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‘Acidi per bambini’, come Flea e Anthony Kiedis si sono innamorati e hanno fondato i Red Hot

Più che un resoconto di guerra dei primi anni da divinità del rock, l'autobiografia del bassista è un romanzo di formazione a base di punk, jazz e polvere d’angelo


Anthony Kiedis e Flea

Foto: Fabulosfab/Grand Central Publishing

Il sig. Michael Peter Balzary, bassista e consulente spirituale dei Red Hot Chili Peppers, è quel tipo di rockstar che inizia la sua biografia, Acidi per bambini, con un elogio commosso alla bellezza della musica ambientato in una chiesa etiope, spiattellando una serie di dichiarazioni sul suo “eterno tentativo di unirsi allo spirito immenso”, su come si è arreso “al ritmo divino e cosmico” e offrendo un riassunto delle sue massime migliori: “essere famoso non significa un cazzo”. Chiamatelo pure bugiardo, se volete. Ma prima della decima pagina vorrete avvolgerlo in un abbraccio.

Sulla pagina, Flea ha uno stile affascinante e vulnerabile, una voce che si pone molte domande; il suo editor per questo progetto era David Ritz, che ha già firmato alcune grandi biografie musicali (Aretha: From These Roots; Divided Soul: The Life of Marvin Gaye e così via), e che di solito dedica molte energie a cercare il cuore pulsante degli scrittori con cui collabora. Nel caso di Flea sarà stata una passeggiata: il bassista ha il cuore sempre in bella mostra. A volte racconta romanticamente di un vecchio maglione regalato dalla sua tata (la signora Muriel Cheesewright), altre racconta i primi anni in Australia, quando era il figlio di un impiegato statale assegnato al consolato di New York nel 1967. È lì che troverà consapevolezza, mentre i suoi genitori si separavano e sua madre si innamorava di un folle bassista jazz (sì, evidentemente c’è stato un qualche tipo di contagio).

Il giovane Flea, semi-trascurato dai genitori, sarà sconvolto dal be-bop, scoprirà l’abuso di stupefacenti e sbatterà la testa nell’America bohémien fino ad arrivare nella West Coast, dove combinerà i primi disastri, fumerà polvere d’angelo, verrà respinto dalle donne e scoprirà la scena punk di L.A., dove troverà il suo posto nel mondo. Dopo l’apprendistato con i casinisti hardcore dei Fear, fonderà una band con l’amico del liceo/anima gemella Anthony Kiedis – e qui il libro finisce.

Esattamente come la biografia Just Kids, scritta dall’amica Patti Smith, era fondamentalmente una storia d’amore tra la musicista e Robert Mapplethorpe, Acidi per bambini racconta quella tra Flea e Kiedis, che si sono incontrati a 14 anni come attirati da una calamita. “Ho sempre fatto amicizia in maniera intensa, ma con Anthony” scrive Flea “era roba di un altro livello – lo spirito d’avventura, i casini in strada, la droga, l’arte, la filosofia, il desiderio di far succedere qualcosa. Non c’è niente che facessi che lo spaventasse, e io ho spaventato tutti gli amici che ho avuto”.

Il libro deluderà chi cerca il resoconto di guerra dei primi giorni da divinità del rock dei Red Hot. Ma esattamente come Just Kids, queste storie pre-successo si concentrano sull’uomo dietro l’opera d’arte, un progetto narrativo che, sulla base delle prove raccolte, vale la pena seguire.

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