Viaggio nella Eataly Art House | Rolling Stone Italia
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Viaggio nella Eataly Art House

Un luogo per l’arte dalla doppia anima, culturale e commerciale, nata con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle arti visive presso il grande pubblico

Nasce a Verona E.ART.H. Eataly Art House, un nuovo luogo per l’arte dalla doppia anima, culturale e commerciale, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle arti visive presso il grande pubblico. In questa nuova sede di Eataly, che ha visto il restauro della Stazione frigorifera degli ex Magazzini generali da parte di Mario Botta, si troveranno diversi elementi fusi tra loro. Il commercio alimentare e quello dell’arte, entrambi esposti, a prezzi chiari e visibili.

Al piano terreno dell’edificio troviamo il market, che tutti conosciamo per i classici prodotti tipici, sviluppato su cinque degli otto corridoi disposti a raggiera che formano la struttura – la ghiaccia, per lungo tempo, è stata la più grande d’Europa. Nei restanti tre si sviluppa il progetto Art Market, che ospita gli allestimenti temporanei tematici: uno dedicato alla fotografia, uno dedicato ai giovani artisti, l’altro infine gestito direttamente da una serie di importanti gallerie italiane e internazionali, che creeranno le proposte dove giovani collezionisti potranno essere stimolati ad acquisire e conoscere nuove forme di sperimentazione tra banchi alimentari e installazioni artistiche.

Il budget per le opere varierà tra i 200 a 20mila euro, conferma Chiara Ventura, la manager culturale, per rivolgersi a tutte le tasche: «Il rischio è quello di comporre carrelli della spesa davvero curiosi!», spiega.

Le gallerie che collaborano con Eataly Art House nella sezione Art Market sono: Palazzo Gallery, Brescia; Galleria Continua, San Gimignano, Pechino, Les Moulins, Avana, Roma, San Paolo, Parigi, Dubai; Galleria de’ Foscherari, Bologna; Kaufmann Repetto, Milano, New York; Mazzoleni, Londra, Torino; Galleria Mazzoli, Modena, Berlino; Norma Mangione, Torino; Galleria Franco Noero, Torino; P420, Bologna; Pinksummer, Genova; Galleria Poggiali, Firenze, Pietrasanta, Milano; Repetto Gallery, Londra, Lugano; Galleria Michela Rizzo, Venezia; Galleria Tega, Milano.

Al primo piano invece si trovano un centro congressi e la sede della Fondazione E.ART.H. e il suo spazio espositivo che presenterà una selezione del panorama artistico internazionale decretato dal comitato curatoriale, qui composto da Eva Brioschi, storica e critica d’arte, Walter Guadagnini, storico della fotografia e direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia a Torino e Gaspare Luigi Marcone, anche lui storico dell’arte e curatore.

Protagonista della prima mostra dedicata alla fotografia è Anton Corbijn (Strijen, Olanda, 1955), uno dei fotografi più celebrati al mondo che, a quasi vent’anni dalla sua ultima mostra in Italia, torna ad esporre nel Bel Paese. Staged è un’ampia personale a cura di Walter Guadagnini, un viaggio nella carriera del fotografo olandese attraverso un corpus di circa ottanta lavori, che, oltre ad alcuni degli scatti più iconici da lui realizzati, si mostra anche sotto alcuni aspetti inediti della sua produzione. Troveremo uno straordinario lavoro di documentazione umana condotto nel corso degli anni, unitamente a una capacità di costruire l’immagine quasi cinematografica.

Mentre l’artista ghanese di fama internazionale, Ibrahim Mahama (Tamale, Ghana, 1987), torna in Italia con Voli-ni (è stato ai caselli daziari di Porta Venezia a Milano nel 2019, e lo stesso anno alla Biennale di Venezia), un inedito progetto espositivo pensato appositamente per gli spazi di E.ART.H. curata da Eva Brioschi. Il titolo scelto per questa personale italiana prende in prestito un termine dal dialetto ghanese “Voli-ni”, che significa letteralmente “dentro il buco”.

A sostegno della giovane creatività contemporanea, Eataly Art House lancia inoltre il “Premio E.ART.H.”, un riconoscimento a cadenza annuale dedicato ad artisti under 35, coordinato da Matteo Mottin e Ramona Ponzini, fondatori di Treti Galaxie (tutte le info qui).

Tutto questo accade in «un luogo di 11.200 metri quadrati di convivialità e di amore per il cibo di cui oltre 5.000 dedicati alla cultura attraverso una proposta pensata per essere accessibile a tutti». Un grande progetto, un’operazione innovativa pronta forse a scuotere un sistema, ma sebbene la famiglia Farinetti si sia rivelata pioniera anche questa volta, le mostre – che saranno aperte al pubblico fino al 29 gennaio 2023 – sarebbe stato meglio non farle pagare – il biglietto costa 14 euro per entrambi gli appuntamenti – ma, magari, includerle nel carrello della nostra spesa.