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Nei file di Jeffrey Epstein c’è un’altra storia opaca: quella con il miliardario Les Wexner

Secondo alcune ricostruzioni, la parabola di Epstein potrebbe essere cominciata accaparrandosi il favore dell'ex CEO di L Brands, il gruppo dietro Victoria's Secret. Ecco una timeline della loro amicizia
Les Wexner Jeffrey Epstein

Foto: (a sinistra) Strid Stawiarz/Getty Images for Fragrance Foundation; (a destra) Rick Friedman/Corbis/Getty Images

Il miliardario del retail Les Wexner, fondatore di L Brands — società che ha posseduto marchi come Victoria’s Secret e Abercrombie & Fitch — ha testimoniato mercoledì davanti alla House Oversight Committee in merito ai suoi legami con Jeffrey Epstein, sostenendo di essere stato «raggirato da un truffatore di livello mondiale».

Wexner è stato uno dei clienti più ricchi e prestigiosi del sex offender, ed è stato collegato a lui fin dagli anni Ottanta. Ghislaine Maxwell ha descritto Wexner come «l’amico più stretto» di Epstein negli anni Novanta. Il nome di Wexner compare oltre mille volte negli Epstein Files. Mercoledì ha dichiarato ai membri democratici del Congresso di non essere mai stato contattato dall’FBI o dal Dipartimento di Giustizia in relazione ai crimini di Epstein (nessun membro repubblicano della commissione era presente alla deposizione, tenutasi a New Albany, Ohio, nella tenuta di Wexner).

In una dichiarazione presentata al Congresso prima della testimonianza e diffusa ai media, Wexner ha affermato di voler chiarire la natura del suo rapporto con Epstein. «Sono stato ingenuo, sciocco e credulone a riporre fiducia in Jeffrey Epstein», ha detto l’88enne, definendo Epstein un «truffatore» e sostenendo di aver «interrotto completamente e irrevocabilmente ogni rapporto con lui quasi 20 anni fa». Ha aggiunto che Epstein aveva costruito «un’aura di legittimità» mentre conduceva una doppia vita fatta di crimini impensabili, che avrebbe «accuratamente e completamente nascosto» a Wexner. Secondo quest’ultimo, Epstein avrebbe sottratto milioni di dollari, circostanza che lo avrebbe portato a interrompere le comunicazioni nel 2007 (documenti recentemente pubblicati mostrano tuttavia che Wexner ed Epstein si scambiarono nuovamente email nel 2008).

«Non ho mai assistito a né avuto conoscenza delle attività criminali di Epstein», ha dichiarato Wexner, aggiungendo che il suo pensiero va «alle sopravvissute dei terribili crimini di Epstein». Il miliardario ed ex CEO di L Brands Inc. ha affermato che Epstein sapeva che lui non avrebbe mai «tollerato il suo comportamento orribile» (una vittima ha sostenuto che Epstein l’avrebbe trafficata a Wexner, accusa che quest’ultimo ha negato. Nella sua dichiarazione al Congresso ha inoltre affermato di non essere mai stato infedele alla moglie in 33 anni di matrimonio).

Durante una pausa nella testimonianza, il membro di rango della House Oversight Committee, Robert Garcia, ha espresso scetticismo rispetto al tentativo di Wexner di prendere le distanze da Epstein.

«Non c’è una sola persona che abbia fornito a Jeffrey Epstein un sostegno finanziario maggiore per commettere i suoi crimini di Les Wexner», ha detto Garcia. «Non ci sarebbe stata l’isola di Epstein, non ci sarebbe stato l’aereo di Epstein, non ci sarebbero stati i soldi per trafficare donne e ragazze».

Come si è sviluppato dunque il rapporto tra Epstein e Wexner? Ecco una cronologia della loro relazione personale e professionale.

