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10 cose che abbiamo imparato dalla biografia ufficiale dei Therapy?

Successi e fallimenti, alcol e speed, roghi di strumenti, Kurt Cobain mandato a quel paese, una mascotte calcistica: ecco le storie migliori raccontate dal gruppo di 'Troublegum'

I Therapy? nel 1992

Foto: Paul Natkin/Getty Images

Per moltissimi sono quelli di Screamager e nulla più. Altrettanti, probabilmente, ne hanno perso le tracce dalla metà dei ’90. Eppure i nordirlandesi Therapy? non hanno mai mollato e sono ancora in pista, nonostante una carriera fatta di saliscendi, fra successi planetari, cadute epocali, difficoltà economiche, faticose rinascite e sbronze colossali. Nel 1998 il Melody Maker definì affettuosamente la loro musica «semplice pop’n’roll intelligente suonato da un pugno di affascinanti bastardi pieni di birra»: forse è la miglior fotografia dei Therapy?, umanamente e a livello di sound, mai fatta. Lo si evince dalla recente biografia ufficiale So Much for the 30 Year Plan, edita da Jawbone in lingua inglese. Ecco alcune curiosità che abbiamo raccolto leggendo il libro.

1Per combattere la paura ascoltavano gli Hüsker Dü

Nell’estate del 1989 i Therapy? tengono il loro primo concerto in assoluto. Si esibiscono alla Conor Hall del Belfast Art College e il concerto è organizzato dal Warzone Collective, un collettivo anarco-punk. Insieme a loro ci sono gli headliner Decadence Within (una band thrash-crossover), i Pink Turds in Space e gli Strontium Dog (entrambi di estrazione punk). Prima del concerto sono agitatissimi: Andy Cairns è persino reduce da un turno di lavoro alla fabbrica Michelin dove è impiegato come ispettore addetto al controllo qualità. Per combattere la tensione da prima volta, i tre ragazzi, prima di impilare i propri strumenti nella Mini Metro arancione di Andy, guardano la cassetta del live degli Hüsker Dü Makes No Sense at All: è come un toccasana, che li carica e li aiuta a superare la paura del palco.

Il legame con la band di Minneapolis resterà ben solido negli anni a venire, culminando con la cover struggente di Diane che i Therapy? includono nel loro Infernal Love (1995) e che viene anche scelta come singolo estratto dall’album.

2Hanno mandato affanculo Kurt Cobain

Il 10 dicembre 1991 i Therapy? suonano una data del loro minitour di supporto alle Hole di Courtney Love. Nel programma del TJ’s a Newport (nel Galles del Sud) ci sono anche i Daisy Chainsaw, band dimenticata, ma interessantissima. I tre nordirlandesi si sono portati, in veste di roadie, il fratello del cantante Andy Cairns, C.J., che a un certo punto deve iniziare a sistemare la strumentazione dei Therapy? sul palco. Su un flight case trova seduto un tizio, così lui gli si avvicina dicendo: «Scusa amico, ma devo proprio spostare questa roba». Il tipo non lo degna di attenzione, guarda fisso davanti a sé. Dopo qualche secondo C.J. passa al piano B e lo apostrofa: «Ok, adesso devi immediatamente andartene affanculo e levarti dai miei flight case». Funziona.

Solo qualche ora dopo C.J. capirà di avere mandato a quel paese nientemeno che Kurt Cobain. Ma non è tutto, perché pare che proprio quella notte il leader dei Nirvana abbia chiesto alla Love di sposarlo. Stando ad Andy, C.J. racconta ancora oggi l’aneddoto a chiunque, quando vuole strappare una risata.

3Nel 1992 hanno dato fuoco alla loro strumentazione

Nell’estate del 1992 la band firma un contratto con la major A&M e inizia a scrivere per l’album Nurse. Viene deciso che i Therapy? passeranno un periodo di ritiro per comporre, alloggiando tutti insieme in una fattoria situata nella Contea di Carlow.

