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Conglomerandocene: Quida al bonpino ferpetto

Nella nuova puntata della rubrica dello Sgargabonzi su Rolling Stone, una riflessione sul sesso orale e le sue conseguenze

Foto via Unsplash

La fellatio è una pratica di carattere prettamente sessuale che si basa su una donna che si basa esclusivamente sul sesso quando deve ragionare di fellatio. Questa donna spalanca le proprie fauci e ci infila, nell’ordine: il pene dell’uomo, la sacca scrotale dello stesso uomo, i testicoli, parte del perineo, il sedere, la mutanda appallottolata sporca di terra d’Africa. Una volta inseriti dentro alla bocca questi organi senza strozzarsi, la donna potrebbe inghiottire il bolo derivato e con esso l’individuo stesso che si dissolverebbe nello stomaco come della magnesia effervescente in una piscina di acido solforico. Oppure, meno grave, la donna potrebbe serrare la chiostra dei denti, strappare via tutto, noleggiare una Seat Marbella, scappare col malloppo e dirottarsi dal primo robivecchi onde barattarlo con migliaia di centinaia di decine di unità di bottiglie di angostura. E farebbe anche bene, perché l’angostura è un condimento squisito (provatene poche gocce sulle mandrie di yak in corsa!). Invece, non si capisce come mai, la donna di due righe fa inizia tutta una pratica molto complicata e difficilmente descrivibile a parole, che si basa in buona sostanza nella pratica di una fellatio d’altri tempi.

Il membro virile è un corpo calloso e cavernoso ma soprattutto calloso di forgia simile al pene, ricoperto da una fodera in pelle delle agende Montepaschi attaccata al membro grazie al tempestivo intervento del frenulo. La scorribanda di questa foderina cingolata provoca attrito sulle papille capillari del pene, il quale tende a divenire più rigido, intollerante, fermo sulle sue posizioni. Questo provoca tutto un gorgoglio all’interno dei testicoli dove fermenta la cosidetta “seborrèa”, che tenderà poi a risalire attraverso i canalicoli principali per fuoriuscire in forma di coni e bastoncelli dalla punta del pene e terminare la sua corsa su una mattonella del pavimento. Questo farà crollare letteralmente il livello qualitativo di quella mattonella rispetto alle otto circostanti (su Ebay ci sono offerte veramente sospette).

GIOVANOTTI CHE VI MASTURBATE PER LA PRIMA VOLTA SE MAI IL VOSTRO LIQUIDO SEMINALE DOVESSE APPARIRE DI TINTA BIANCHICCIA INVECE CHE FUCSIA COME DEVE ESSERE TAGLIATEVI IMMEDIATAMENTE IL DITO MIGNOLO CON DELLE TROCHESI ONDE SCONGIURARE L’IMMINENTE EMBOLIA.

A me la fellatio non mi piace ed è un atteggiamento che trovo, salvo alcuni casi limite (Ustica, l’Italicus, in parte Piazza Fontana…), veramente maleducato, fuori luogo, entrante. Inoltre le fellatio mi procurano ansia, panico, attacchi di tachicardia cardiaca, parendomi d’avere il pene incastrato in un teschio agghiacciante. E vorrei che la donna che mi ama per quello che sono mi afferrasse per le spalle e mi tirasse via da quel teschio agghiacciante. E la chiamo, la chiamo e lei non arriva, perché è nell’ultimo posto dove la pensavo: davanti a me, quel teschio agghiacciante è lei! La cosa insopportabile è quando la persona che sta praticando la fellatio guarda in su e ti fa quegli occhioni. