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Roma, ore 21.30: cinque MILF attaccano Tommaso Paradiso

Racconto di una notte al Flaminio, e del gruppo di fan che ha messo al muro il frontman dei Thegiornalisti

Tommaso Paradiso, foto: Fabio Leidi Style: Francesca Piovano

Tommaso Paradiso, foto: Fabio Leidi Style: Francesca Piovano

A Roma sono le 21.30 della sera di martedì 13 novembre. Considerato il fuso dei Parioli, però, è già notte fonda. In casa di 5 MILF suonano 5 sveglie dell’Apple Watch, sparse nei civici più disparati di via Archimede, eppure in perfetta sincronia. Non è perché devono vestire i figli da caccia, in preparazione di una gita all’agriturismo di Ilaria Venturini Fendi. Non devono neanche simulare di aver aspettato in piedi il marito, al ritorno da una lunga serata in ufficio, in cui il telefono fisso non prendeva. Hanno solo deciso che per loro è giunto il momento di passare ai fatti una volta per tutte, di non poter continuare a stare ferme con la playlist in mano. Hanno deciso di andare a colpire Tommaso Paradiso dove può fargli più male (e dove a loro risulta più comodo trovare parcheggio): sotto casa.

Sanno di correre un grosso rischio. Eppure, se l’impresa dovesse riuscire, per loro e per tante altre MILF con meno coraggio e tempo libero serale, la strada sarà finalmente tracciata. Cambierà tutto.

È una vera e propria task force, uno squadrone dell’amore diretto verso una verità che aspettano da almeno due concerti, l’ultimo dei quali ancora fermamente impresso nella loro memoria. Era il 28 ottobre scorso, al Palalottomatica, e non potranno mai dimenticarlo, se non altro perché, avendone dovuto sottrarre con l’inganno i biglietti alle figlie minorenni, queste hanno poi messo un broncio che neanche la promessa di non accompagnarle a quello del 21 novembre è riuscita a placare.

Una Smart pro-capite per non dare nell’occhio, poco trucco in faccia e scarpe basse per non farsi riconoscere, tracolle tipo tolfa 2.0 per depistaggio radical, shahtoosh preso dallo spacciatore a Cortina, alle 21.45 raggiungono la piazza che, ridacchiando nel FaceTime di gruppo, ribattezzano Heaven’s Square, perché piazza del Paradiso era già occupata, in centro storico.

I loro nomi dovrebbero passare alla storia, ma le 5 MILF, per motivi di tenuta degli assi ereditari e di rispetto nei confronti di Jovanotti, hanno chiesto di restare anonime. Per comodità, ci riferiremo a loro con i nomi di alcune delle strade consolari più vicine a casa di Tommaso Paradiso, e dunque al loro cuore: Flaminia, Cassia, Aurelia, Cornelia, Cassia Bis.

Lo scenario che si apre davanti a loro è quello, abituale, del mixology bar con cucina di Heaven’s Square. Questo è il locale preferito dalla popolazione MILF oriunda pariolina per due motivi principali: il primo è che ha luci abbastanza soffuse da nascondere le rughe. Il secondo è che si trova a piombo sotto casa di Tommaso Paradiso.

Foto di Fabio Leidi

Se, a questo punto, vi state domandando cosa c’entra Tommaso Paradiso con le MILF dei Parioli, avete preso una bella cantonata ed è giunto il momento di aprirvi gli occhi.

Quello che le MILF dei Parioli non dicono è che per loro Tommaso Paradiso è il binario 9 e 3/4 della trasgressione, la diagon alley del deboscio. È il poeta maledetto della porta accanto, ribelle quanto basta, ma sempre comodamente raggiungibile con un colpo di Car to Go. È l’ideale per una sbandata borghese. Tommaso Paradiso è il Flaminio fatto cantante e il Flaminio è Tommaso Paradiso fatto quartiere. E il Flaminio è da sempre la riserva di caccia delle MILF dei Parioli. Il centro? Troppa fatica. I Parioli? Troppi ex e pochi locali.

