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Felicity, la bimba neozelandese che fece tremare Buckingham Palace

Prima di Diana e Fergie, fu il capitano Mark Phillips, primo marito della principessa Anna, a imbarazzare la regina. Tutta colpa di una scappatella da cui nacque la sua terza figlia. Che lui ha riconosciuto, ma mai voluto incontrare

Foto: Anwar Hussein/Getty Images

Le passioni scandiscono le nostre fortune, a volte le nostre disgrazie. Ne sa qualcosa Mark Phillips. L’amore per l’equitazione l’ha portato tra le braccia della principessa Anna, secondogenita della regina Elisabetta, e gli ha spalancato le porte della famiglia reale britannica. Ma quella stessa forza magnetica l’ha portato al fatale incontro con Heather Tonkin, un’insegnante d’arte neozelandese. Ma soprattutto, prodigiosa amazzone. Una passione abbagliante ed effimera come una saetta ma dalla quale, nel 1985, nasce una bambina, Felicity Bridget detta Bunny, la figlia segreta che questa settimana viene alla luce nel reparto di ostetricia di Rolling Stone. Luce che Buckingham Palace avrebbe volentieri tenuto spenta.

Carlo e Diana, William Kate, Harry e Meghan: se i matrimoni reali sono considerati eventi di portata planetaria lo si deve alla principessa Anna. Volitiva, attaccabrighe, tagliente, l’unica figlia femmina di Elisabetta e Filippo di Edimburgo – il pubblico ha imparato a conoscerla nella terza stagione di The Crown – è stata anche protagonista delle prime nozze Windsor a essere trasmesse come uno show: il 14 novembre 1973, giorno del venticinquesimo compleanno del fratello Carlo, oltre 500 milioni di telespettatori assistettero al “sì” di Anna con il capitano Mark Phillips all’abbazia di Westminster. La principessa non s’era presa il discendente di una blasonata famiglia britannica o europea, ma un cavaliere, nel vero senso della parola. Un amante dei quadrupedi che nitriscono, tanto devoto alla disciplina equestre da guadagnarsi nel 1972, alle nefaste Olimpiadi di Monaco – l’8 settembre un manipolo di cinque terroristi palestinesi sequestrò e uccise nove atleti israeliani – l’Oro nel concorso completo a squadre. E proprio a Monaco scoppiò anche l’amore con sua altezza reale.

In realtà Mark e Anna si erano conosciuti quattro anni prima a un ritrovo per cultori di equitazione, grande passione anche della figlia della regina, che partecipò – caso unico nella famiglia Windsor – a un’olimpiade, quella di Montreal, del 1976. Persino per chiederla in sposa, nell’aprile del 1973, Mark scelse un evento ippico, il Badminton Horse Trials. La loro è una storia che parte in simbiosi: insieme sempre, anche nel tragicomico tentato sequestro del 1974, quando un improvvisato brigante, il signor Ian Ball, bloccò la Rolls Royce che stava portando la coppia a Buckingham Palace, sventolò una pistola e intimò alla principessa di seguirlo. Lo sventurato si ritrovò lo sguardo di ghiaccio della vittima piantato negli occhi: «Non vengo da nessuna dannatissima parte. E adesso se ne vada». Risultato: Ball viene arrestato. Voleva chiedere un riscatto di 3 milioni di sterline da donare agli ospedali psichiatrici del Regno Unito. E forse, sottobanco, la famiglia reale ha donato quei denari alla causa del signor Ball. Incidenti a parte, nella vita di Anna e Mark arrivano anche due figli: Peter, nel 1977, e Zara, nell’81. Per anni, però, i ragazzi ignorano di avere una consanguinea anche in Oceania.

1991: La neozelandese Heather Tonkin tiene tra le braccia la figlia Felicity, nata nel 1985. «Mark Phillips è il padre della bambina», denuncia. Il test del Dna conferma.

