
Food
Amo, dove andiamo?Come ti faccio diventare cool il bar degli sciuri
Erano gli storici locali meneghini dove al massimo entravi per un caffè, ora diventati mete d’elezione per aperitivi, pranzi e cene: l’ultimo in ordine di tempo è il Sant Ambroeus, con quello spaghetto al pomodoro che sta facendo sognare (e discutere) mezza Milano
Fatto in casa per voiBenedetta Rossi è riuscita a blastare i gastrofighetti turbocapitalisti
Tutto è partito da un articolo uscito su ‘Dissapore’ che ha scatenato il consueto esercito di troll, indignados e puristi del web: la blogger marchigiana non ci sta, risponde agli hater su TikTok e dimostra di conoscere la regola fondamentale del gioco. Ossia sapere perfettamente chi è il suo pubblico
007Federico Umberto D’Amato – La spia che mangiava
È stato la spia che ha tessuto le trame delle stragi di Stato del secondo Dopoguerra ma anche un finissimo gastronomo, nonché primo critico culinario de 'L'Espresso’: ritratto dell’agente segreto che rimane il più grande mistero della politica e della cucina italiane
GastropoliticsTutta la food diplomacy piatto per piatto: ovvero, quando il cibo influenza l’agenda politica
Da Margaret Thatcher che impedisce a Giscard d'Estaing di cenare a Barack Obama che mangia bún chả insieme ad Anthony Bourdain ad Hanoi, passando per i gamberetti coreani di Donald Trump. Fenomenologia del «più antico strumento diplomatico» della storia: il cibo
Si' stata 'o primmo ammoreIl sapore dello scudetto
Dopo 33 anni dall’ultimo campionato vinto con Maradona (non a caso era D10S), Napoli vive un nuovo trionfo e una rinascita. E anche il classico spuntino pre o post partita sembra una prelibatezza da re
My love don't cost a thingHo pagato per avere la compagnia e l’attenzione incondizionata di un uomo per una sera (e forse lo rifarei)
Cinquecento uomini in fila, una ragazza punta il dito e ne sceglie dieci con nonchalance: benvenuti negli host bar di Bangkok, club riservati solo alle donne in cui si paga l’illusione di essere catapultate in una serie romantica a lieto fine
Ratatouille scansateNew York è piena di topi gourmand, e quest’invasione parla (anche) di noi
Sono loro il simbolo dell'Earth Day: ben pasciuti grazie a tutto il cibo buttato, complice il riscaldamento globale si riproducono a ritmi esponenziali. La Grande Mela è una clinica di fertilità per roditori, tanto da costringere il sindaco a nominare una “zarina” per sbarazzarsene: peccato che quelli che dovrebbero cambiare siamo noi
Losing my tortelloMichael Stipe è l’unico food blogger che valga la pena seguire
L'ex cantante dei R.E.M. è a Milano e le sta suonando e cantando a chiunque. No, la musica e l'arte stavolta non c'entrano nulla: qua si parla di cibo, e in fatto di tagliatelle, aperitivi, insalate e affini, Michael dimostra di saper dare il lungo a chiunque
Supermassive Black Hole«Ho messo tutto su un bagel»: storia e fisica del pane-simbolo di ‘Everything Everywhere All At Once’
Perché proprio lui e non un filone di grano duro italiano, una pita mediorientale o un bao cinese? C'entrano la teoria dei buchi neri, la diaspora ebraica, una boutade presa sul serio, ed è subito cult. Come insegna Jobu Tupaki, piano però con le farciture: se il centro collassa e si apre il multiverso, lì sì che sono guai
Crepi l'avariziaO la mancia o la vita: ascesa e caduta di una bizzarra abitudine americana
Il cosiddetto “tipping system” che manda puntualmente in crisi i non-yankee non se la passa affatto bene: colpa di un welfare inesistente, dell’inflazione galoppante, ma pure di clienti sempre più stufi e restii a mettere mano al portafoglio. È la fine di un'epoca?