Anni Ottanta
A metà degli anni Ottanta, il dirigente assicurativo Robert Meister e sua moglie presentarono Wexner ed Epstein. Inizialmente Epstein fornì consulenza finanziaria gratuita a Wexner, prima di diventarne il consulente ufficiale. «Disse che mi stava aiutando come favore», ha scritto Wexner nella lettera al Congresso. «Non mi resi conto che, fin dall’inizio, Epstein stava macchinando per conquistare la mia fiducia».

Wexner ha scritto che, oltre a Meister, anche Elie de Rothschild e due dipendenti di Bear Stearns avevano fortemente raccomandato Epstein come consulente finanziario.

Il precedente consulente finanziario di Wexner, Harold Levin, ha dichiarato lo scorso anno al New York Times di aver messo in guardia Wexner dal fidarsi di Epstein, dicendogli: «Sento puzza di bruciato». Quando Wexner non seguì il suo consiglio, Levin afferma di essersi dimesso (un portavoce di Wexner ha dichiarato a Rolling Stone US che Wexner ha negato questa versione: «Non è corretto, nessuno disse al signor Wexner di non fidarsi di Epstein»).

Nel 1989, Wexner acquistò una townhouse a Manhattan per 13,2 milioni di dollari. È stato ampiamente riportato che Wexner ed Epstein l’avessero acquistata insieme tramite una società, ma un portavoce sostiene che Wexner l’abbia comprata «da solo» tramite una corporation. «Epstein non aveva alcun interesse nell’entità [che la acquistò] al momento dell’acquisizione», ha dichiarato il portavoce.

Anni Novanta
Nel luglio 1991, Wexner concesse a Epstein, che ormai gestiva le sue finanze, una procura generale. Nella sua dichiarazione, Wexner ha spiegato che ciò serviva a permettere a Epstein di «eseguire operazioni rapidamente, senza richiedere costantemente la mia firma».

Nel 1992, Epstein acquistò una casa da 3,5 milioni di dollari vicino alla tenuta di Wexner a New Albany, Ohio. Avrebbe inoltre inoltre Wexner a fargli sostituire la madre malata di quest’ultimo nel consiglio della Wexner Foundation (in seguito la madre tornò nella fondazione).

Nel gennaio 1993, l’ex modella di Sports Illustrated Swimsuit Stacey Williams ha dichiarato di aver consegnato l’accordo prematrimoniale preparato da Epstein per Wexner in vista del matrimonio con l’avvocata Abigail Koppel. In un’intervista al New York Times, Williams ha detto che Epstein le avrebbe chiesto di consegnare il documento indossando un «abito sexy» (richiesta che lei rifiutò) e di scherzare chiedendo a Wexner se fosse sicuro di volersi sposare («Il signor Wexner non ha alcun ricordo di quell’episodio», ha riferito un portavoce a Rolling Stone US).

Il giornalista Ed Epstein ha raccontato che, a metà anni Novanta, fu contattato da un investigatore privato assunto personalmente da un membro del consiglio di amministrazione di The Limited per indagare sul passato di Epstein, preoccupato per la sua influenza su Wexner. Nel 1996 gli investigatori avevano già stabilito che Epstein aveva abbandonato l’università e falsificato il curriculum per lavorare come insegnante presso la prestigiosa scuola privata newyorkese Dalton.

Maria Farmer, allora una giovane artista, ha successivamente sostenuto di essere stata aggredita nel 1996 da Epstein e Maxwell nella villa di Wexner a New Albany. In un affidavit del 2019 — parte di una causa per diffamazione archiviata nel 2021 dopo un accordo con il programma di compensazione per le vittime di Epstein — Farmer affermava che la sicurezza di Wexner le avrebbe impedito di lasciare la proprietà per 12 ore dopo l’aggressione. Un portavoce di Wexner ha dichiarato: «Il signor Wexner non aveva mai sentito parlare di Maria Farmer finché la sua versione non è emersa sui media. La casa di Epstein non si trovava su terreni di proprietà dei Wexner ed era a quasi mezzo miglio dalla loro abitazione, con accesso tramite un vialetto separato».