Oggi ognuno porta in palmo di mano la propria verità: che non fu Mark il primo a tradire nella coppia ma Anna, la quale iniziò una tresca con il responsabile della sua sicurezza, Peter Cross. Ma solo perché Phillips, che si era inventato un business di salti e ostacoli per l’equitazione, aveva iniziato a girare i maneggi di tutto il mondo per vendere le proprie aristocratiche mercanzie. Fatto sta che nell’aprile 1991 il Daily Express esce con una storia che travolge Palazzo, il primo di una lunga infilata di scandali che scuoteranno la regina nell’ultimo decennio del secolo scorso. Dice il tabloid che una donna neozelandese, Heather Tonkin, all’epoca trentasettenne, ha citato in giudizio il capitano Phillips davanti alla corte di Auckland. Non per una fattura non pagata. «Ma per fare in modo che Mark riconosca pubblicamente di avere una figlia, nostra figlia, Felicity. Voglio che sul suo certificato di nascita ci sia il cognome dell’uomo che l’ha generata», dice la donna, una rossa alla Fergie, professione insegnante d’arte. E, dicevamo in apertura, esperta cavallerizza.

Il primo incontro tra i due avviene appunto in un maneggio di Auckland. Semplice conoscenza. Ma l’anno dopo, esattamente il 20 novembre 1984 – Heather mostra al giudice il diario in cui ha segnato l’evento – si ritrovano a una festa in onore della delegazione olimpica australiana ai Giochi di Los Angeles. «Mi disse di lasciare la serata e mi invitò a un party ristretto nella sua stanza d’hotel. Altro che ristretto: eravamo solo io e lui». Il 18 dicembre, racconta all’Express in un’intervista che pare le abbia fruttato 180 mila sterline, Heather fa il test di gravidanza. Una sola notte di follia si è trasformata in una dolce attesa. La donna, certa dell’identità del padre, telefona anche a Gatcombe Park, la residenza che la regina ha donato ad Anna e Mark: avvisa l’amante, lui è gelido. «Conviene che interrompi la gravidanza», le dice. Lei si infervora. «Farò tutto da sola». E sbatte il telefono.

Le cose vanno in modo meno traumatico. Heather non abortisce, ma mette al mondo una bella bambina. E Mark partecipa al mantenimento: in cinque anni corrisponde alla sua famiglia segreta neozelandese versamenti trimestrali per un totale di 80 mila sterline che fa figurare come pagamenti per “consulenze equestri”. «Ma le consulenze si concordano in base alle esigenze del committente. Per un bambino le cose funzionano in modo diverso», ebbe a chiosare la sagace Heather. Per la verità tutta questa fame di giustizia nasce dal fatto che anche in Oceania è arrivata la notizia della separazione di Mark e Anna. Lei vuole il divorzio, scrivono i giornali, perché intende regolarizzare la sua unione con Timothy Laurence, che dal 1987 è il suo amante e che appunto sposerà una volta ottenuto lo scioglimento dell’unione con Phillips. Cosa che avverrà nel 1992. In cambio della libertà, dice la stampa, Anna – o meglio la regina, che vuole placare la furia della dispotica figlia – è disposta a pagare 2 milioni di sterline a Mark. Ovviamente la signora neozelandese pretende che una parte di quei soldi finisca a sua figlia.

Il test del Dna, eseguito nel 1993, non fa altro che certificare la storia: è tutto vero. E probabilmente Felicity ha anche ottenuto una lauta liquidazione per essere cresciuta senza un padre. Che, ancora oggi, non la accetta. Mark si è nel frattempo risposato con un’ereditiera americana, Sandy Pluefeger, amazzone pure lei, da cui 22 anni fa ha avuto un’altra figlia, Stephanie. Poi ha lasciato anche la seconda moglie perché ha perso la testa per Lauren Hough – indovinate che sport pratica la signorina? – 30 anni più giovane di lui. Insomma, ha vissuto. Felicity si è laureata in veterinaria, cura i cavalli, e ha sposato un giocatore di polo, Tristan Wade che, ironia della sorte, si è trovato a giocare anche nel Regno Unito e persino di fronte alla regina. Felicity e Tristan abitano in una tenuta di 10 acri, in Nuova Zelanda, allevano ovviamente cavalli e nel 2017 hanno avuto un bimbo, James. Felicity non ha rapporti né con il padre – non v’è certezza che l’abbia mai incontrato – né con i fratellastri. Timida e riservata, ha fatto sapere: «Non voglio dare problemi a nessuno. Preferisco vivere tranquilla». Perché insistere con chi ti nega l’amore?

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