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Est-Egò, l’anteprima del video di ‘I film sui samurai’ realizzato da Davide Salvemini

«È catartico», dice la band torinese. Mentre il protagonista della canzone sprofonda nell’angoscia, l’eroe del video si ricongiunge alla sua principessa in uno scenario tra vaporwave e ‘Blade Runner’

Una metropoli, un uomo e una donna, un samurai e una principessa. I piani della realtà e dell’immaginazione si intersecano nel nuovo video dei torinesi Est-Egò. Si intitola I film sui samurai ed è realizzato dal fumettista, illustratore e animatore Davide Bart Salvemini. Prodotta da Tiziano Lamberti, la canzone è stata scritta un paio d’anni fa, ma è uscita solo lo scroso 2 ottobre. «Prima di questa primavera» raccontano gli Est-Egò «non avevamo mai pensato a I film sui samurai come primo singolo dopo il nostro lungo periodo di inattività, ma alla luce degli avvenimenti di questo 2020 quel “restiamo in casa” ha assunto un significato più particolare. Tante delle immagini descritte si erano caricate di un duplice significato».

La band descrive I film sui Samurai come «la pigra supplica di un alienato amante del cinema orientale, ma anche la rielaborazione onirica di un assurdo mondo esterno sognato nelle notti di solitudine della quarantena. È stato bizzarro rivedere per caso il trailer de L’esercito delle 12 scimmie e realizzare che stavamo vivendo l’incipit di quel film. All’improvviso ti senti il protagonista di un romanzo distopico e credi che certi futuri scenari perversi in fondo potrebbero non essere così impossibili: la caccia alle streghe, i due amanti stretti nel letto con una maschera antigas. Allora perché non realizzare un videoclip in grado fondere tutto questo?».

Per realizzarlo, la band ha coinvolto Davide Bart Salvemini. Gli ha spedito un mp3 del brano, senza aggiungere alcun commento. «Una settimana dopo ci ha girato la prima idea di sceneggiatura. Avevamo già visto altri suoi lavori e ci eravamo innamorati del suo stile. Sapevamo di avere tra le mani una canzone ricca di immagini allucinogene e siamo stati felici di scommettere sulla sua immaginazione lasciandogli carta bianca. È come se magicamente ci avesse letto dentro. Tutto era conforme al nostro gusto, alle nostre intime visioni, alle nostre personali abitudini, dalla scelta dei colori utilizzati, fino all’inserimento di dettagli come le piantine che decorano la casa di uno dei personaggi del video».

«Il video» racconta Salvemini «cerca l’estetica astratta e nostalgica della vaporwave in un mondo futuristico che a tratti ricorda la Los Angeles di Blade Runner in cui donne e uomini convivono in simbiosi con la sinuosa tecnologia che li avvolge. I film sui samurai diventa un portale tra passato, presente e futuro, l’unico modo per riscrivere la storia ogni volta che si vuole».

Gli Est-Egò descrivono il video come una catarsi, di quelle che avvengono nei film, ma raramente nella vita reale. «È il piacere di veder sconfitti i nostri oppressori, gli aguzzini, gli ottusi inquisitori, i carnefici di una gratuita caccia alle streghe. Le paure più ancestrali e striscianti, vecchie come dinosauri, fatte a fette dall’acciaio della spada di un samurai. Le immagini hanno restituito un lieto fine che la canzone non possiede: mentre chi canta sprofonda nell’angoscia dell’abbandono, il nostro eroe e la sua principessa si ricongiungono scappando via da tutto nel calore di un immenso sole nascente».

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