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Scrambler 1200, le due anime del modern classic secondo Triumph

In sella alla nuova XC tra la storia del marchio inglese e la tecnologia moderna

Quella di Triumph è una fissazione, quella per il dettaglio e per il bello, oltre che funzionale. Le nuove Scrambler 1200 sono un riassunto di questa attitudine che in quel di Hinckley hanno sempre professato. Ovvero una moto bella nell’uso classico del termine, con un fascino tutto suo pari solo ad altri marchi blasonati delle due ruote, al quale si è pensato di abbinare un anima moderna che funziona e pure parecchio bene. Le anime della nuova Scrambler, che richiama il successo che il medesimo modello ha riscosso nei decenni passati, vuoi anche per i riferimenti iconici della sua storia (ricordate ad esempio un certo Steve McQueen in sella alla sua fedelissima Triumph?), sono due: la XC, che è quella sulla quale ci siamo seduti di recente e che se la gode anche in un contesto urbano, da tutti i giorni, oltre alla più enduristica XE.

Bello è classic, certo, ma sotto al pregio dei materiali utilizzati, dall’alluminio spazzolato dei terminali fino al serbatoio realizzato senza saldature a vista e impreziosito dal. tappo modello Monza che sono una gioia per gli occhi, l’argomento ‘plastica’ pare non essere pervenuto se non per alcuni componenti minori. Il ‘prezzo da pagare’ per cotanta attenzione ai materiali è bello di un peso ragguardevole della moto che a secco raggiunge i di 207 kg, ma anche questo è un dettaglio che nel complesso diventa trascurabile.

Se la più specialistica XE è nata per affrontare senza paura alcuna anche lo sterrato più impegnativo, e la XC è quella versatile delle due sorelle, tuttofare è perfettamente a suo agio tanto nel contesto cittadino che fuori porta, magari sulle curve veloci ma non troppo di una strada bianca. meno ricca nella dotazione di serie. La base tecnica di entrambe è molto simile: telaio in acciaio, forcella Showa regolabile, coppia di ammortizzatori regolabili e sviluppati ad hoc da Ohlins e impianto frenante Brembo con pinze anteriori radiali M50. Anche il motore è lo stesso, ovvero il bicilindrico parallelo Bonneville High Power da 1.200 cc, alleggerito in ottica scrambler con un erogazione più morbida e spalmata lungo tutto il contagiri.

Le due sorelle si differenziano anche nella dotazione. Su entrambe c’è il bel display TFT con connessione Bluetooth, il cruise control, manopole riscaldate, cinque riding mode e traction control. La XE ha anche il riding mode opzionale ‘Enduro Pro’ che poi è l’unico in grado di disabilitare l’ABS per chi l’enduro lo mastica con grande facilità.

Se poi parliamo anche dei fari full LED con funzione DRL, del sistema d’accensione Keyless e della presa USB per ricaricare lo smartphone, siamo già ad un livello decisamente alto di dotazione tecnologica. Ma in Triumph questa volta sono voluti andare anche oltre: lo schermo TFT multi funzione ha la possibilità di connessione allo Smartphone con navigazione ‘Turn by Turn’ di Google Maps (prima assoluta sul mercato), così come è possibile connettersi ad una Go-Pro con inquadratura visibile nel display). Tanta tecnologia che però non toglie, in questo caso, un filo del fascino Triumph, ma anzi ne scrive una nuova pagina.

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