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5 cose che abbiamo imparato da ‘Dawn FM’ di The Weeknd

Dal ruolo di "traghettatore" del dj Jim Carrey all’influenza di Prince e Michael Jackson, ecco le storie più interessanti dietro a un album che vuole intrattenere e allo stesso tempo sfidare il pubblico

The Weeknd

Foto: Brian Ziff

«Voglio solo fare il regista», ha detto Abel Tesfaye a Rolling Stone nel 2020, pochi mesi dopo avere debuttato sul grande schermo in Uncut Gems. «Voglio fare grande cinema». Col nuovo album Dawn FM, The Weeknd ha trasformato questa passione in uno dei dischi più cinematografici della sua carriera. Nel disco ci sono un cast di prim’ordine (Lil Wayne e Tyler, The Creator), produttori famosi (Max Martin e Oneohtrix Point Never) e amici notevoli (Jim Carrey e Quincy Jones), uniti per raccontare una storia potente di morte e amore. Nel nuovo mondo di The Weeknd c’è anche Josh Safdie, autore e co-regista di Uncut Gems. Ecco cinque cose che abbiamo imparato ascoltando il disco.

Il disco è la radio da ascoltare prima della morte

The Weeknd e Jim Carrey hanno legato grazie alla comune passione per i telescopi, ma nel nuovo album si incontrano su un terreno decisamente più macabro. A sentire gli interludi in cui l’attore è protagonista, è chiaro che Carrey interpreta il ruolo del dj della radio Dawn FM, l’uomo che accompagna gli ascoltatori verso l’aldilà. «Siamo qui per tenervi la mano durante questa transizione pacifica», dice in maniera sia confortante che inquietante nella prima traccia. Il disco, poi, è ricco di allegorie e immagini legate alla morte. Anche il protagonista in copertina – ovvero The Weeknd invecchiato – sembra prossimo alla fine.

Le canzoni sono collegate

Ci sono idee e suoni di Dawn FM che tornano in tutte le canzoni. Take My Breath, dove Weeknd canta “ti offri a me come un sacrificio”, è seguita da un pezzo che si intitola proprio Sacrifice. L’interludio in cui Quincy Jones racconta l’impatto di un vecchio trauma familiare sulle sue relazioni amorose arriva prima di Out of Time, in cui Weeknd parla di come ha allontanato un amore dopo un momento doloroso. I pezzi di tutto il disco sono collegati anche grazie alla produzione.

L’influenza di Michael Jackson è centrale

Sapevamo che The Weeknd adora il Re del pop, ma l’influenza di Michael Jackson non è mai stata tanto evidente (a parte la versione del 2011 di Dirty Diana). Nell’ultimo intervento di Carrey si sentono richiami del discorso di Vincent Price in Thriller. Poco prima c’è Sacrifice con le sue melodie vocali nello stile di Jackson, mentre i riff di chitarra somigliano a quelli di Wanna Be Starting Something o Don’t Stop Til You Get Enough. E anche questo è un segno della continuità tematica del disco: dopo Sacrifice, c’è difatti l’interludio di Quincy Jones, storico collaboratore di Jackson.

Nel disco c’è anche un omaggio a Prince

L’influenza di Prince è evidente in I Heard You’re Married, nel suo groove soffice e nelle percussioni, ma il riferimento più esplicito è in Phantom Regret, uno degli interludi di Jim Carrey. “Quando scende la pioggia viola, siamo tutti bagnati dalla sua grazia”, dice l’attore. The Weeknd non ha mai nascosto il suo amore per Prince e ha sempre detto di ispirarsi anche a lui. Prima della morte dell’artista nel 2016, i due avevano anche lavorato insieme a Paisley Park. Durante l’ultima apparizione televisiva del 2015, Prince ha consegnato a The Weeknd un American Music Award.

La copertina di ‘Dawn FM’

Solo The Weeknd poteva tenere insieme produttori così diversi

Un tempo The Weeknd non avrebbe mai lavorato con Max Martin o con un altro produttore lontano dalla sua cerchia di collaboratori. Lo svedese, però, l’ha aiutato a conquistare il successo pop nel 2015 e da allora i due non hanno più smesso di collaborare. Il suo contributo più importante è proprio in Dawn FM: ha curato 15 dei 16 pezzi in scaletta. Grazie ai crediti sappiamo anche del contributo di tanti veterani del pop, come TBHits, già al lavoro con Ariana Grande in Positions e Thank U, Next; Calvin Harris, che ha lavorato a I Heard You’re Married; e Oscar Holter, un collaboratore di Martin e co-produttore delle hit Blinding Lights, Hardest to Love e Save Your Tears, che qui ha lavorato a 12 delle 16 canzoni in scaletta.

La sorpresa però è Daniel Lopatin, cioè Oneohtrix Point Never, che ha partecipato a varie canzoni di Dawn FM. Lopatin e Tesfaye si sono conosciuti grazie a Uncut Gems, e il produttore ha contribuito sia ad alcuni brani di After Hours che all’Halftime Show del Super Bowl 2021. L’idea di tenere insieme un compositore sperimentale e produttori da Top 40 dimostra alla perfezione la doppia ambizione di The Weeknd: intrattenere il pubblico e allo stesso tempo sfidarlo.

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.

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