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Fogg canta, Emma Nolde recita: l’anteprima dell’ultima puntata di ‘Fra(m)menti’

Il tema dell’episodio è l’abbandono. «È ciò che scegliamo di lasciarci alle spalle, ci fa sentire soli, ci trascina in maniera subdola verso la deriva, può essere anche nostalgia generazionale»

Il quarto e ultimo episodio di Fra(m)menti, il format di Pulp Dischi che fonde musica, teatro e arti visive, è dedicato al tema dell’abbandono. I protagonisti sono Fogg, che canta Buco nero (la canzone che potete sentire qui in anteprima), Apnea, 2030 degli Articolo 31 e Peccato, e Emma Nolde che in apertura recita un passo tratto da Storia di chi fugge e di chi resta (L’amica geniale volume terzo) di Elena Ferrante e in chiusura recita versi scritti da lei.

«Fra(m)menti è stata per me la prima vera luce dopo l’abisso della pandemia», racconta Fogg, che sta lavorando all’album di debutto. «Con il progetto Fogg ho sempre considerato i live come una priorità assoluta, l’impossibilità di esibirmi ha influito pesantemente sul mio percorso e poter finalmente tornare su un palco è stata una vera liberazione. Nonostante l’assenza di pubblico è stato un po’ come tornare in “palestra”, in un luogo che non mi fa mai sentire davvero pronto in ciò che sto facendo e che costantemente mi stimola a cambiare punto di vista sulla mia musica».

«Per questi motivi ho deciso di (tornare a) suonare i miei brani come prima della panedemia, come di consueto, nella loro veste più originale e provvisoria ovvero quella delle preproduzioni. Attualmente mi trovo nella fase finale del lavoro in studio e probabilmente quella per Fra(m)menti sarà una delle ultime occasioni utili in questo senso prima che le canzoni cambino pelle per transformarsi per sempre in qualcosa di diverso».

«Il tema scelto per Fra(m)menti ha la particolarità di essere versatile e di potersi disporre perfettamente sulla linea di alcune mie canzoni. L’abbandono è tutto ciò che indissolubilmente ci lascia o scegliamo di lasciarci alle spalle quando guardiamo il futuro (Buco nero). È un qualcosa di intimo e personale capace di illuderci facendoci sentire forti, ma a volte anche profondamente soli (Peccato). L’abbandono sa trascinarci in maniera subdola verso una deriva che non sentiamo di prendere (Apnea). Quando l’abbandono assume tratti collettivi alcuni aspetti del nostro modo di vedere la realtà svaniscono e si trasformano in lucida nostalgia generazionale (2030)».

Le accoppiate delle precedenti tre puntate sono Tōru e Andrea Appino, Nervi e Pierpaolo Capovilla, Wabeesabee e Giorgieness.

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