Andy sente la pressione della responsabilità verso la nuova label. Per alleviare la tensione, si porta dietro una scorta titanica di alcolici e anfetamina, non pensando che l’ambiente isolato e campestre, unito alla virtuale reclusione con i suoi due compari, non sarebbe stato un buon complemento alla sua alterazione mentale. Infatti l’atmosfera giorno dopo giorno si fa più tesa e, dopo due settimane di lavoro comunque piuttosto produttivo, il punto di non ritorno viene raggiunto. Alla fine di una serata passata a sbronzarsi in un pub del paese vicino, i tre litigano, tornano alla fattoria e dopo un ulteriore carico di alcol si lanciano in un gesto catartico per sciogliere la tensione e lo stress: distruggono tutta la loro attrezzatura. Gettano chitarre e amplificatori attraverso le finestre chiuse, poi danno fuoco al cumulo di strumentazione accatastato nel cortile.

Esiste anche una registrazione audio del momento: un mangianastri era stato inavvertitamente attivato e ha fissato su cassetta quel bizzarro sabba. I fan possono ascoltare il tutto in una ghost track nascosta nel cofanetto antologico The Gemil Box, pubblicato nel 2013 (è un oggetto ormai da collezione, peraltro).

4“Screamager” era uno scarto

Uno dei brani più noti della band è Screameager (uscito nell’EP Shortsharpshock e nell’album Troublegum). Il riff portante di chitarra era però già presente nella coda finale del pezzo S.W.T., incluso dai Therapy? nel demo tape del 1989 Meat Abstract. Cairns dice a questo proposito: «Consideravo quel riff un’occasione sprecata, ma non avevo idea di cosa farne perché non avevo davvero cognizione di come si scrive un pezzo». L’occasione di utilizzarlo al meglio arrivò quando Andy inizia a lavorare a una canzone intitolata I’ve Got Nothing to Do (la definisce così: «Aveva un taglio alla Ramones, ma somigliava un po’ anche a una Rudy moderna o a qualcosa degli Stiff Little Fingers o degli Undertones»). Presto il pezzo prende la forma e il titolo che conosciamo e con l’aggiunta di quel riff diventa un vero blockbuster.

5La loro etichetta discografica non voleva che “Infernal Love” suonasse così

La lavorazione di Infernal Love è lunga e faticosa. La band non vuole incidere un Troublegum Pt. II e lavora duramente in studio per dare forma a idee differenti, come suono e come struttura. E, fino all’ultimo, i Therapy? preferiscono non fare ascoltare nulla ai dirigenti della A&M per timore che possano intromettersi e interferire troppo. Quando però le richieste della label si fanno più insistenti, nell’imminenza dell’uscita, i ragazzi cedono e accettano di far sentire il lavoro a uno dei loro referenti: lo scelgono perché hanno notato che ha un tatuaggio degli Hüsker Dü e pensano sia sulla loro stessa lunghezza d’onda. Il discografico ascolta un solo brano e reagisce in maniera del tutto inaspettata, commentando così: «Che cazzo era quella roba? Non capisco». A cascata, il resto degli addetti della A&M inizia a criticare pesantemente il materiale: perché c’è il violoncello? Perché non hanno fatto un altro Troublegum? Perché non c’è un singolo forte?

Eppure, nonostante tutte queste difficoltà – con l’aiuto di molto alcol e droghe per scacciare i pensieri – la band procede per la propria strada. L’album verrà accolto dalla stampa e dai fan con incredibile calore.

6Nel 1997 a Istanbul hanno venduto zero biglietti in prevendita

È il 1997 e i Therapy? sono al lavoro per il terzo album, Semi-Deatched. Nel mese di ottobre sono chiamati a tenere i loro primi concerti in assoluto in Turchia, ad Ankara e Istanbul. Quello a Istanbul è previsto in uno stadio gigantesco e Andy, all’arrivo, si preoccupa molto: non è un posto troppo grande? Va al promoter e chiede quanti biglietti sono stati smerciati in prevendita. La risposta è: «Nessuno. In Turchia nessuno compra i biglietti in anticipo, perché troppi artisti cancellano le proprie esibizioni all’ultimo minuto».

