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Wanderlust, cos’è il Coachella del benessere

La Bestia è andata a scoprire perché un evento tra yoga e healthy è diventato il nuovo punto di ritrovo di Los Angeles

Un'immagine del Wanderlust, il nuovo evento benessere d'America

Si è appena conclusa al Politecnico di Milano, in esclusiva su territorio nazionale, la prima edizione di Wanderlust 108 (in collaborazione con adidas), evento di una singola giornata dedicata completamente alla cura psicofisico-spirituale del vostro corpo, chiamato anche Mindful Triathlon, con tanto di 5 chilometri di corsa/camminata, lezione di yoga e meditazione, guidati da esperti del settore. A disposizione dei partecipanti anche il Kula Market, mercatino artigianale, con prodotti selezionati secondo la filosofia Wanderlust: naturali, bio, hand-made.

A sentire i primi responsi sembrerebbe trattarsi solamente e semplicemente una celebrazione di una giornata all’aria aperta caratterizzata da un triathlon diverso da quello che avete sempre conosciuto e praticato. Well, la-di-da (parafrasando Diane Keaton in Io e Annie di Woody Allen) niente potrebbe essere più lontano dalla realtà di quello che invece è il fenomeno Wanderlust. Fenomeno di massa. Fenomeno salutare. Fenomeno new age, di matrice americana. Fenomeno in piena espansione, considerato il movimento di wellness più importante del 21esimo secolo. Basta controllare i dati per capire la popolarità di Wanderlust: nel 2016 le persone praticanti yoga negli Stati Uniti raddoppiate, da 20 milioni a 38.7 milioni, il 40% non supera i 34anni d’etá.

Sperimentato da La Bestia in quel di Santa Monica, California, che adesso, vi spiega per filo e per segno cos’è e come si svolge e sviluppa un Wanderlust!



Wanderlust – il cui motto è Find your true North – nasce dalla mente di Sean Hoess (e Jeff Krasno), co-fondatori della record label Velour Music Group (e di concerti a Coachella), che scopre la potenzialità spirituale della comunità yoga che frequenta lo studio della moglie Schuyler. «Non potevo credere alla gente che veniva e desiderava una una sola cosa: nutrire corpo e anima, star bene. Mi si è accesa la classica lampadina. Stiamo vivendo un nuovo movimento culturale che gravita verso uno stile di vita energico e vigoroso», mi ha raccontato Kranso al nostro incontro a Santa Monica, «le idee progressiste degli anni ’70 contro il consumismo sono tornate di moda. Wanderlust è nato da un bisogno di convogliare nello stesso posto gente diversa che condivide la stessa visione di vita, il tutto rigorosamente all’aria aperta, proprio per contrastare quello che sta diventando la vita quotidiana di tutti quelli che come me andavano in ufficio a lavorare. Da qui l’idea di fornire a questa nuova tribù tutto il necessario per farli socializzare». Dal socializzare al passare ad attività fisiche e spirituali il passo è stato breve, così come aggiungere posti mozzafiato in parchi naturali (Hawaii, Squaw Valley, Great Lake Taupo, Quebec e British Columbia) dove offrire oltre a corsa, SUP paddle yoga, rafting, mountain biking, parkour, chi anche yoga, meditazione, life-coaching per non parlare di chef e cene farm-to-table. Di spessore internazionale anche il LINE UP di insegnanti, guru, speakers, esperti outdoors e acro yoga come JoAnna Harper, Chelsey Korus Quetzal Ríos, Verónica Ramírez van Hoorde, Nadia Ruiz, persino Moby… e tanti altri, ad ogni singolo evento. Non dimentichiamoci attività nuove come acroyoga, aerial-air-yoga et nuove forme meditative nate dalla semplice evoluzione delle discipline yoga e dalla mente di istruttori veramente geniali e capaci di inventarsi nuove forme di esercizio fisico. Dopotutto, non sono nati in California anche skatebord, pogo stick, hola hoop, squeegee (inventato dall’italianissimo Ettore Steccone) inline skating e sand skiing?

L’esperienza Wanderlust, oltre ai Festival veri e propri (durata 3/4 giorni) offre anche una serie di eventi chiamati 108 di una sola giornata (corsa, meditazione e yoga sponsorizzati come quelli di Milano da adidas) che si svolgeranno oltre che in moltissime città USA, a partire da quest’anno anche all’estero, con tappe a Sidney, Auckland, Guadalajara, Mexico City, Amburgo, Francoforte, Monaco e Berlino in Germania, nonché Vienna e Zurigo.

Niente male come idea. Specialmente se il tutto è condito da sole mare acqua sorrisi sudore e benessere immediato. E non dimentichiamoci musica, DJ, lettura e corpi ben modellati da anni ed anni di attività fisca. Cos’hai da perdere? Nulla, veramente nulla, e anche se i festival costano (sono 4 giorni in paradiso con hotel, cibo e attività), cosa c’è di meglio che investire sulla propria vita? Sulla lungimiranza della stessa? Sulla possibilità di conoscere qualcuno che divida con te nobili e sani valori della vita. Wanderlust, secondo la mia personale opinione, ha sostituito socialmente i punti di incontro fra esseri umani, ha rimpiazzato le palestre degli anni ’80, i bar degli anni ’90, internet del ventesimo secolo per non parlare di fcbk e vasri dating App come Tinder, Badoo, e Grindr… basta con la solitudine, apriamo ad una comunità (sempre sola) che abbia gli stessi interesse salutari.



La Bestia ha incontrato JoAnna Harper & Chelsey Korus.

Chelsey Korus – AcroYoga e Yoga.
Chelsey Korus, spiritual superstar, insegnante, motivatrice yoga tra le più seguite al mondo, con più di 50k followers su Instagram. Crea il movimento Awake, uno spazio creato per cominciare dicussioni, diatribe, per parlare di ambiente, sociale, dei problemi che ti affliggono quotidianamente, Le sue classi sono frequentatissime e combinano fra di loro varie discipline sportive: yoga, danza classica e moderna, capoeira, anusara, power vinyasa, ashtanga, acroyoga, arti marziali e training acrobatico. Seguitela su Instagram. L’acroyoga è importante perchè è un lavoro di coppia, dove bisogna fidarsi del proprio partner, dove ogni comunicazione viene fatta attraverso gli sguardi.

JoAnna Harper – Meditazione.
Inizia a meditare nel 2005, specializzandosi in meditazione buddhista e vipassana, la base di tutti i suoi insegnamenti. A parte la sua collaborazione Wanderlust, JoAnna lavora con organizzazioni multiculturali che aiutano teenagers a rischio attraverso l’insegnamento del Dharma, i concetti fondamentali di Buddha. «Sono nata in una famiglia cattolica, la spiritualità ha sempre fatto parte della mia vita. Storicamente Siddhartha Gautama – vero nome di Buddha – è stato molto importante perché prima di lui nessuno pensava che le persone potessero essere libere, che le donne potessero essere libere o che, chi non avesse ricevuto un’istruzione, potesse avere gli stessi diritti delle caste più privilegiate. Come donna di colore per me è importante insegnare il concetto di libertà e come scoprire la causa delle nostre sofferenze».

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