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10 grandi canzoni pop anni ’80 suonate da artisti prog anni ’70

Cambia o muori! Nel decennio di MTV e della new wave, molti musicisti progressive hanno adeguato il loro sound, centrando grandi successi e rivaleggiando con le pop star dell’epoca. Ecco 10 esempi

Genesis

Foto: Paul Harris/Getty Images

Chi pensava che l’avvento degli anni ’80, di MTV e della new wave avrebbe trasformato band come Genesis, Yes e Rush in dinosauri si sbagliava. I musicisti di quelle e di altre band hanno ridotto la lunghezza di capelli e canzoni diventando popolari persino più di prima. Hanno fondato nuovi supergruppi e rivaleggiato in radio con Madonna e Michael Jackson. Ecco 10 esempi, 10 canzoni tratte da quel periodo di reinvenzione.

“Tonight, Tonight, Tonight” Genesis

Grazie all’album dei 1986 Invisible Touch, da cui sono stati tratti ben cinque singoli di successo, i Genesis sono diventati una band da stadio. Il disco conteneva questo capolavoro di 9 minuti (ridotti a 4 e mezzo per esigenze radiofoniche) su un tossico disperato. I tipi della birra Michelob probabilmente non hanno ascoltato il testo e hanno scelto la canzone per accompagnare un loro spot pubblicitario.

“Spirit of the Radio” Rush

Negli anni ’70 i Rush hanno spinto il prog oltre ogni immaginazione in dischi come 2112 ed Hemispheres. Non restava loro che reinventarsi. Lo hanno fatto nel 1980 con questa canzone che punta il dito contro lo stato pietoso delle radio commerciali. E indovinate un po’? Le radio passarono il pezzo facendo conoscere il trio al pubblico pop.

“Owner of a Lonely Heart” Yes

Quando scrisse Owner of a Lonely Heart, il chitarrista sudafricano Trevor Rabin non era membro degli Yes. Anzi, il gruppo era finito. Rabin registrò il pezzo con alcuni musicisti della band. La canzone aveva una tale forza da spingere l’etichetta Atlantic a rimettere in piedi la band, per sfruttarne il nome. Owner finì al numero uno in classifica in America e lanciò una nuova fase dell’interminabile saga degli Yes.

“Heat of the Moment” Asia

Era il 1982 quando John Wetton dei King Crimson, Steve Howe degli Yes, Carl Palmer del trio ELP e Geoff Downes dei Buggles unirono le forze in un supergruppo perfetto per l’era di MTV. Chiamarono la band Asia e per un brevissimo periodo, quando Heat of the Moment arrivò al quarto posto in classifica, furono la novità del momento in America.

“In Your Eyes” Peter Gabriel

Peter Gabriel lasciò i Genesis nel 1975, quand’erano ancora un gruppo art rock di culto. Gli ci vollero undici anni per uscire definitivamente dalla loro ombra con l’album So. Era pieno di hit, di cui forse In Your Eyes è la più longeva.

“In the Air Tonight” Phil Collins

Chiusa l’era Gabriel, Phil Collins aveva preso in mano le redini dei Genesis. Il gruppo era in pausa nel 1980 quando il batterista ha creato questa canzone su un impulso del momento al fine di condensare il suo stato d’animo dopo un brutto divorzio. Lui dice che di averla proposta al gruppo e che loro l’hanno scartata, loro affermano di non averla mai sentita. In ogni caso, ha lanciato la carriera solista di Collins e ispirato 100 milioni di performance di air drumming.

“Silent Running” Mike + The Mechanics

Forse Mike Rutherford non voleva essere l’unico membro dei Genesis senza una hit solista. Fatto sta che nel 1985 ha reclutato i cantanti Paul Carrack e Paul Young e ha formato Mike + The Mechanics. Il singolo di debutto è il loro pezzo migliore.

“When the Heart Rules the Mind” GTR

Se ti chiami Steve e sei un chitarrista prog inglese anni ’70 puoi raggiungere risultati incredibili. Se poi metti assieme due Steve in un supergruppo anni ’80 – cosa effettivamente accaduta nel 1986 coi GTR di Steve Howe (Yes) e Steve Hackett (Genesis) – otterrai almeno un canzone decente prima che il progetto imploda.

“Your Wildest Dreams” Moody Blues

Teoricamente, i musicisti di Tuesday Afternoon non dovevano essere a loro agio nell’epoca di Ronald Reagan e di Mr. T, e invece il frontman Justin Hayward ha reclutato Tony Visconti, produttore di David Bowie, e nel 1986 ha pubblicato questo pezzo soft rock. Risultato: il loro primo numero uno dai tempi di Nights in White Satin del 1967.

“All Over the World” Electric Light Orchestra

Ok, per i puristi del prog l’ELO non è uno dei grandi gruppi anni ’70, per via dei grandi successi radiofonici centrati in quel decennio. E questa canzone tratta dal film con Olivia Newton John Xanadu, un flop datato 1980, non ha certo rafforzato la loro credibilità prog, ma è incredibilmente orecchiabile.

 

Questo articolo è stato tradotto da Rolling Stone US.