La Trattoria Arlati, un posto dove si respira un’aria antica fatta di incontri dal vivo più che sul feed, è probabilmente un posto perfetto per la presentazione alla stampa del nuovo disco di Angelica Bove, una delle voci (e dei volti, ci sentiamo di dire) che potrebbe ritagliarsi molto bene il suo spazio al prossimo Festival di Sanremo.
Prima X Factor (2023), poi quel periodo in cui molti restano sospesi, incapaci di trasformare l’esperienza in identità. Ma non lei, che ha lavorato al suo primo album in uscita il 30 gennaio. A trainare il tutto c’è Mattone, brano che le ha fatto vincere Sanremo Giovani facendole aggiudicare un posto per la finalissima all’Ariston. Una canzone che canta con aria malinconica e con la voce un po’ rotta. Un brano che parla di perdita, di ritornare a vivere anche quando sembra impossibile: «Mi devo abituare a stare male in modo normale, come tutte le altre persone, a stare malе in modo normale, come tutti gli altri, e ritornare a vivеre».
Un brano che però è solo un pezzetto del suo primo disco, Tana, che già da un ascolto dal vivo dà indicazione di come suonerà. Vintage, analogico, tra chitarre e organi. Un’atmosfera anni ‘70, soul che punta a suonare come un classico più che a diventare contenuto virale per social network. La sua voce è raffinata e sa essere a volte ruvida e a volte caldissima.
«Tana viene da due anni di percorso prima umano che artistico. Ho incontrato le persone giuste, spero di essermi fatta domande giuste. È il riassunto di incontri importanti della mia vita. È un disco autobiografico. Un mattone serve a costruire. E questo è il primo mattone di questo mio progetto, ma anche della mia vita». 22 anni, una a Sanremo Giovani che non era andato come previsto. Come direbbe qualche psicologo: non era ancora il momento.
Ora però il momento è arrivato, frutto di tanti ascolti che spaziano dal pop al rock a «qualsiasi cosa mi piaccia», anche se le cose che preferisce sono le frequenze meditative, «così vai a nanna sereno». Che poi è lo stesso modo in cui vuole affrontare il festival e in cui risponde alle domande dei giornalisti.
«Voglio raccontare la mia storia», dice. «Non sono portavoce di niente». Al massimo del concetto di solitudine, presente in molti pezzi, «il mio unico strumento di autodifesa». Ci vediamo in riviera.
La copertina di Tana:
La copertina di ‘Tana’, il primo disco di Angelica Bove
