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The Devils, guarda il video di ‘Real Man’, ascolta ‘Devil Whistle Don’t Sing’ con Mark Lanegan

Doppia anteprima per la band rock-blues italiana: un pezzo che parla di «una prostituta in un mondo senza marciapiedi» e un duetto col grande cantante americano

«Nel settembre 2019, durante un nostro tour in Spagna, eravamo alla ricerca di ispirazioni e stimoli per il nuovo album. Nello stesso periodo anche Alain Johannes era impegnato in un tour europeo che si sarebbe concluso proprio in Italia. Così abbiamo deciso di contattare il suo manager, consapevoli che sarebbe stato difficile ottenere una sua collaborazione, ma preferiamo le delusioni ai rimpianti. Dopo aver ascoltato la nostra musica Alain ha accettato di lavorare con noi».

Così i Devils raccontano come hanno allacciato una collaborazione con il produttore di Queens of the Stone Age, Them Crooked Vultures, Chris Cornell, PJ Harvey (qui la nostra intervista) che si è occupato del loro terzo album Beast Must Regret Nothing, che uscirà il 23 aprile.

Potete ascoltare in questa pagina in anteprima due estratti: in alto il video di Real Man e qui sotto il duetto con Mark Lanegan Devil Whistle Don’t Sing. «Real Man parla di una puttana che vaga in un mondo senza marciapiedi», raccontano i Devils. «Musicalmente è ispirata a Jimmy Reed, e niente è più penetrante ed eccitante del suo blues. Mentre eravamo in studio, Alain ha fatto ascoltare le registrazioni a Mark Lanegan, il quale ne è stato entusiasta. Così è venuto naturale a tutti pensare che la voce di Mark su Devil Whistle Don’t Sing sarebbe stata la ciliegina sulla torta».

Il duo dei Devils è formato da Gianni Blacula (chitarra) e Switchblade Erika (batteria). La band nasce a Napoli nel 2015. I primi due album Sin, You Sinners! del 2016 e Iron Butt del 2017 sono stati prodotti da Jim Diamond, noto fra le altre cose per essersi occupato delle prime registrazioni dei White Stripes. Sono stati in tour con Jon Spencer, Sonics, Boss Hog, hanno aperto per Mudhoney, Nashville Pussy, Kid Congo. Beast Must Regret Nothing, raccontano, «è stato registrato a Napoli, in due settimane, in un storico studio di registrazione della città dotato di una grossa sala di ripresa con un’acustica davvero unica. Alain ha collaborato attivamente alla produzione dell’album, ha allargato i nostri orizzonti musicali partecipando anche agli arrangiamenti e suonando tutti gli strumenti presenti nello studio».

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