «Un sacco di gente dice che è matta, non è vero? Odio quella parola del cazzo. Forse era arrabbiata? Oppure ferita? Ma non una pazza».

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

Altre notizie su:  Britney Spears