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Tu che mandi ‘dick pic’, sai di avere solo un ‘grosso’ problema di autostima?

Bassa considerazione di sé, scarsa empatia e manipolazione sono alcune delle caratteristiche proprie di chi invia un certo tipo di immagini, troppo spesso imposte e raramente richieste

Foto: Boudewijn Huysmans via Unsplash

Dovete sapere una cosa delle dick pic: non importa quante ne avete ricevute, ogni volta che ne riceverete una molto probabilmente ci rimarrete male come se fosse la prima.
Secondo la ricerca “Singles in America” (2016) di Match.com – piattaforma di incontri che è parte di Match Group, la company che possiede Tinder – il 49% delle donne intervistate ha ammesso di aver ricevuto la foto di un pene non richiesta. Uno studio del 2018 della piattaforma YouGov, condotto su 2.121 donne e 1.738 uomini inglesi tra i 18 e i 36 anni, ha rilevato che il 41% delle donne ha ricevuto dick pic non richieste; di contro, solo il 5% degli uomini intervistati ha ammesso di aver inviato dick pic senza il consenso del ricevente. Possiamo capirlo: non è un atto di cui andare fieri.

Al di là dei dati, per avere una idea della portata del fenomeno, vi basta anche solo farvi un giro su Grindr, la famosa dating app per uomini omosessuali e bisessuali: in poco tempo si possono ricevere interi shooting di genitali maschili, senza averli richiesti e senza che la conversazione si faccia “hot”, ma dopo giusto il “ciao” iniziale.

Ok, l’esempio di Grindr è un po’ estremo perché su questa app per incontri finalizzati principalmente al sesso – mi raccontano da sempre i miei amici gay – si invia la foto del proprio gingillo come fosse il biglietto da visita, tanto che è (quasi) diffusamente accettato nella piattaforma. Che sia un atteggiamento diffuso però non vuol dire che non crei profondo disagio a chi non vuole ricevere questo genere di foto.

Possono essere vittime di dick pic sia uomini che donne, ma per me rimane un punto fermo: la dick pic, in quanto viene inviata senza il consenso di chi la riceve, è una molestia.
Non sarà un caso se quando accade di riceverne una si rimane spiazzate e le sensazioni che si provano possono andare da un senso del ridicolo che ti strappa un sorriso amaro fino al sentirti violata e calpestata nella tua sensibilità.

Proprio perché provoca per lo più sgomento, negli anni diversi giornalisti e ricercatori si sono chiesti cosa si celi nella mente di chi invia una dick pic in chat.
Secondo il dottor Justin Lehmiller, psicologo sociale e famoso sex columnist, esisterebbe una percezione distorta in alcuni uomini rispetto all’interesse sessuale delle donne che li porta a mal interpretare i loro segnali: insomma, ci si illude che la donna dall’altra parte sia accondiscendente. Questo potrebbe essere uno dei fattori che porta all’invio di dick pic, oltre alla speranza di ricevere fotografie hot in cambio (cosa che di fatto, se questo scambio non è consensuale in ambo le direzioni, non avverrà, mi sembra evidente!). Del resto, secondo il 44% del campione maschile analizzato da YouGov, inviare dick pic è “sexy”… ma solo il 14% delle donne intervistate lo reputa tale, guarda caso.

In un suo recente studio presentato alla Society for the Scientific Study of Sexuality in USA, Lehmiller aggiunge una riflessione che mette in relazione dick pic, orientamento sessuale e tratti della personalità di chi la invia. Lo psicologo ha condotto il suo studio su un campione di circa 400 uomini, per la maggior parte dichiarati eterosessuali. Il 49% di essi ha ammesso di aver inviato delle dick pic non richieste. In generale, pare che gli uomini non eterosessuali abbiamo dimostrato di inviare maggiormente dick pic rispetto agli altri (57% contro 39%): dunque l’orientamento sessuale sembra una fattore rilevante in questo studio.

Inoltre, la ricerca di Lehmiller ha evidenziato che per gli uomini eterosessuali del campione l’invio di dick pic è legato a una bassa autostima. Dall’intervista, questi uomini hanno riportato anche un basso livello di interesse verso i sentimenti altrui e alti livelli di “machiavellismo”, ovvero la tendenza a manipolare l’altro. Lo studio di Lehmiller non ha trovato invece particolari nessi tra l’invio di dick pic e i tratti di personalità negli uomini omosessuali e bisessuali.

Ricerche come queste non possono dirci davvero tutto della psicologia dietro le dick pic e Lehmiller stesso avvisa che servirebbero altri studi per confermare queste conclusioni, ma è un fatto che le dick pic siano un fenomeno – esploso anche per via delle dating app – tanto che alcuni paesi si stanno attrezzando dal punto di vista giuridico. Di recente in Texas l’invio di dick pic è diventato punibile con una multa fino a 500 dollari. Non è un caso che sia accaduto lì: come riporta il Guardian, Bumble – la dating app che lascia la prima mossa in chat alle donne, creata da Whitney Wolfe Herd, co-fondatrice di Tinder – ha la sua sede ad Austin, dove Bumble ha svolto un’azione di lobbying sui politici locali proprio per spingere a prendere provvedimenti contro questo fenomeno. A settembre 2019 Bumble aveva peraltro lanciato una feature nell’app che “blurra” le dick pic automaticamente per evitarne la visione indesiderata.

Sulla nota dating app Tinder invece ad oggi non è possibile scambiarsi foto in chat e questo ci evita di vedere spiacevoli allegati nelle nostre conversazioni, seppure basti spostarsi in app di messaggistica come Whatsapp, Facebook messenger o Telegram perché si presenti il rischio di ricevere non la foto del volto dell’interlocutore, ma di qualcos’altro.
È interessante vedere come le dick pic, proliferate proprio sulle dating app, in questo caso finiscano per ricevere una “punizione” proprio da quel mondo che le ha fatte esplodere. Creo il virus, creo l’anticorpo.

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