
Foodcoma
stand up for your rightsDentro e fuori dal piatto, che cosa sono i diritti delle piante (e perché dovremmo occuparcene tutti)
Concepiamo le piante come "la carta da parati del mondo". Invece, i vegetali sono esseri senzienti e, dice la scienza, intelligenti. Ne abbiamo parlato con Alessandra Viola in occasione di Happennino Festival dell'Entroterra
à bout de bouchéeNon siete pronti per il competitive eating, né per la sua sfida del secolo
Questa sera, 'Unfinished Beef' trasmetterà in diretta su Netflix la resa dei conti tra i due pesi massimi delle mangiate di hot dog agonistiche, Joey Chestnut e Takeru Kobayashi. Per capire perché è stato un evento epocale, però, bisogna fare un passo indietro
the coolest storyCaro frigorifero, ci hai cambiato la vita (e il palato)
Una volta erano blocchi di ghiaccio "raccolti" a mano. Poi, le macchine da raffreddamento domestico sono diventate un pilastro essenziale della quotidianità, e hanno rivoluzionato il modo in cui mangiamo. Avanzi riscaldati compresi
cutesy, mindful, respectfulMangiare cibo “demure” non ci salverà
L'ultimo trend di TikTok riguarda anche la tavola, e ci intima a essere "cute, consapevoli, rispettosi". Tra minimalismo e massimalismo (ve lo ricordate il caviale a pacchi dell'anno scorso?), chi vince è sempre e solo l'algoritmo
you're my rockIl microonde è l’ennesima scoperta per caso che non abbiamo mai capito
In 'Infinite Jest' di David Foster Wallace, il padre del protagonista decide di farla finita friggendosi la testa nel microonde. E molti preferirebbero questa morte a cuocerci dentro qualcosa. Qui, una modesta proposta per riconsiderare questo fornito demonizzato e denigrato
ai confini della realtàAl cibo (e alla dieta) ci siamo sempre andati sotto
Ci sono tre cose che nessuno vuole fare: invecchiare, morire, ingrassare. E quando succedono, tendiamo a dare la colpa a come ci siamo nutriti durante la nostra vita. Tra mito e myth-busting, è ora di capirci qualcosa di picchi glicemici & co.
pop palestineIn Palestina, ogni ricetta vuol dire “casa”
Pubblichiamo un estratto di 'Pop Palestine. Viaggio nella cucina popolare palestinese', di Fidaa I A Abuhamdiya e Silvia Chiarantini, edito da Meltemi. Tra dolci al semolino, non-cous cous e melagrana, il cibo, a Gaza e oltre, racconta l'identità di un popolo e la sua voglia di futuro
aggiungi un posto a tavolaDi che cosa parliamo, quando parliamo di servizio al ristorante?
Alla russa, alla francese, all'italiana: storia e geografia (sulla tavola) di come veniamo serviti quando mangiamo fuori, dove un impiattamento vale più di mille parole
e se non ti lecchi le dita...Da quand’è che mangiare con le mani è diventato un tabù?
Per il cibo impazziamo tutti, ma per strada abbiamo perso la cosa che, storicamente, ci ha sempre fatto godere di più: il contatto delle nostre mani con i piatti che prepariamo
passione, lavoro, passioneDietro le quinte della cucina si impara l’unico ingrediente fondamentale: il tempo
Che cosa succede a intrufolarsi da profani nel backstage di un ristorante? Prima regola: mai farsi vedere con le mani libere. Secondo: l'unico cibo a cui bisogna pensare è quello per il cliente
la vergogna della fameSi può essere femministe felici di dimagrire?
Il cibo non è mai solo cibo: è la metafora per eccellenza, uno dei materiali narrativi più grandi a nostra disposizione. E può essere tanto via di emancipazione, che una prigione imposta dall'interno, o dall'esterno
fare l'amore con il sapore‘Il gusto delle cose’ ci ricorda che non c’è cucina senza amore, e viceversa
Esce (finalmente) oggi in Italia il film di Trần Anh Hùng con Juliette Binoche e Benoît Magimel che è stato il candidato della Francia alla corsa per gli Oscar 2024. E che, tra liaisons e pot-au-feu, fotografa un momento rivoluzionario nella gastronomia d'Oltralpe, che ancora ci accompagna
la base di un futuro democraticoCondividere tutto senza avere niente: quando il cibo era Resistenza
Pastasciutta antifascista, polenta di castagne, pane mai. Questo 25 aprile, parliamo del mangiare. Che «può essere un alfabeto muto con cui provare a leggere un'epoca da un altro punto di vista, dal basso, dalla tavola, dai gesti quotidiani»
ho messo il cuore in freezerScongelavo i tortelli di nonna, o di quando mi commossi su un piatto di pasta
Ne 'Alla ricerca del tempo perduto', Marcel Proust donava al suo protagonista un metodo molto speciale per viaggiare nel tempo: il cibo. La scienza dice che aveva ragione: ciò che mangiamo si lega alla memoria e al sentimento, e, validando il nostro passato, ci aiuta a costruire il futuro
le parole contanoNon sai se ordinare “Manzo, capperi”? Non sei tu, è il menu
Guida storica e linguistica alle "carte dei cibi", che tanto ci stregano ma che spesso ci fanno penare. Perché, tra liste infinite di ingredienti, ermetismo e formati concettuali, sedersi al ristorante può sembrare una giungla
rebel rebelEleonora Riso: elogio dell’essere alieni, soprattutto oltre MasterChef
Il suo piatto preferito sono le ballotte (leggere per scoprire), sogna una casa, forse di più nella campagna toscana, non ha paura di diventare qualcun altro ogni sei mesi. Grazie per aver vinto MasterChef Italia 13, Eleonora. Ora, rimani sempre così
quel che finisce beneMasterChef, le pagelle della finale: no surprises
Vince la migliore, crescono tutti, la pace regna sovrana. MasterChef ha trovato la sua regina, e allora che festa sia. Anche se quella che sembra, comunque, non capacitarsi rimane proprio lei
hit me with your best shotMasterChef, le pagelle della nona Masterclass: il lungo addio
Ci siamo quasi: la finale della tredicesima edizione è alle porte, ed è ora di tirare le prime somme. Tra chi ne esce brillantemente e chi, invece, è ancora perso nella giungla, i giudici non perdono tempo e inaugurano un nuovo motto: balla che ti passa
air force masterchefMasterChef, le pagelle dell’ottava Masterclass: sull’orlo di una crisi di nervi
Due puntate da globetrotter avvicinano i concorrenti alla sfida più difficile: trovare la propria voce, quando tutti attorno urlano (letteralmente). Tanto più se ritorna una certa ombra, e promette di portare, ancora una volta, lacrime e scompiglio
only vampires left aliveMasterChef, le pagelle della settima Masterclass: lacrime, aglio e sudore
Due ospiti di livello non tirano su la competizione, e i concorrenti si comportano come chi ha studiato poco, e all'ultimo, per il compito in classe. Due eliminazioni condiscono una puntata che, complice il bulbo ammazza-vampiri, brucia già parecchio
