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Enula, in anteprima il video di ‘Impronte’

Una canzone scritta con Franco126 e Dardust. Un video in cui fugge da un cubo di cristallo. La scrittura come ancora di salvezza. Ecco come la cantante uscita da 'Amici' cerca la sua strada nel pop

Enula era ancora nella scuola di Amici quando Franco126 l’ha contattata per lavorare insieme a Impronte, il brano che la giovane cantautrice stava imbastendo nella rumorosa casetta riservata ai concorrenti del talent di Maria De Filippi. A lei Franchino si proponeva nel ruolo di co-autore presentando ad Enula una base preparata da Dardust: un’occasione parecchio ghiotta per chi da anni – ora Enula di anni ne ha quasi 23 – scrive e sogna.

Nasce così Impronte, il singolo apripista dell’EP di debutto della cantautrice Con(torta), che oltre alle collaborazioni del nome più noto della Lovegang e di Dario Faini alias Dardust, include  i contributi di figure come Frenetik&Orang3 e Francesco “Katoo” Catitti. È con questa squadra che Enula Bareggi si è presentata per la prima volta a un pubblico più ampio di quello di Amici 2020 e al loro fianco ha – un’altra prima volta – sperimentato il confronto con artisti che del mondo della musica qualcosa ne sanno. Ma soprattutto il gruppo di lavoro dietro a Impronte e a Con(torta) ha sancito per lei, alle prese con i suoi primi passi nel music biz, un riconoscimento inaspettato.

«È stata la mia prima esperienza di scrittura su una base già fatta, creata da qualcun altro per me. Io sono abituata a scrivermi la musica, a comporre da sola. Suono chitarra e pianoforte per accompagnarmi però non lo faccio bene, non l’ho mai studiato. In questo caso quando Franchino mi ha mandato la base di Dario Faini la musica mi è piaciuta dal primo istante, c’era questa chitarra bellissima che aveva fatto appunto Dardust e mi ha ispirato perché poi gli strumenti e la musica ispirano anche il testo. Se ci fosse stata un’altra musica probabilmente avrei scritto altre cose».

Il tuo universo è ricco di elementi simbolici: la gabbia di cristallo e il maestoso cavallo del videoclip di Impronte, i colori con i quali spesso ti dipingi il corpo, gli accessori che indossi, i riferimenti agli indiani d’America. Che significato hanno per te?
Questo video è stato una cosa un po’ improvvisata, fatto e concluso in un giorno. Il cubo di cristallo è un po’ l’essere rinchiusa nel proprio mondo, nel senso che io sono rinchiusa nel mio mondo e voglio uscire e portare questo mio mondo all’esterno, essere libera di esprimermi. Quindi all’inizio sono dentro questo cubo e poi alla fine riesco a uscire, ad allontanarmi dal cubo e correre via a cavallo, che per me è un po’ il simbolo della libertà, la libertà di andar via, di essere se stessi.

Per quanto riguarda il resto, cerco di trasformare anche il mio corpo in arte se riesco. È una cosa molto naturale. Gli indiani d’America sono una fonte d’ispirazione, ma adoro proprio dipingermi il corpo, il colore mi fa sentire protetta. Ho iniziato a dipingermi nei momenti in cui ero arrabbiata, quando avevo voglia di sfogarmi. Facevo così a casa, allo specchio, e poi ho iniziato anche a farlo fuori casa perché mi sono detta: io sto bene così, perché non dovrei farlo? All’inizio avevo paura di cosa le persone potessero pensare. Invece sto notando che tanti la prendono come ispirazione e si dipingono.

Tra i tuoi modelli citi spesso Frida Kahlo, cosa ti piace di lei?
Di lei mi piace soprattutto il fatto che sia una donna che ha sofferto tantissimo e tutta la sua sofferenza la buttava nell’arte, nei quadri. Riusciva a esprimere perfettamente un concetto, il suo concetto interno. Adoro i colori che utilizza, il suo modo di dipingere. E mi attrae molto la vita che ha vissuto.

Come se la cava una giovane artista ancora alla ricerca del suo sound con etichette che le vengono appicciate addosso?
Guarda a me a volte dicono che sono pop, a volte dicono che sono indie e alla fine non lo capisco nemmeno io che cos’è che sono. Preferisco essere un po’ di tutto che essere solo una cosa, se devo essere sincera. Se sono più cose posso arrivare a più persone. E poi ormai siamo in un momento musicale dove i generi sono tanto mixati tra loro, non c’è più solo pop o solo indie, e anche il mio sound è un mix di influenze e generi diversi tra cui l’urban, l’indie e il pop ovviamente, quello che c’è sempre. Mi piace il mix di acustico ed elettronico e quando farò concerti e avrò una band suonerò tutto dal vivo.

Fin da quando sei bambina hai viaggiato moltissimo…
Viaggiare apre la mente, toglie le barriere. Già dai 16 anni prendevo e me ne andavo, anche fuori Italia, in America. Mi piace molto e non vedo l’ora di poter prendere e ripartire. Sono andata in Corsica senza soldi e facevo le bancarelle sulla spiaggia. I viaggi mi hanno formata, ma anche il fatto che i miei genitori siano entrambi artisti e anche i miei nonni quindi ho tutta una famiglia propensa all’arte, anche per questo forse sono artista anch’io. La scrittura è nata da un percorso di vita, è stata uno scudo, una salvezza. Mi permette di essere me stessa: quando scrivo io non ho filtri. La scrittura ha aiutato, mi ha salvato, è sempre stata con me.

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