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I migliori paninari di Milano secondo Il Pagante

Siamo partiti con il trio più tamarro dell'Area C per un tour dei paninari della città. Dal centro all'east side, ecco dove saziarsi a notte fonda, prima di andare a letto, magari dopo il concerto al Fabrique del 6 dicembre.

“Le mode passano ma lo stile resta”, recita una delle più celebri frasi di Coco Chanel. E chissà cosa avrebbe pensato Coco dei paninari, che per una buona fetta degli anni ‘80 hanno riempito il centro di Milano con un trionfo di piumini Moncler e borse Naj-Oleari. La loro era una moda passeggera o un vero e proprio trionfo di stile? Noi un’idea ce l’abbiamo, e vi diciamo anche che, a distanza di 30 anni, queste figure mitologiche potrebbero aver trovato i loro eredi.

Sono Eddy, Roberta e Federica, a.k.a. il Pagante, portatori sani di tamarraggine milanese che hanno chiamato il loro secondo disco proprio Paninaro 2.0: «È stato un giornalista, qualche anno fa, a dirci che secondo lui rappresentavamo alla perfezione la versione 2018 di quel fenomeno. In effetti, aveva ragione».

Ad ascoltare la loro musica qualche affinità la troviamo anche noi, a partire dai temi affrontati, che sono poi i problemi dei giovani cresciuti all’ombra della Rinascente. Lo “sbatti” per la fila fuori dal Covo di Nord-Est, gli anni fuori corso, la settimana bianca (titolo anche del nuovo singolo, trovate il video sopra), il dress code per gli eventi milanesi. Il tutto innaffiato da litri e litri di Dompero.

Nell’anno domini 2018, i paninari hanno decisamente cambiato funzione. Da ritrovo dei “giusti”, si sono trasformati nel pit stop di fine serata, tappa obbligata per tutti quelli che, dopo qualche drink di troppo, hanno solo un’esigenza: “asciugare”. E chi meglio de i ragazzi de Il Pagante, veri esperti di night life, può aiutarci a stilare la classifica dei migliori chioschi di Milano? Ci siamo fatti portare nei loro preferiti, dal centro all’east side.

Il ritrovo è in Piazzale Libia. Si parte da Pandy e Mucca.



Perché ci avete portato qui?
È il nostro paninaro del cuore. È comodo come ritrovo, essendo a metà strada tra le nostre case. Ci vediamo sempre qui prima dei live, e ci passiamo anche al ritorno. Non a caso abbiamo presentato qui il nostro disco. È l’unico paninaro a Milano ad avere 48 panini nel menù.

Quale panino ci consigliate?
E: Cavallo, oppure se sono in vena di qualcosa di più zozzo l’Animals, che è un hamburger con praga e brie. Questo è un posto dove ci si sporca, non come al Panino Giusto. Anche i toast sembrano kebab. I panini sono “guzzi”, ma di qualità. Ottimo sia prima che dopo le serate.
R: Vegetariano, con brie, caprino e le verdurine che nomino anche in Adoro, il nostro pezzo con Myss Keta.
F: Me ne piacciono diversi. Ma sottolineo il fatto che sono proprio “guzzi”.

Il panino consigliato dalla “casa” invece, qual è?
Il Sex, con bresaola, caprino, funghetti, tabasco, salsa tartara e tanto amore.

Brano da ascoltare mentre si mangia il panino:
Sicuramente Food Porn, feat. Shade.

Cosa rappresentano per voi i paninari?
E:L’ultimo ricordo della serata, subito prima di andare a dormire. Il luogo perfetto dove “asciugare” l’alcol che si ha in corpo. Altrimenti il giorno dopo ci si alza con il mal di testa.

Cosa votano, secondo voi, i paninari 2018?
R: Dipende dalla zona in cui vivono. Per quanto mi riguarda, il sindaco di Milano è un ottimo sindaco. Pensa che una volta mi ha ringraziato su Instagram perché l’avevo taggato.

Beh, allora concordo con te. Invece cosa farebbe Il Pagante se fosse al governo?
F: In un momento come questo potremmo fare sicuramente buone cose.
R: Facciamo già qualcosa, anche se non siamo al governo. Alziamo il Prodotto Interno Lordo con le nostre serate, dove la gente viene e si beve le bottiglie. Un conto è vendere drink, un conto è vendere proprio le bottiglie. Avere un’attività ha i suoi costi.

Verissimo. Anche la legalizzazione della marijuana però è un tema che vi sta a cuore.
R: Certo, iniziamo finalmente a fare qualche passo avanti.
F: Anche se Amsterdam è ancora lontana.

E proprio mentre ci addentriamo in temi sempre più delicati, capiamo che è meglio passare allo step successivo. Finiamo al volo la prima birra e ci dividiamo in due macchine, le ragazze su una, io ed Eddy sull’altra. Direzione centro, Area C, Corso di Porta Vittoria, Al boschetto da Gabry e figli (“Sgabri” per gli amici). Quello davanti al Tribunale. Ci sediamo fuori, come i signori. Peccato pioviggini.



Questo è il secondo classificato. Perché vi piace tanto?
E: È in zona comfort, super centrale. È quello dei paganti borghesi che rientrano a casa. Ovunque tu sia a far serata, ci devi passare, ed è aperto a tutte le ore. Torni alle 6 del mattino ed è lì che ti aspetta. Inoltre, in questo paninaro custodisco uno dei ricordi più belli della mia vita. La sera del 22 maggio 2010, quando l’Inter ha vinto la Champions, ho mangiato qua. Milano era intasata. La gente era impazzita, pure gli sbirri non facevano niente per respingere il caos. Meraviglioso. Senza dimenticare che questo è un luogo storico per le frequentazioni. Su una delle pareti trovate tutte le foto, ci sono quelle di Messi, Dybala, Maxi Lopez.
F: Sì però devi dirle tutte. Ci sono anche quelle di Paolo Ruffini, Frank Matano, Stefano di Martino e del il rugbista di Tú sí que vales. [Martin Castrogiovanni, ndr].