I presupposti per un buco nell’acqua ci sono tutti, ma incredibilmente la sera lo stadio si riempie all’impossibile, tanto che Cairns lo ricorda come uno dei suoi show preferiti di sempre.

7Sono stati cazziati dai Rudi per un riff sbagliato

Nella versione giapponese dell’album Shameless (uscito nel 2001 per Ark 21 Records) i Therapy? includono una cover di Big Time della band nordirlandese punk/power pop Rudi. Durante le registrazioni Andy Cairns e il secondo chitarrista Martin McCarrick arrivano ai ferri corti: Martin sostiene che Andy suoni il riff principale in maniera errata e lo convince a cambiare una nota. Dopo l’uscita del brano, Andy riceve un’email dal chitarrista dei Rudi, Brian Young, che diceva: «Siamo felici che abbiate fatto una nostra cover. Ma la prossima volta che ci incontreremo ti mostrerò come si suona correttamente il riff». Il commento di Andy è: «Per me Young era un idolo fin da quando ero ragazzino. Non perdonerò mai Martin, per questa cosa».

8Martin McCarrick non sa che le sue parti in “High Anxiety” sono state risuonate

Durante le session dell’album High Anxiety (pubblicato nel maggio 2003), in seno alla band si vedono chiaramente i primi segni di un logoramento dei rapporti. In particolare il secondo chitarrista e violoncellista Martin McCarrick – entrato nella formazione nel 1996 – è demotivato e poco coinvolto. Si presenta in studio senza avere studiato le proprie parti di chitarra e suona in maniera poco convincente. Addirittura, durante le vacanze di Natale del 2002, a incisioni praticamente terminate, il produttore Pete Bartlett fa notare a Cairns come le sezioni di Martin siano totalmente inutilizzabili. È così che Andy, di nascosto, torna in studio e reincide tutte le parti del collega – il quale fino all’uscita del libro sui Therapy? è rimasto ignaro della cosa (e probabilmente lo è ancora, se non l’ha letto o non glielo hanno riportato).

9“Last One to Heaven’s a Loser” è nata in Italia (e c’entra una tappezzeria porno)

Last One to Heaven’s a Loser, brano che chiude l’album Never Apologize, Never Explain (del 2004, uscito per Spitfire Records), è nato in Italia. Stando ai ricordi – non nitidissimi, peraltro – di Andy Cairns, l’avrebbe imbastita nel corso di un soundcheck nel nostro Paese. Un dettaglio di quella sera è rimasto impresso ad Andy: il backstage della venue in cui i Therapy? suonarono era rivestito da una tappezzeria che definisce “pornografica”. Chi ha idea di quale fosse la location?

10La mascotte del gruppo è dedicata a un calciatore scozzese

Gemil è la mascotte dei Therapy?, in pratica un doodle triangolare che ricorda alla lontana una castagna stilizzata con l’aria un po’ incazzosa. Spesso è comparso su vari oggetti di merchandising e ha dato anche il nome al monumentale box set antologico del 2013, ma la sua origine risale a 40 anni fa. Cairns ricorda: «Era l’inizio del 1990 e con Fyfe (allora batterista del gruppo, nda) mi trovavo a casa di un’amica comune, vicino alla Queen’s University di Belfast. Lei era andata a Dublino e ci aveva lasciato le chiavi. Ero stato sveglio tutta la notte in acido, a guardare la tv e a ridere fino a non poterne più. Era un po’ che pensavamo a un soggetto per le nostre t-shirt e fu così che disegnai quel triangolo rabbioso su un foglietto. A Fyfe piacque molto. Avevamo finito di vedere uno speciale sulla storia dei Mondiali di calcio e avevano mostrato una sequenza del goal audacissimo segnato da Archie Gemmill per la Scozia, contro l’Olanda, nel 1978. […] Decidemmo che avremmo dovuto chiamare la nostra mascotte Gemmill in suo onore. Non so come, ma alla fine diventò Gemil».

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