Fake it till you make itMamma, mi son fatta vegana: tutti i fake burger per grigliare a Pasquetta e vivere felici
Ovvero, le alternative plant-based per evitare di rovinare il sacrosanto barbecue ai carnivori non tanto con la pioggia (quasi certa), ma con la più classica (e temuta) delle domande: «scusate, le verdure non le grigliamo?»
Say cheeseToasteria La Marchetta: una giornata di passione nel mondo del giornalismo food italiano
L'ultima zuffa avvenuta sui social non fa che confermare le storture del sistema: a leggere le recensioni dei giornalisti, a Milano si mangerebbe ovunque benissimo. Allora perché quando vado io negli stessi locali torno puntualmente a casa pensando «mai più»?
Cover StoryL’uomo che stagionava i piccioni
Nell’azienda La Vallata a Lajatico, sulle colline pisane, Carlo Giusti ospita «una grande savana» di bovini, suini e ovini allo stato brado, insieme a Galli neri del Chianti e al suo grande amore: i colombi selvatici. Da cui nasce la più grande follia di questo contadino visionario, già nota al mondo dei gourmand: il prosciutto di piccione
Miracle WorkerAntonino Cannavacciuolo è un cuore di panna (ma c’è una cosa che lo manda ai matti)
Lo Chef tristellato, di nuovo nelle vesti di supereroe in 'Cucine da Incubo', torna a salvare ristoranti sull’orlo di una crisi di nervi. Abbiamo provato a scalfire la sua proverbiale affabilità alla ricerca dei dettagli che lo fanno davvero incarognire, e (spoiler) qualcosina in effetti c’è
La verità vi fa male, lo soAlberto Grandi: «I primi a non amare la cucina italiana sono gli italiani stessi»
Parola all’autore di ‘Denominazione di Origine Inventata’, distruttore di (falsi) miti come carbonara, pizza e tortellini, che dopo la bufera torna all’origine della questione. Ossia l’ostinazione a voler nobilitare la nostra gastronomia sin dall’inizio, anche se nobile non lo è
Leche o muerteRage Against the Machine: l’ascesa dei ribelli del latte crudo
Ossia quello così come esce dalla mucca, non pastorizzato, puro, non toccato dalle “mani sporche” dell’industria: i pasionari del raw milk negli Stati Uniti continuano ad aumentare, in nome di una battaglia culturale che anche in Italia inizia a contare non pochi adepti
Mystic PaccheroMeno star-system, più impegno politico: il manifesto di Bobo Cerea
Lo Chef tristellato del Ristorante Da Vittorio racconta lo stato della ristorazione italiana, tra la dittatura di Instagram, i giovani che vogliono tutto facile, la formazione carente e i francesi da cui prendere esempio. Per fare anche noi la nostra Rivoluzione
In loving memory of Big JoePuò un calice di vino essere large?
Se a Milano le quantità sono spesso stitiche e implicano un dubbio amletico che c'assale sempre quand'è troppo tardi («Avremmo forse dovuto ordinare una bottiglia?»), in Gran Bretagna sono misurabili grazie a comode tacchette. Il dilemma però rimane: quando si parla di bicchieri di vino, le dimensioni contano?
Bella ScopertaSono stata nel miglior ristorante di Milano secondo TripAdvisor, e ho capito perché è al primo posto
Si chiama Mabuhay!, è un locale di cucina filippina in Porta Volta, ed è il primo di 6.223 insegne meneghine: un azzardo? Forse sì, ma anche un messaggio forte e chiaro al settore che, previo un bagno d’umiltà, andrebbe colto
Branded contentLegendary Nights Only: le 5 cose che non sapete sul döner kebab
Le serate migliori finiscono sempre a birrette e döner kebab. Se vi ritrovate in quest’affermazione, domani non prendete impegni: Ceres vi aspetta da The Döner Club, a Milano, per un evento leggendario e schietto con kebab e birretta alla mano
