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Karhys, jazz pop da cartoline immaginarie

In anteprima ‘INSIGHT - Beyond My Eyes’, l'esordio della musicista italo-maltese: un piccolo gioiello che dimostra che il futuro della musica urban italiana è nelle mani delle seconde generazioni

Karhys

Foto Raoul Ventura

Se c’è una cosa che è diventata chiara anche al pubblico di anzianotti mainstream che ogni anno si affanna a guardare il festival di Sanremo, è che in Italia esiste una scena urban fertile, viva, capace allo stesso tempo di sconfinare nel pop da classifica, oppure di inventare nuovi ibridi con il jazz, l’elettronica, la musica popolare e chissà che altro. Nel caso di Karhys, cantante italo-maltese classe 1992, valgono un po’ entrambe le cose.

INSIGHT – Beyond My Eyes, il suo primo EP che vi presentiamo in anteprima esclusiva, è un piccolo gioiellino pop – scritto insieme al cantautore Sean Cronin e prodotto dai ragazzi dei Figùra, responsabili degli arrangiamenti e delle atmosfere jazzy del disco – perfetto per l’inizio della primavera.

Karhys, foto Raoul Ventura

Karhys, che in realtà si chiama Carmen Chirico – il nome d’arte è l’anagramma del cognome della madre, un simbolo del suo legame con Malta -, ha una formazione da pianista classica, e nonostante abbia scritto per anni delle “canzoni segrete”, non si era mai confrontata con la musica urban. Il disco, ci ha raccontato Karhys, è il risultato di «un viaggio che ho intrapreso per conoscermi». Contiene sei tracce che raramente sforano i due minuti, come delle miniature o cartoline, tutte dedicate a superare stati d’insicurezza, timore. Chissà se il primo disco (che è più vicino di quanto pensiate) prenderà la strada del pop o quella della sperimentazione di Noname e Thierra Whack. Per il momento, però, Like I Do e No Problem promettono un gran bene.

INSIGHT – Beyond My Eyes uscirà il 1 marzo.

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