
Food
LOVE AT FIRST BITEOde a Pret a Manger (e non azzardatevi a chiamarli “tramezzini”)
È uno dei brand più popolari del Regno Unito (e oltre), nato perché non si riusciva a trovare un buon sandwich a Londra: come La Settimana Enigmistica vanta innumerevoli tentativi d’imitazione, ma come lui nessuno mai
SESSO & UMAMIMasterChef 12, le pagelle della quinta masterclass: Jeremy Chan superstar
Torna uno degli ospiti più adorati di sempre, ed è subito amore; se da un lato Hue ci regala l'aforisma migliore di questa edizione, dall'altro viene ribadito un vecchio adagio: si salva chi è furbo e paraculo
The Importance of Being EarnestKeith McNally ha schiantato Beyoncé, poi (come al solito) ci ha ripensato
Al proprietario di Balthazar non è andato giù che paladina dei diritti LGBTQ+ si sia esibita in un paese in cui vige la pena di morte per l’omosessualità: l’ennesima scaramuccia mediatica con rettifica a seguire, sia chiaro, ma se avesse ragione lui?
SORBOLE!Che sia di Bologna o di Modena, non avrò altro tortellino all’infuori di quello della rezdora
Può un quadratino di sfoglia tirata col mattarello ripiena di carne avere un potere taumaturgico, raccontare una storia di diplomazia tra due province un tempo rivali e anche la rinascita di un mestiere che pareva destinato a essere dimenticato? Ebbene, sì
Datemi un supplì e solleverò il mondoMasterChef 12, le pagelle della quarta masterclass: stay hungry, stay foolish!
Tra sfide calcistiche, il ritorno del mappazzone e minestroni a sorpresa, al cooking talent vince chi esce fuori di testa. Almeno per lo spazio di un piatto
LA RIVINCITA DEL BRUSCOSegni particolari: rosso, frizzante, piacione (e ovviamente bellissimo)
Da guilty pleasure a vino dell’anno per il Gambero Rosso: it’s Lambrusco, baby, il vino che fa impazzire americani, russi (così narra il gossip), e pure gli astemi. Una relazione che sgrassa, sta bene con tutto e non impegna
TREND OR FAD?Bun Attacks: l’invasione delle brioche scandinave
Dal Nord Europa con furore, tutti in fila per fare colazione nella micro-bakery di turno a suon di pastry, roll e specialty coffee. Con un unico dubbio: siamo di fronte all’ennesimo effetto-cronut che verrà dimenticato nel giro di qualche mese?
Quando il gioco si fa duroMasterChef 12, le pagelle della terza masterclass: largo ai giovani!
Tra conferme, inaspettate sorprese, cocenti (ehm) delusioni e insopportabili opportunismi, decretiamo ufficialmente finita la fase del rodaggio per giudici, concorrenti e pubblico: tutti i vincenti e i perdenti
GastroscoopiaAlfredo, mi’ nonno
Parla per la prima volta l’unico vivente ad aver lavorato gomito a gomito con Alfredo Di Lelio, l’inventore di quelle fettuccine che sono state per la pasta ciò che l’iPod è stato per la musica. Due cose che in tanti già facevano, ma che nessuno aveva mai fatto così
Fuochi e fiammeMasterChef 12, le pagelle della seconda masterclass: Davide Scabin è il Manuel Agnelli della cucina
La vera sorpresa è lo chef ospite, che vorremmo come giudice fisso. Il resto è “quando la mystery box si fa nera, i duri cominciano a giocare”: ecco chi sono i veri eroi (finora)
A tavolaaa!Staff Meal: mangiare in brigata
Il cibo è condivisione, e vale anche per le cucine dei ristoranti: il nuovo format di Alfredo racconta questo momento comunitario sedendosi a tavola con chef, sous-chef, aiuto cuochi e camerieri. La prima puntata al Joia di Pietro Leemann, tra preghiere a Krishna e cuori di carciofo
Masterchef 12MasterChef 12, le pagelle della prima masterclass: esce Luciana, ed è subito Iginio Massari
Lacrime e sangue (nel vero senso della parola), ma anche chiacchiere (troppe), l'ennesima conferma dello charme da vendere di Giorgio Locatelli, e l'ospite d'onore della puntata: un lingotto di cioccolato da orgasmo
Il pollo della discordiaIl Chicken Tikka Masala è stato inventato in Scozia? (Spoiler: forse, ma si continua a litigare)
L’artefice del piatto onnipresente nei menu dei ristoranti indiani di tutto mondo è passato a miglior vita pochi giorni fa. Ciò che resta è una storia che merita di essere raccontata: quella del piatto, naturalmente
Degustazione (ir)responsabileThe Botanist: dalle isole scozzesi a Roma, in un giro di gin (e di vip)
A Villa Laetitia, sul Lungotevere romano, è stato presentato il nuovo gin The Botanist, con tanto di live (bellissimo) di Thony e un coefficiente di romanità (fortunatamente) più basso del solito
Cover StoryMatias Perdomo e la cognizione del manzo
L’indiscussa e (in)consapevole figaggine, le liste d’attesa per prenotare un tavolo, la linea dittatoriale in sala, le scelte lessicali che meriterebbero d’essere depositate: lo chef di Contraste, come non l’avete assaggiato mai
Never mind the bollocksA ognuno la sua: fenomenologia del pasto più anarchico della giornata
Salata o dolce; ricca o essenziale; a casa o al bar: la colazione è un atto libertario e nichilista, dove è proprio l'assenza di regole a diventare regola. Voi scellerati che la saltate, non sapete che vi state perdendo
Burp!Il mio regno per un gastropub
Da luoghi dove bere birre servite a temperature discutibili e sfondarsi di fish & chips a punti di riferimento della ristorazione britannica: se nel Regno Unito ora non si mangia più da schifo, il merito è soltanto loro
Citrosodina dove seiOtto intolleranze in 65 giorni al ristorante: i dolori del giovane autore lonelyplanet
Fare l’autore di guide di viaggio parrebbe il lavoro più sexy del pianeta: cosa c’è di meglio che essere pagati per prendere a parole il mondo? Dopo 65 giorni in giro per ristoranti, però, anche i sogni migliori riescono a trasformarsi in incubi
1 vale 1Ma come mangi! Tripadvisor rovesciato: gli chef danno le stelle ai clienti
In un’epoca in cui chiunque può dire la sua su qualsivoglia locale, abbiamo chiesto a sei ristoratori milanesi di dare le pagelle ai propri ospiti. Spoiler: le cose non vanno proprio benissimo, anzi
Les MisérablesContro la pausa pranzo
Quelle delle schiscette da riscaldare al microonde (e con cui impuzzare gli uffici). E il rito buñueliano degli impiegati che, rigorosamente tra l’una e le due, cercano spesso invano un bar (per cotolette sempre smosciate dal microonde). Il j’accuse di chi ha deciso che, piuttosto, non mangia. Per guadagnarci in dignità
