Perché quest'anno Sanremo è molto più di Sanremo | Rolling Stone Italia

Home Magazine

Perché quest’anno Sanremo è molto più di Sanremo

Rolling Stone è in edicola con uno speciale dedicato a Sanremo. In copertina c'è Madame, simbolo del rinnovamento di un festival che deve lanciare un segnale di speranza: che la musica torni a girare

Questa vicenda del Festival di Sanremo è un po’ come quei bei pezzi circolari che si aprono e si chiudono ricongiungendosi armoniosamente, e in mezzo melodie e sviluppo. Soltanto che in questo caso in mezzo c’è stato di tutto, un anno assolutamente irripetibile, osceno, e lo sviluppo si è trasformato in vero incubo sonoro per chiunque, a qualsiasi latitudine. Con Sanremo 70 si è quindi chiusa la vita per come l’abbiamo sempre conosciuta e con Sanremo 71, si spera, possa ricominciare a vedere la luce.

Ecco perché il Festival quest’anno trascende la sua stessa rappresentazione e le canzonette non sono soltanto canzonette. Lo testimoniano su questo numero speciale i contributi dei coordinamenti dei lavoratori che gravitano intorno alla musica: “La musica che gira” e altre 8 sigle, unite su Rolling Stone nell’affermare che un primo passo è comunque un passo avanti, che riattaccare la spina e accendere la musica è un segnale di speranza per tutti, anche se Sanremo è soprattutto un fatto televisivo e di costume, la punta di un iceberg al di sotto del quale si muovono mestieri ed esistenze ibernatesi all’improvviso un anno fa.

Dal punto di vista artistico l’edizione di quest’anno del Festival continua nel solco di quel rinnovamento stilistico e anagrafico evidente da almeno un paio d’anni a questa parte. Il cast più giovane di sempre e una proposta musicale altrettanto innovativa. Sono molti gli artisti in gara vicini al nostro mondo, quelli di cui scriviamo e che raccontiamo quotidianamente. Li conosciamo, il segnale non può che essere positivo. A incarnare il nuovo vento sanremese abbiamo deciso dovesse essere Madame, non a caso la più giovane del lotto, un talento dal futuro radioso e dallo stile avanguardistico, un simbolo di inclusione e fluidità, la possibile icona di un’intera generazione. Ce lo dirà il tempo, le premesse ci sono tutte.

Questo numero speciale si avvale del prezioso contributo di 26 artisti che hanno deciso di raccontare ciascuno a proprio modo e con le proprie parole i 26 Campioni in gara. Anche qui dar voce, rappresentare, raccontare è un modo per coinvolgere e mettere a sistema il maggior numero di persone possibile. Ci aspettano tempi difficili ma la schiarita è in vista: abituiamoci a collaborare tutti quanti con rinnovata forza senza nutrirci di antiche invidie e gelosie. A tutti coloro che si sono resi disponibili al progetto va il nostro ringraziamento più onesto e sincero. Siamo davvero convinti che la ripartenza dovrà per forza essere un fatto collettivo o non sarà.

C’è bisogno di tutti, nessuno escluso, a cominciare da questo Sanremo 71, per generare una nuova coesione all’interno del mondo della musica, un mondo che si è confinato ai margini del discorso pubblico, in un vortice di autoreferenzialità difficile da comprendere all’esterno, quando la musica è tutt’altro: aprirsi al mondo, parlare a tutti, scaldare i cuori e far muovere i culi. Ripartiamo da questo Sanremo quindi, perché la musica non solo deve girare e suonare, deve tuonare.

Il numero speciale di Rolling Stone lo trovi in tutte le edicole oppure su Amazon a questo link.

***

Foto: Gabriele Micalizzi
Make up: Greta Agazzi
Style: Simone Furlan
Thanks to: Italia in Miniatura, Sugar Music

Altre notizie su:  Sanremo Sanremo 2021