
Food
La verità vi fa male, lo soAlberto Grandi: «I primi a non amare la cucina italiana sono gli italiani stessi»
Parola all’autore di ‘Denominazione di Origine Inventata’, distruttore di (falsi) miti come carbonara, pizza e tortellini, che dopo la bufera torna all’origine della questione. Ossia l’ostinazione a voler nobilitare la nostra gastronomia sin dall’inizio, anche se nobile non lo è
Leche o muerteRage Against the Machine: l’ascesa dei ribelli del latte crudo
Ossia quello così come esce dalla mucca, non pastorizzato, puro, non toccato dalle “mani sporche” dell’industria: i pasionari del raw milk negli Stati Uniti continuano ad aumentare, in nome di una battaglia culturale che anche in Italia inizia a contare non pochi adepti
Mystic PaccheroMeno star-system, più impegno politico: il manifesto di Bobo Cerea
Lo Chef tristellato del Ristorante Da Vittorio racconta lo stato della ristorazione italiana, tra la dittatura di Instagram, i giovani che vogliono tutto facile, la formazione carente e i francesi da cui prendere esempio. Per fare anche noi la nostra Rivoluzione
In loving memory of Big JoePuò un calice di vino essere large?
Se a Milano le quantità sono spesso stitiche e implicano un dubbio amletico che c'assale sempre quand'è troppo tardi («Avremmo forse dovuto ordinare una bottiglia?»), in Gran Bretagna sono misurabili grazie a comode tacchette. Il dilemma però rimane: quando si parla di bicchieri di vino, le dimensioni contano?
Bella ScopertaSono stata nel miglior ristorante di Milano secondo TripAdvisor, e ho capito perché è al primo posto
Si chiama Mabuhay!, è un locale di cucina filippina in Porta Volta, ed è il primo di 6.223 insegne meneghine: un azzardo? Forse sì, ma anche un messaggio forte e chiaro al settore che, previo un bagno d’umiltà, andrebbe colto
Branded contentLegendary Nights Only: le 5 cose che non sapete sul döner kebab
Le serate migliori finiscono sempre a birrette e döner kebab. Se vi ritrovate in quest’affermazione, domani non prendete impegni: Ceres vi aspetta da The Döner Club, a Milano, per un evento leggendario e schietto con kebab e birretta alla mano
Branded contentDiego Cusumano: «il vino, oggi, deve saper raccontare una storia»
Il figlio di Francesco, patriarca nonché fondatore dell'omonima azienda vinicola siciliana, ammette che il settore è in fermento e che questo ha portato con sé diversi cambiamenti, ma ciò che ricerca il consumatore in una buona bottiglia non muta: «è sempre ed esclusivamente il piacere»
AmericanateAbbiamo mangiato la pizza Chicago style. E ne vogliamo ancora
In Italia, nulla è sacro come la margherita. Ma anche a Chicago non scherzano, solo che la fanno al contrario. Noi l’abbiamo mangiata a Milano. Il risultato? È tutto tranne che una pizza, e meno male
La dieta fattela tuVolere tutto, in fretta, godendo poco: sopprimere l’appetito ci renderà felici?
Un farmaco antidiabetico - l'Ozempic - sta letteralmente facendo passare la fame agli americani, diabetici e non. Inclusa Kim Kardashian, entrata grazie a lui, si dice, nel famigerato abito di Marilyn. Polemiche a parte, oltreoceano non sono mai stati così contenti (o almeno, pare)
Mo' BastaCara Bologna, ti prego, non ti milanesizzare
Possibile che anche la Grassa stia cedendo alla moda meneghina del 'piattino' che – come le sfighe – non arriva mai da solo, ma insieme ad altri 'piattini' da immolare sull’altare della condivisione? Fenomenologia della cena a base di 'piattini', un coito interrotto gastronomico dove il momento di godere, invece, non arriva mai
Champagnino a colazioneEdoardo Franco: volere bene al vincitore di MasterChef 12
Il suo 'Dajeeeee!' è ormai diventato un marchio di fabbrica, insieme a quella eVVe lì e al taglio di capelli: e se quest'ultimo è destinato a sparire, il vincitore della dodicesima edizione del talent culinario è invece intenzionato a restare (per lo meno, nei nostri cuori)
Cover StoryGiorgio Locatelli: ritratto di un grande cuoco anarchico
In principio fu una manciata di Parmigiano sopra a un piatto di riso, poi arrivarono Londra, il punk, la Locanda Locatelli, 'MasterChef' e 'Home Restaurant': Giorgio Locatelli si racconta senza risparmiare niente e nessuno, perennemente in bilico tra un riff dei Clash e una strofa di Franco 126
Chi non risica non rosicaMasterChef 12, le pagelle della finale: il sortilegio del Sottosopra
Nell’ultimo round che precede la finalissima, solo chi si gioca il tutto per tutto si porta a casa la vittoria (e con ogni probabilità pure un taglio di capelli decente)
È lo spettacolo, bellezzaTutto quello che ho imparato sulla cucina in una settimana passata su TikTok
Tra carbonare preparate nei boschi, sminuzzamenti di cipolle che diventano spettacoli Asmr, frigoriferi malmenati e altre amenità, sul gastro-Tok ogni ricetta è experience, intrattenimento e velocità. Al punto che alla fine vien da chiedersi: ma il piatto, dov’è?
Ercole scansateLe dodici fatiche dello svezzamento
Non appena diventiamo madri ci parlano di colichette e notti insonni, ma a nessuna viene mai mente di prepararci a una delle cose peggiori che ci attenderà, capace di rendere meno eroiche pure le imprese del figlio di Zeus: il cambio di alimentazione
Together we cryMasterChef 12, le pagelle della nona masterclass: la luna storta e le lacrime nostre
Siamo agli sgoccioli, e l'ansia da prestazione (nonché la sfiga) può giocare dei brutti tiri: tra incartamenti su sé stessi, complessi di Aristotele e dolori da ciclo, ecco chi ce l'ha fatta e chi no
All'ora delle gallineCenare presto is the new black
Abitudine a lungo e a torto considerata “da nonni”, il sedersi a tavola prima delle otto sta vivendo una seconda giovinezza: lo dice il 'New York Times', lo ribadiscono i ristoratori, lo conferma chi, di fronte a un “ho prenotato per le 21:30”, vorrebbe piangere
Non-Guilty Pleasures‘Dinner Club’ è diventato grande. E fa (ancora) morire dal ridere
Carlo Cracco e il suo food travelogue sono tornati: maturi, sexy, prontissimi a farci crepare delle risate. Persino quando si tratta dei dad jokes dello chef più cattivo (e irresistibile) che ci sia
The final countdownMasterChef 12, le pagelle dell’ottava masterclass: c’è una notizia buona, e una cattiva
Ci lascia (finalmente) il nostro sfavorito, e allo stesso tempo uno dei preferiti scivola e si rialza come fanno i veri campioni: siamo alle battute finali, quando pure una semplice melanzana bagnata con lo yogurt può costarti la reputazione
Cover StoryLa tempesta perfetta
Nella capitale del gastrofighettismo, otto anni fa Diego Rossi ha fondato un culto fatto di cuori, milze, cervella, esofagi, intestini tenui e frattaglie: riportando la cucina alla sua essenza più schietta e onesta è riuscito a convertire i milanesi, e il suo tempio-Trippa registra ogni sera il tutto esaurito
