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25 anni di C2C, da Torino al mondo

Giovedì 29 ottobre riparte il festival che in 25 anni è passato dai club della prima edizione a New York e Londra, con un pubblico oggi per metà straniero e per tre quarti under 35

25 anni di C2C, da Torino al mondo

Foto: llum collettivo

«Era una roba onestamente impossibile», raccontava Sergio Ricciardone qualche anno fa a Rolling Stone, ripensando a quando C2C (all’epoca ancora Club To Club) arrivava a gestire cinque o sei locali in contemporanea, sempre al telefono per capire cosa stesse succedendo dall’altra parte della città. Era l’inizio, il 2002, quando insieme a Roberto Spallacci e Giorgio Valletta aveva trasformato l’associazione Xplosiva in un festival che si spostava da un club all’altro di Torino, notte dopo notte, con un’idea di vita notturna che oggi, tra permessi e restrizioni, sembrerebbe pura fantascienza.

Venticinque anni dopo, quella storia torna al punto di partenza. Dal 29 ottobre al 1 novembre C2C Festival festeggia l’anniversario a Torino e, tra le tante cose, domenica 1 novembre riporta il pubblico nei club, con un unico biglietto valido per due locali (Le Roi, la sala da ballo disegnata da Carlo Mollino, e Notorius, uno dei club della primissima edizione), mentre sabato 31, dopo undici anni, si torna al Teatro Carignano per un matinée con le Smerz. Un modo per ricordarsi da dove si è partiti, prima di guardare a dove si è arrivati. E di strada, in mezzo, ne è stata fatta parecchia.

Nel 2010, per la decima edizione, il festival si chiamava Superstition X e girava ancora per la città, con Caribou e Four Tet all’Hiroshima Mon Amour, Jeff Mills al Supermarket, Kode9 al Teatro Carignano e il Lingotto riservato al gran finale del sabato, dove suonava anche un giovanissimo Jamie xx, al suo primo concerto italiano. Le presenze erano 25mila, l’anno della svolta, il momento in cui il festival aveva cominciato a diventare sempre più internazionale. Poi, un’edizione dopo l’altra, sono arrivati Franco Battiato, Aphex Twin (con tanto di logo proiettato sulla cupola della Mole Antonelliana), gli Autechre e SOPHIE, portata a Torino tre volte quando la sua musica era ancora troppo pop per il pubblico del clubbing e troppo sperimentale per tutti gli altri. È in quello spazio di mezzo che ha preso forma l’avant-pop, la parola con cui il festival ha finito per definire sé stesso, e nel 2022, per il ventennale, è arrivato anche il nuovo nome, C2C Festival, insieme a un nuovo simbolo, una figura alata pensata per rimettere al centro i corpi, la loro libertà e la danza.

Se c’è un dato che racconta meglio di tutti questa trasformazione, però, è chi sta sotto il palco. Nel 2024 al festival erano in 41mila, con un pubblico straniero arrivato al 33%, l’anno scorso 42mila, con il 40% di stranieri e il quarto sold out di fila. Quest’anno, con l’edizione torinese avviata verso il quinto tutto esaurito, il sorpasso è avvenuto: il pubblico internazionale supera per la prima volta quello italiano (oltre il 53%), e gli under 35 sono il 78%. Numeri che non sono affatto scontati in Italia, anche perché nel frattempo C2C ha cominciato a viaggiare. Dopo il debutto a New York nel maggio 2025, la seconda edizione al Knockdown Center è andata esaurita, e il 15 ottobre il festival ha portato il suo primo evento al Barbican di Londra, sold out pure quello. Pitchfork, per il quinto anno consecutivo, lo ha messo tra i migliori festival dell’anno, chiamandolo il non plus ultra dell’eclettismo avant-garde.

Sarà anche la seconda edizione senza Sergio Ricciardone, scomparso nel marzo 2025 a 53 anni. L’anno scorso il festival gli era stato dedicato, con il suo nome proiettato sulla stessa Mole dove anni prima aveva fatto comparire il logo di Aphex Twin, e la direzione artistica è passata a Guido Savini, che lavorava al suo fianco da tempo. La sua eredità, poi, ha preso anche una forma molto concreta: C2C Curators, un programma gratuito di formazione per giovani curatrici e curatori musicali dedicato alla sua memoria, che quest’anno ha scelto dodici partecipanti tra oltre duecento candidature.

Il programma dei 25 anni tiene insieme un po’ tutte queste anime. Robyn con il nuovo Sexistential, Yung Lean e Bladee per la prima volta insieme in Italia, Oklou, Kelela (di ritorno dopo più di dieci anni), Arca, che a Torino ormai gioca in casa, Shygirl, The Avalanches appena tornati con No Bad Memories, Grouper alle OGR, e al Lingotto il debutto del DAZED Stage, con un set di sette ore di Theo Parrish e Kode9, ospite storico del festival, per la prima volta in b2b con RP Boo. Venticinque anni fa nomi così difficilmente sarebbero finiti sullo stesso cartellone, oggi a Torino sembrano parlare la stessa lingua. Buon compleanno C2C, ci vediamo al Lingotto.

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