Nel 1998, Wexner vendette a Epstein la townhouse nell’Upper East Side per 20 milioni di dollari.

2003
Nel gennaio 2003, Wexner firmò il libro per il 50° compleanno di Epstein, divenuto poi noto. Il suo messaggio recitava: «Caro Jeffrey, volevo regalarti ciò che desideri… quindi eccolo qui…», accompagnato da un disegno di un paio di seni. Firmato: «Buon compleanno, il tuo amico, Leslie».

«Al signor Wexner fu chiesto da Eva Andersson di fornire un disegno per il compleanno di Epstein», ha dichiarato un portavoce. «Lo schizzo improvvisato fu, con il senno di poi, un maldestro tentativo di umorismo per uno scapolo cinquantenne. Il signor Wexner non era a conoscenza delle inclinazioni sessuali di Epstein all’epoca e, alla luce degli atti illegali successivamente scoperti, si rammarica del contributo».

Nello stesso anno, Wexner lodò Epstein in un articolo di Vanity Fair firmato dalla giornalista Vicky Ward, definendolo «molto intelligente, con un’ottima capacità di giudizio e standard insolitamente elevati. Inoltre, è sempre un amico estremamente leale».

«Penso che entrambi abbiamo la capacità di vedere schemi», disse Wexner a Ward. «Ma Jeffrey vede schemi nella politica e nei mercati finanziari, io li vedo negli stili di vita e nelle tendenze della moda».

Nello stesso articolo, Epstein dichiarò di Wexner: «C’è chi ha detto che è come se avessimo un solo cervello in due: ognuno ne ha una metà».

2006-08
Nel luglio 2006, la polizia di Palm Beach, Florida, arrestò Epstein per aver favorito la prostituzione di una minorenne. L’FBI avviò un’indagine e nel 2007 i procuratori federali si prepararono ad ampliare le accuse.

Nella dichiarazione al Congresso, Wexner ha ricordato che alla fine del 2006 Epstein disse alla moglie Abigail di avere un problema legale a Palm Beach, definendolo «accuse infondate e montate ad arte da un capo della polizia eccessivamente aggressivo». Nel 2007 Epstein avrebbe poi detto ad Abigail che la situazione «poteva diventare complicata e che avrebbe potuto dover trascorrere del tempo lontano».

Nell’agosto 2007, gli avvocati di Wexner dissero agli investigatori che Wexner, allora 69enne, era «in età molto avanzata e non aveva alcuna interazione con il suo “gestore patrimoniale”». Wexner sarebbe rimasto CEO della sua azienda per oltre un decennio, in seguito. Un portavoce ha rifiutato di commentare.

Wexner ha dichiarato che nel settembre 2007 «revocò la procura a Epstein, gli tolse l’accesso ai conti bancari e lo costrinse a dimettersi da tutte le entità affiliate». Nel memorandum al Congresso ha spiegato che la decisione fu presa perché, una volta ripreso il controllo delle finanze personali, Abigail si rese conto che Epstein «aveva sottratto somme enormi alla nostra famiglia». Nel gennaio 2008 Epstein restituì 100 milioni dei almeno 200 milioni di dollari che avrebbe sottratto a Wexner.

«Una volta appreso della sua condotta abusiva e del furto ai danni della mia famiglia, non ho mai più parlato con Epstein. Mai», ha sostenuto Wexner.

Documenti del Dipartimento di Giustizia recentemente pubblicati mostrano tuttavia che il 26 giugno 2008 Wexner inviò un’email a Epstein dopo l’annuncio del patteggiamento che prevedeva 18 mesi di detenzione in una prigione statale della Florida. «Abigail mi ha detto l’esito… posso solo dire che mi dispiace. Hai violato la tua regola numero uno… sii sempre prudente», scrisse Wexner. Epstein rispose: «Nessuna scusa».