Manca la vostra.
F: Hai ragione, dobbiamo farla. Hai presente però la nota audio che c’è in Adoro? Quella in cui sbiascico: «Sto mangiando un panino davanti alla piadineria… volevo dire Tribunale». Ecco, l’ho registrata qui.
R: Io ci sono stata a settembre, dopo esser andata a ballare con i sedicenni al Gattopardo. Avevo bevuto parecchio, non mi ricordo i dettagli ma quasi sicuramente ho mangiato un panino con le verdurine grigliate.

Panino preferito?
E: Il Boschetto, che poi sarebbe un cheesburger.
F: Anche per me. È buonissimo. Lo citiamo anche in una delle nostre prime canzoni, Balza: «Poi da Gabry un boschetto, torno a casa e fumo un etto».
R: Sempre il Vegetariano, non mangio carne.

Panino consigliato dalla “casa”:
Il Boschetto, ma anche il Gabri, che è la versione più corposa del classico salamella con aggiunta di cipolle e pepeorni. Oppure il Domi, doppio hamburger.

Brano da ascoltare mentre si mangia il panino:
Adoro feat. Myss Keta

Questa canzone, come altre in Paninaro 2.0, ha un sound piuttosto diverso dai vostri primi pezzi.
E: Quando abbiamo iniziato c’era solo l’EDM. Ora abbiamo cercato di allargare gli orizzonti, sperimentando.

E ci sono un sacco di featuring oltre a quello con la Regina di Porta Venezia: Emis Killa, Samuel Heron…
L’unica collaborazione che avevamo fatto in passato era stata quello con Jake La Furia. Diciamo che mentre prima il nostro habitat erano solo le discoteche, ora potremmo permetterci di suonare in posti diversi.

Ogni vostro pezzo affronta in modo ironico una tematica che sta a cuore al milanese medio: il blogger, il radical chic, la settimana bianca, l’after, il ragazzo di provincia. Come scegliete i temi?
E: Ci ispiriamo ai trend del momento. Ci guardiamo intorno, vediamo quello che succede e quello che troviamo più buffo lo mettiamo all’interno delle canzoni. È ironia, non sfottò, siamo noi i primi ad aver fatto quello che raccontiamo nei brani.

Avete anche pubblicato un singolo che si chiama Il terrone va di moda. Non avevate paura di fare scatenare le critiche?
F: Un po’ sì. Devo dirti che però ce ne sono state poche.
E: Qualche anno fa non avrei mai utilizzato quel termine. Sentivo che era il momento di fare uscire un titolo che destasse interesse, proprio perché rischioso.

Rischioso come mettersi in macchina alla volta dell’east side, dove ci aspetta il terzo e ultimo paninaro sulla lista: Il Chiosco di Valeria – Le Luride, Viale Argonne.



Dopo una ventina di minuti ci siamo. Qui però stiamo in piedi, niente tavolini.

Perché questo si merita il terzo posto sulla lista dei migliori di Milano?
F: Perché è aperto a qualsiasi ora. Forse la qualità non è il punto di forza, ma in quanto a panini “guzzi”, vince su tutti.
E: Venivo qui quando facevamo le serate al Murphy’s, il mercoledì. C’era open bar e i cocktail da 1 litro. Si andava lì, poi in piazza Guardi a fare freestyle, e infine dal paninaro. Inoltre, qui hanno girato una scena di Dance Dance Dance dei Club Dogo.
F: Anche io venivo qui dopo il Murphy’s, posto in cui se pagavi 12 euro ti facevano 6 cocktail che avevano nomi tipo Pronto Soccorso e Sesso Violento. Nessuno riusciva a berseli tutti.

Ci credo. Panino prefertito:
E: Il Classico. Cotoletta con fontina, lattuga, pomodori, funghi.
F: Ovviamente il Classico. Cotoletta con tutto.
R: Io non ve lo dico neanche, dai.

Panino consigliato dalla “casa”:
Il Barbecue Joint, con la porchetta alla piastra grigliata, formaggio, peperonata, pomodori, cipolla alla piastra caramellata, insalata. Tutto innaffiato di salsa barbecue.

Brano da ascoltare mentre si mangia il panino:
E: Essendo questo un paninaro conosciuto anche dei ragazzi di provincia, il brano da ascoltare è La Triste Storia Dei Ragazzi Di Provincia feat. Gemelli Diversi. Nel brano raccontiamo di una relazione tra una ragazza che abita in centro e un ragazzo che abita all’idroscalo. Non a caso, per fare quel tragitto devi passare proprio di qua.

Rimanendo in tema East Side, il 6 dicembre farete una delle date più importanti della vostra carriera: il Fabrique di Milano. Siete carichi?
R:È una data importantissima, insieme a quella di Roma, il 23 dicembre all’Odeon. Sarà un vero e proprio concerto, un salto importante. Ci vieni vero?

Sì, chiaro, così dopo passiamo di qua. Dopo questi concerti, qual è il prossimo sogno da realizzare?
F: Il mio sogno è andare a C’è Posta per Te. Dobbiamo trovare qualcuno che voglia incontrarci e che scriva a Maria. Sarebbe una vera hit.
R: Non guardo molto i suoi programmi ma concordo, Maria è la Queen.

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