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2020 odissea nel lockdown: l’anteprima del video di ‘Once Again’ dei Sycamore Age

Un’entità misteriosa arriva sulla Terra e riporta gli esseri umani alla loro natura originaria. Paura e mistero nel nuovo clip della band toscana girato in un’Inghilterra che somiglia al Mississippi

Un’entità misteriosa riporta gli esseri umani alla loro natura originaria. La campagna inglese trasformata nel Sud degli Stati Uniti. Una canzone noir, fra rock ed echi di jazz. È il video di Once Again dei Sycamore Age, nato tra Oxford e la Toscana dalla collaborazione durante la quarantena tra il filmmaker Cameron Turnbull e Frances Von Fleming di S H E / L A B.

«Pur non essendoci confrontati direttamente con il regista siamo rimasti a dir poco sbalorditi dall’interpretazione del testo fatta da Cameron Turnbull», spiega la band toscana nata nel 2010, con due album all’attivo. «Il regista ha intenzionalmente evitato di seguire didascalicamente il testo e ha esplorato altri aspetti altrettanto interessanti e profondi della stessa cornice semantica».

Nel video un’entità aliena manipola le gesta dei personaggi facendoli regredire fino ai loro istinti più ancestrali. «Anche il mood noir-jazz di Once Again è stato centrato in modo assoluto, con l’utilizzo del bianco e nero seppiato e il formato a 4/3 con la cornice sporca e frastagliata. Le immagini leggermente opacizzate ci riportano al cinema degli anni ’40. C’è però qualcosa che si staglia netto su tutto ciò: quell’entità misteriosa che osserva e manipola, oltre la nostra dimensione».

L’entità misteriosa rappresenta il tempo e lo spazio, spiega Turnbull. «Questa entità sorveglia i due personaggi del video e lentamente si impossessa di loro. Nel film 2001: Odissea nello spazio i monoliti fanno evolvere il genere umano, in questo caso invece l’entità riporta gli umani alla loro natura originaria. Fortunatamente il paesaggio in cui mi trovo è stupendo e quindi ho potuto usare scenari fantastici. Ho trasfigurato l’Inghilterra rurale facendola sembrare un po’ gotica e non facilmente riconoscibile, cercando paesaggi che sembrassero appartenere al profondo Sud o qualcosa del genere».

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