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10 tributi a Freddie Mercury che forse non conoscete

Foo Fighters, Bon Jovi, Eddie Vedder, Robbie Williams, Bruce Dickinson, Metallica: ecco alcune tra le cover più sorprendenti dei Queen

Freddie Mercury

Foto: Peter Röshler

Interpretare un brano dei Queen non è facile. Non solo per la difficoltà di gran parte del loro repertorio, ma soprattutto perché è difficile confrontarsi con il talento di Freddie Mercury. Tuttavia, molti cantanti ci hanno provato, spesso con risultati inattesi. Anche escludendo lo storico Freddie Mercury Tribute Concert dell’aprile 1992, nel corso del quale furono eseguite alcune delle cover migliori di sempre, sono molte le versioni sorprendenti del repertorio dei Queen.

Bruce Dickinson & Montserrat Caballé “Bohemian Rhapsody”

Nel 1997, a quasi dieci anni dall’uscita di Barcelona, il primo album di crossover tra rock e lirica della storia, Montserrat Caballé fa il bis. L’idea è pubblicare una serie di duetti con ospiti di nazionalità ed estrazione musicale differenti, cui dà il titolo di Friends for Life. Tra i prescelti, oltre a un impensabile Marco Masini, la soprano individua nel cantante degli Iron Maiden l’unico artista in grado di interpretare Bohemian Rhapsody.

Robbie Williams “We Will Rock You”

L’ex Take That non ha mai nascosto la sua stima nei confronti di Mercury. Da sempre le sue esibizioni dal vivo includono brani dei Queen. Pare addirittura che, nel 2001, Williams sia stato a un passo dall’entrare in pianta stabile nella band. Il risultato fu solo una cover di We Are the Champions per il film Il destino di un cavaliere (A Knight’s Tale), che John Deacon definì una schifezza. Andò meglio un paio d’anni dopo, a Knebworth, peraltro sede dell’ultimo concerto in assoluto dei Queen.

Lemmy “Tie Your Mother Down”

È il 1996 e Billy Sherwood, ai tempi bassista degli Yes, vuole rendere omaggio ai Queen, uno dei suoi gruppi preferiti fin dall’infanzia. All’appello rispondono vari personaggi dell’ambiente hard & heavy. Tra questi, il leggendario leader dei Motörhead, Lemmy Kilmister. Accompagnato da una superband formata da Ted Nugent, Bob Kulick, Rudy Sarzo e Tommy Aldridge, Lemmy dà vita ad una cover potentissima, dimostrando che si possono cantare i Queen anche con una voce radicalmente diversa da quella di Mercury.

Green Day “We Are the Champions”

A metà degli anni ’90 era difficile immaginare che i Green Day potessero essere degli ammiratori di Freddie Mercury e compagni. Quando, nel luglio del 2017, la folla di Reading intona all’unisono Bohemian Rhapsody in attesa dell’arrivo della band, le immagini fanno il giro del mondo e molti restano stupiti. In realtà, già da qualche anno Armstrong, Dirnt e Cool amano eseguire We Are the Champions. Come al Live 8 di Bob Geldof, dove il gruppo ne offre un’ottima interpretazione. In barba ai Sex Pistols.

Glenn Hughes “Killer Queen”

Grazie a una vocalità fuori dal comune, l’ex Trapeze e Deep Purple si è meritato il soprannome di Voice of Rock. Amico intimo di David Bowie e John Bonham, amava i Queen e la cosa non stupisce. Tra i molti omaggi tributati alla band, uno dei più riusciti (e meno conosciuti) è questa versione di Killer Queen incisa per l’album Stone Cold Queen del 2001. Da notare la presenza alla batteria del grande Carmine Appice, ex Vanilla Fudge.

Eddie Vedder “Crazy Little Thing Called Love”

Eddie Vedder ha un’estrazione musicale distante da quella dei Queen. Più facile immaginarlo a interpretare brani di Neil Young, Who o Ramones. Eppure, tra lo stupore generale del pubblico di Wembley, lo scorso luglio Eddie è stato protagonista con Glen Hansard di una delle migliori cover di sempre di Crazy Little Thing Called Love. I più attenti, tuttavia, ricorderanno uno splendido precedente: qualche anno prima, il frontman dei Pearl Jam era solito riproporre Under Pressure in compagnia di Ben Harper.

Foo Fighters “’39”

Che i Foo Fighters siano un gruppo devoto ai Queen è cosa nota. Sia Dave Grohl che Taylor Hawkins, infatti, non perdono occasione per mostrare il proprio amore per la band nelle interviste e in concerto. È facile trovare in rete splendide versioni di Tie Your Mother Down e Under Pressure, ma la vera chicca è forse quella del 17 novembre 2007. In una O2 Arena sold out, Brian May e Roger Taylor hanno raggiunto i Foos sul palco per una rielaborazione festosa e carica di energia di ’39, amatissimo brano di A Night at the Opera.

Paul Shortino & Robby Krieger “We Are the Champions”

Più della presenza alla voce dell’hard rocker americano Paul Shortino, di questa versione di We Are the Champions proveniente dalla compilation Dragon Attack colpisce la partecipazione di Robby Krieger. In pochi immaginavano che il chitarrista dei Doors potesse essere un estimatore dei Queen, sulla carta una band lontana anni luce dall’immaginario e dall’estetica dei californiani. Eppure Krieger pare divertirsi un sacco a reinterpretare il classico del 1977, donandogli un sound atipico, ma godibilissimo.

Bon Jovi “Under Pressure”

Vai a vedere Bon Jovi e pensi: chissà se stasera farà un omaggio a Bruce Springsteen. Invece, il rocker del New Jersey ti va a ripescare un pezzo come Under Pressure e lo fa pure bene. Cose che succedevano spesso tra il 2011 e il 2014, a testimonianza del fatto che le fonti d’ispirazione dell’autore di It’s My Life fossero molto più varie di quello che si pensava. E poi, se il tuo strumento è la voce, non puoi prescindere da due come Freddie Mercury e David Bowie.

Metallica “Stone Cold Crazy”

Tra i protagonisti assoluti del Freddie Mercury Tribute del 1992, i Metallica hanno sempre dichiarato amore smisurato per la musica dei Queen, soprattutto quella degli esordi. La cosa non stupisce, visto che le sonorità della band inglese nei primi anni ’70 sfociavano spesso nel proto metal. È il caso di Stone Cold Crazy, contenuta in origine in Sheer Heart Attack, che i Metallica registrarono in studio nel 1991 come lato b del singolo Enter Sandman.

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