Le MILF non raggiungono l’apice del piacere quando laikano foto di Tommaso Paradiso che mostra i bicipiti, come se fosse un trapper qualsiasi, ma quando fa i video sul degrado del suo quartiere. È l’unico amante più rassicurante del proprio marito. Già fa un po’ cafone tradire, almeno facciamolo con uno con cui si può stare tranquilli che resterà sotto o non sporcherà i divani. Per questo, nei testi paradisiaci, tra i luoghi trigger dell’eccitazione, la keyword Fiumicino è più sentita della Corea del Nord, che non è ugualmente accessibile.

Certo, lui è stato furbo. All’inizio della carriera ha fatto credere di essere il nuovo Dente. A quel punto le MILF dei Parioli erano ancora convinte che fosse di Bologna. Quando hanno scoperto che era stato testimone di nozze del loro vicino di casa, i conti non sono più tornati, ma la frittata ormai era fatta e Tommaso ha finito per occupare tutto lo spazio possibile, anche quello che Tiziano Ferro aveva liberato dopo il suo outing.

Tommaso Paradiso piace tanto alle MILF dei Parioli perché è un tipo dei loro anni d’oro che è arrivato fino ai giorni nostri intatto, quasi dentro una capsula del tempo, senza invecchiare. Come se si fosse ibernato perché all’epoca, col suo stile, non rimorchiava, chiedendosi, prima di chiudere il coperchio del frigo: “Chissà se mi va meglio tra altri dieci anni”.

Ma torniamo ai fatti della sera del 13 novembre. Alle 21.50 lo squadrone lascia il corteo di Smart e muove verso il bar. Flaminia fiuta l’eau de toilette della preda e guida le MILF verso l’oggetto del loro desiderio collettivo.

È un attimo e lo assalgono, ripartendosi i compiti con mestiere consumato da interrogatorio all’americana, tra MILF buone e MILF cattive. A rotazione, due lo riempiono di complimenti e di gridolini, due criticano aspramente la scelta di tenersi gli occhiali da sole all’ultimo concerto. La quinta, la più introspettiva, cerca di mettergli, idealmente, la lingua in bocca. Un turbine di calze Gallo, di lucidalabbra, di mani e di barbe, senza che però gli occhiali da sole di Tommaso, anche questa sera, si spostino per un attimo dal suo naso, mentre il cantante balbetta dei sinceri ringraziamenti, con impeccabile educazione.

Quando lo squadrone dell’amore capisce che non c’è trippa per MILF, cominciano a volare parole grosse. Anche le poliziotte buone degenerano. “Ma dove devi andare che non sai reggere il palco mezz’ora di fila?”. “Non valeva la pena de fare piagnere Ginevrina mia”. La più introspettiva: “Ma allora questo è fidanzato davvero”.

Non è chiarissimo se Tommaso Paradiso stia capendo al 100% quello che sta succedendo. Quel che è certo è che il suo prossimo istinto è quello di mettersi in salvo, cercando di muoversi, nella colluttazione, in direzione del suo portone.

Due delle cinque riescono a riagguantarlo per una castissima instagrammata, no filter, no ormoni. La più introspettiva, per la disperazione, è scesa al piano sotterraneo del bar, per un incontro consolatorio con l’altra celebrità del locale, il rinoceronte a grandezza naturale proveniente dagli studi RAI.

Tommaso accenna ancora un saluto e scompare nel portone, chiudendo poi bene le tapparelle.

Forse non era la serata giusta. Forse, come tutti i veri miti, anche Tommaso Paradiso è meglio non incontrarlo mai, tipo il maestro di sci dopo una certa o il mago di Oz. Forse non era ancora giunto il momento di regolare i conti tra realtà e fantasia.

Sulla strada del ritorno, la reazione su FaceTime non si è fatta attendere nemmeno fino a Belle Arti: “Va bene trasgressione rassicurante, ma a tutto c’è un limite. Centomila volte meglio il figlio di Massimo Ciavarro o, a quel punto, Claudio Baglioni”.

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