
Foodcoma
quel che finisce beneMasterChef, le pagelle della finale: no surprises
Vince la migliore, crescono tutti, la pace regna sovrana. MasterChef ha trovato la sua regina, e allora che festa sia. Anche se quella che sembra, comunque, non capacitarsi rimane proprio lei
hit me with your best shotMasterChef, le pagelle della nona Masterclass: il lungo addio
Ci siamo quasi: la finale della tredicesima edizione è alle porte, ed è ora di tirare le prime somme. Tra chi ne esce brillantemente e chi, invece, è ancora perso nella giungla, i giudici non perdono tempo e inaugurano un nuovo motto: balla che ti passa
air force masterchefMasterChef, le pagelle dell’ottava Masterclass: sull’orlo di una crisi di nervi
Due puntate da globetrotter avvicinano i concorrenti alla sfida più difficile: trovare la propria voce, quando tutti attorno urlano (letteralmente). Tanto più se ritorna una certa ombra, e promette di portare, ancora una volta, lacrime e scompiglio
only vampires left aliveMasterChef, le pagelle della settima Masterclass: lacrime, aglio e sudore
Due ospiti di livello non tirano su la competizione, e i concorrenti si comportano come chi ha studiato poco, e all'ultimo, per il compito in classe. Due eliminazioni condiscono una puntata che, complice il bulbo ammazza-vampiri, brucia già parecchio
bye-bye bistecchinaMa quale Veganuary: quello che serve è una ‘Nuova liberazione animale’
A gennaio, dicono i social, abbiamo mangiato vegano. Ma può una sfida online cambiare le nostre abitudini alimentari? O, come si legge nella nuova edizione del classico di Peter Singer, la carne ci piace ancora troppo?
pan per focacciaMasterChef, le pagelle della sesta Masterclass: questa cucina è un ring
Le fasi finali della competizione si avvicinano, e gli aspiranti chef sfoderano i coltelli più affilati. L'arma più tagliente, però, rimane la lingua. E gli strafalcioni, tra panificazione e griglia toscana, non si contano
dopo la torta, la cilieginaMasterChef, le pagelle della quinta Masterclass: la carica dei 300 (e due)
Passato, presente e futuro si incontrano (e scontrano) nel giorno del compleanno del programma. E per ogni festa, si sa, serve una torta che si rispetti. Sì, è quella puntata: date il benvenuto a Iginio Massari (e alla figlia Debora)
il sottosopra è realeMasterChef, le pagelle della quarta Masterclass: dal padel alla brace
Davide Scabin torna a sparigliare le carte e inaugura la puntata più cruenta della stagione, dove tutto può succedere ed è giusto concedersi le prime lacrime amare
e pluribus unumMasterChef, le pagelle della terza Masterclass: la maledizione della Golden Pin
Locatelli e la signora Anna ci ricordano che la vita è un ballo in due puntate che portano i concorrenti a diventare sempre più intimi ai fornelli e fanno ufficialmente entrare Michela nella sua mystic goddess era
...e l'abisso guarderà in teMasterChef 13, la pagelle della seconda Masterclass: il giorno della civetta
Grandi alti e altissimi bassi in due puntate che cominciano a bucare il velo dei concorrenti, anche grazie alla presenza dello chef stellato Alex Atala, che dal cuore di tenebra dell'Amazzonia osserva la classe come un abisso nietzschiano
dal Molise con amoreMasterChef 13, le pagelle della prima Masterclass: laianelle, queste sconosciute
Due eliminazioni (ciao, Chù e Fiorella, cioè, Fiorenza), una Mystery Box, un Invention Test, pure la prova in esterna: se fossimo Giorgio Locatelli, lo chiameremmo all in
Masterchef 13MasterChef 13, le pagelle della prima Mystery Box: è subito mappazzone
Chissà se la produzione ha letto le nostre pagelle della scorsa edizione, sta di fatto che Davide Scabin lo vorremmo sempre di più come ospite fisso. Svelate anche le Golden Pin, premi speciali per evitare l'eliminazione (o l'interrogazione a sorpresa di matematica)
cinema gourmet‘Menus Plaisirs’: 4 ore, un Oscar, tre stelle Michelin, no digestivi
Il regista Oscar Frederick Wiseman esplora il casato gastronomico della famiglia Troisgros con un lungo documentario che entra anche nel ristorante tre stelle più longevo di sempre tra grande cinema e cucina gourmet
Make it a food movie nightI migliori film su cibo e cucina, da guardare rigorosamente a pancia piena
Da 'La grande abbuffata' a 'The Menu', passando per 'Il pranzo di Babette': diciassette titoli dove il cibo, lungi dall’essere un semplice prop, è un vero e proprio attore protagonista che meriterebbe un award tutto suo
Ma che bontà!Menu acustico di 15 portate a base delle migliori canzoni italiane sul cibo
Selezionate con un criterio ben definito: non si limitano a menzionare genericamente piatti, e ingredienti, ma fanno proprio venire voglia di mangiarle. Anche quando raccontano di maccheroni elettronici, lasagne punk e galletti rockabilly
Every second countsLa seconda stagione di ‘The Bear’ esce dalla cucina, e fa jackpot
Il The Beef è chiuso per lavori e la sua truppa di disadattati va in giro per Chicago e per il mondo, confrontandosi con i proprio demoni e vivendo una parvenza di vita reale dove nessuno ti risponde ‘Sì, Chef!’ ma è più facile che ti mandino a fare in culo. Funziona comunque? Forse, pure di più
Gonna eat a lot of peachesFine fame mai: tutto il cibo che desideriamo in 12 canzoni internazionali
Una playlist che è letteralmente e metaforicamente da mangiare, i cui protagonisti sono caramelle, cocomeri, pesche, tartufi al cioccolato, vino rosso, pollo fritto, cognac, panini e tanto altro. Con buona pace del nostro stomaco
Yes, Chef!Cibo per gli occhi: 10 serie tv da farvi venire l’acquolina in bocca
Succulenti panini alla carne, vini pregiati e pasta tirata a mano, ma anche sacerdotesse del veganesimo uscite di testa, geishe e viaggi per Stati Uniti, Italia e angoli più sperduti del mondo: i migliori titoli per un binge-watching estivo tutto da mangiare
wine watching‘Drops of God’ è la ‘Succession’ del vino
Dedicato agli orfani della famiglia Roy: la nuova serie franco-nipponica in onda su Apple TV+ regala sia una narrazione ad alto tasso di tossicità, che un bel po’ di consigli su un argomento spesso circondato da un’aura da iniziati di una setta massonica
Supermassive Black Hole«Ho messo tutto su un bagel»: storia e fisica del pane-simbolo di ‘Everything Everywhere All At Once’
Perché proprio lui e non un filone di grano duro italiano, una pita mediorientale o un bao cinese? C'entrano la teoria dei buchi neri, la diaspora ebraica, una boutade presa sul serio, ed è subito cult. Come insegna Jobu Tupaki, piano però con le farciture: se il centro collassa e si apre il multiverso, lì sì che sono guai
