Rolling Stone Italia

Craxi, Moana e il cardinale: guarda in anteprima il video di ‘Licio’ dei Mariposa

Che ci fa il leader socialista con la pornostar? E l'uomo di chiesa che aspetta al di là della porta? Il gruppo di “musica componibile” è tornato con un “tango ossidato” e un video in stop-motion su sesso, politica e religione

Bettino Craxi è con Moana Pozzi, pronto per consumare un rapporto. Lui è ammanettato alla spalliera del letto. Lei, in biancheria intima nera, si sistema i capelli. Dall’altra parte della porta, un cardinale legge la celebre finta prima pagina di Paese Sera: “Arrestato Ugo Tognazzi. È il capo delle BR”. Sulle pareti della stanza sono appesi poster dei Duran Duran e di Platini, e nell’attesa l’uomo compulsa lo smartphone. Siamo nel 1979, nel 1984 o nel 2020? È la Prima Repubblica o il suo fantasma? Quando la porta che conduce alla stanza accanto si spalanca, il porporato dà la comunione ai due amanti. E nel finale cantabile e intenso, il politico e la pornostar vengono assunti in cielo accompagnati da un cagnetto e da una gattina desiderosi d’affetto.

Non è una scena di Hammamet. È il video in stop-motion di Licio, la canzone che segna il ritorno dei Mariposa, con Serena Alessandra Altavilla alla voce, otto anni dopo Semmai Semiplaya. «Licio è un tango e come ogni tango può nascondere una storia d’amore», raccontano i Mariposa. «Il video che abbiamo pensato, realizzato magistralmente dallo studio Frame By Frame di Venezia con la tecnica dello stop-motion, potrebbe riportarci negli anni ’80, quando i social network non esistevano né per la politica, né per il cinema. L’interno giorno potrebbe però essere ambientato quarant’anni fa, come l’altro ieri. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente un fatto di cosplaying».

Licio è il primo estratto dal nuovo album Liscio Gelli che uscirà venerdì 24 gennaio per Santeria/Trovarobato. L’album promette una riappropriazione «dei modi e dei tempi del ballo liscio per miscelarli con istanze musicali e tradizioni che nulla hanno a che fare con la terra di Romagna mia». E difatti è dedicato a Daevid Allen dei Soft Machine e Gong. Chi l’ha ascoltato dice che suona benissimo.

Iscriviti