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Ellynora, guarda l’anteprima del video di ‘Niña Blanca’

Una sirena e un dolore da placare, l’Inghilterra e il Messico, morte e mistero. «È una richiesta di protezione per i vivi e per i cari che non ci sono più»

«Erano anni che cercavo di buttare fuori tutto il dolore che avevo dentro, scrivere di questo evento traumatico per esorcizzarlo, ma quando perdi una persona molto vicina a te non sempre è facile mettere tutto nero su bianco». Così Eleonora Sorrentino Paravia, in arte Ellynora, racconta la nascita del nuovo singolo Niña Blanca. «Dopo molto tempo» spiega «ho trovato la chiave, ho creduto che questo fosse il momento più giusto per condividere qualcosa di così delicato e doloroso, ma anche terapeutico. Ho pensato che qualcuno lì fuori ne potesse avere bisogno, come ne ho avuto io».

La canzone racconta racconta la storia, ideata da Ellynora, della sirena del Porto di Santa Maria distrutta dal dolore per la perdita del suo compagno. Da uno scoglio in mezzo al mare, osserva coppie scambiarsi gesti d’amore sulla riva di fronte. «Si aggrappa all’amore degli altri per poter rivivere il suo ormai perduto. Nella notte, quando le spiagge restano deserte, la sirena prega ed invoca la protezione della Niña Blanca, che rappresenta la figura della Santa Muerte in Messico. La preghiera rivolta a lei che si sente in sottofondo durante i ritornelli del brano, è una richiesta di protezione per i vivi, ma anche una richiesta di prendersi cura dei nostri cari che non ci sono più».

Oltre ad essere cantante e autrice, Ellynora è anche regista dei suoi video. In quello di Niña Blanca, diretto con Federico Rinaldi, alterna i ruoli di narratrice e protagonista. «La sirena, vagando sulla terra ferma, perde acqua segnando il suo passaggio, come simbolo della perdita di se stessa, dopo la morte del suo amato. Più avanti nel racconto, con l’aiuto della preghiera alla Niña Blanca, ritroverà la sua forza. Il video è stato girato in Inghilterra, vicino Londra. Io e Federico abbiamo lavorato duramente per realizzare il videoclip, anche mia madre ci ha aiutati. Lo dico agli artisti emergenti che non hanno grandi strutture alle spalle: bastano sacrificio e passione per la propria arte».

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