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Vestirsi bene per le risse e per l’apocalisse nucleare

Kadyrov che si fa riprendere con un sacco da boxe di Vuitton, Kanye West con la maglia “White Lives Matter”, i rapper tutti coltelli e cappelli di Gucci: fateci uscire da questa orrenda storia di Instagram

Foto: Yiran Ding/Unsplash

Giovanni Robertini: Che c’è di più boomer dell’apocalisse nucleare? Qualcuno della nostra gang vi potrà mostrare i depliant dei bunker antiatomici da Guerra fredda, una via di mezzo tra il catalogo dell’Ikea e l’ultima sfilata di Balenciaga… A proposito, ci sono due immagini che questa settimana mi hanno colpito per la potenza del mix di phascismo e phashion. La prima è il bruto della serie Netflix, il ceceno Kadyrov che si fa riprendere con un sacco da boxe di Louis Vuitton alle spalle. La seconda è Kanye West che sfila a Parigi con la maglia White Lives Matters. È come se la violenza avesse bisogno di uno stylist per stare al passo coi tempi. Esagero?

Alberto Piccinini: Direi di no. Per restare ai testi sacri, cioè Guy Debord e 007, io direi che Kadyrov si pone il problema di come fare spettacolo della sua cattiveria, e ci riesce benissimo perché al giorno d’oggi se non sei influencer di borsette e scarpette proprio non ti vede nessuno. Anche se per primo hai esortato Putin a sbrigarsi con l’atomica. Kanye West ha lo stesso problema, mi pare. Il fatto è che non puoi essere più veramente cattivo nel teatrino dell’hip hop, quella è soltanto simulazione. Lui vorrebbe essere cattivissimo ma non ce la fa, e la cosa mi fa tenerezza. Lo seguo su Insta in questi giorni in cui posta e cancella roba sulla sua sfilata a Parigi, quella della maglietta White Lives Matter. Potrebbe ricordare le svastiche di Vivienne Westwood per i Sex Pistols, ma giustamente a qualcuno fa girare le scatole e stop. Da fashion week a fascio week è un attimo, l’ho letto su un tweet. Vale anche al contrario, non c’è da preoccuparsi.

GR: Infatti. A proposito di viuleeeenza, hai visto che hanno arrestato (di nuovo) Baby Gang e Simba La Rue? Risse, coltelli, pistole, come in un videogame, come in un pezzo trap, non a caso il gip Salvini parla di «grave astrazione dalla realtà». Scrollo le loro foto su Instagram – tra cappelletti di Gucci, borselli tarocchi e tute Lacoste – e ho una tragica visione, un’entità presente da qualche parte nel Metaverso che mi guarda come l’armadillo di Zerocalcare. È la mia brutta coscienza, beffarda, latente ma super phascion, e risponde al nome di Kanye Kadyrov Gang. Mi avvicino dicendole «vengo in pace» e lei boom, zac, splash… fine. Titoli di coda.

AP: Addirittura. Povero Simba e povero Baby Gang. Esci un attimo dal tuo teatrino e finisci in bocca alle guardie. Cosa penseranno adesso i ragazzi che adorano le lame e le faide come le loro nonne che adorano i gialli di Montalbano? Ma soprattutto: sarà questo il ritorno all’ordine che chiede il Paese? Io mi sono molto vergognato di stare davanti alla tv la sera della predica di Alfonso Signorini sul bullismo, il Grande Fratello e la gogna ai responsabili di una brutta pagina di tv (dicevano così). Ma come?, continuavo a chiedermi. Prima fai il Grande Fratello e poi ti lamenti del bullismo? Prima fai Mediaset e poi ti lamenti dello stato della tv? Esagero? Mah. Sì. Boh. Hai visto? Adesso Salvini vuole il ministero della famiglia. In quanto padre di famiglia avrei da chiedergli parecchie cose. Sai quanto mi avrebbe fatto comodo un abbonamento gratis a Dazn per tutti i pomeriggi gelidi che ho passato al parchetto con Fra?

GR: Sempre meglio alla famiglia che agli interni, ma sarà il solito fallimento. Più famiglia, più bambini; più bambini, più baby gang. Andrà così. È matematico.

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