2019-26
Nel luglio 2019, Epstein fu arrestato con accuse federali di traffico sessuale. I procuratori federali di New York prepararono un memorandum investigativo di 86 pagine in cui le forze dell’ordine descrivono un incontro con gli avvocati di Wexner in merito all’appropriazione indebita da parte di Epstein di «diverse centinaia di milioni di dollari» del magnate del retail.

L’8 agosto 2019 Wexner pubblicò una lettera aperta sul sito della sua fondazione dichiarando di rammaricarsi profondamente di aver incrociato il suo percorso con quello di Epstein. «Sono imbarazzato per essere stato, come tanti altri, ingannato dal signor Epstein», scrisse. Il 10 agosto Epstein morì nella sua cella al Metropolitan Correctional Center. La morte fu classificata come suicidio dal medico legale capo di New York City.

Nel maggio 2020 Wexner si dimise da CEO e presidente di L Brands, lasciando completamente il consiglio nel 2021. Nel 2024 il suo nome emerse in una causa civile del 2015 precedentemente oscurata, intentata da una delle vittime di Epstein, Virginia Giuffre (Wexner ha ripetutamente negato le accuse di Giuffre secondo cui egli stesso avrebbe avuto rapporti sessuali con lei più volte. Giuffre è morta per suicidio nell’aprile 2025). Un report di Forbes del 2025 ha rivelato che la maggior parte dei redditi di Epstein tra il 1999 e il 2018 provenisse da Wexner e dall’ex dirigente di Apollo Leon Black.

Quest’anno, l’ultima pubblicazione del DOJ relativa agli Epstein Files includeva una bozza non datata di una lettera di Epstein a «Les». Nella bozza Epstein si diceva dispiaciuto che Wexner fosse stato «bersaglio di un tentativo di estorsione» da parte di Giuffre. Sosteneva di ricordare un incontro con Abigail durante il quale lei avrebbe formulato «accuse ingiuste, aggressive e false» alle quali Epstein diceva di non poter rispondere pienamente «senza violare una confidenza» con Wexner.

Wexner è stato indicato come sospetto «co-cospiratore secondario» in un file del DOJ recentemente pubblicato, sebbene il documento affermi che «vi sono prove limitate sul suo coinvolgimento» e non sia stato incriminato nel caso. Inizialmente il nome di Wexner era stato oscurato nella recente pubblicazione dei file del DOJ, per poi essere reso pubblico da membri del Congresso. «È più grande del Watergate», ha dichiarato il deputato Thomas Massie criticando il DOJ per aver oscurato i nomi. «Questo insabbiamento dura da decenni».

«Il signor Wexner ha sempre collaborato con le indagini governative su Jeffrey Epstein», ha dichiarato un portavoce a Rolling Stone US. «Nel 2019 il procuratore federale aggiunto disse ai legali del signor Wexner che era considerato un testimone e non un co-cospiratore né un obiettivo dell’indagine. Attraverso una dichiarazione formale tramite avvocato, il signor Wexner ha collaborato pienamente fornendo informazioni di contesto su Epstein e non è stato più contattato».

«Tu e io abbiamo avuto “cose da gang” per oltre 15 anni», scriveva Epstein nella bozza. «Gran parte di esse, di cui lei non era a conoscenza. Non avevo alcuna intenzione di rivelare alcuna nostra confidenza, qualunque fossero le accuse mosse».

«Non ho mai fatto altro, mai una volta, che proteggere i tuoi interessi», scriveva ancora Epstein. «Ti devo un grande debito, così come, francamente, tu lo devi a me».

Il portavoce di Wexner ha dichiarato che Wexner non ha mai ricevuto la bozza non datata. «Sembra che Epstein fosse arrabbiato perché il signor Wexner si rifiutò di incontrarlo anni dopo aver interrotto ogni rapporto», ha detto. «La bozza sembra rientrare in un modello di dichiarazioni stravaganti e deliranti di Epstein, contenute nei documenti recentemente pubblicati, fatte in disperati tentativi di perpetuare le sue menzogne, proclamare la propria innocenza e incontrare persone che avevano interrotto i rapporti con lui».

Da Rolling Stone US

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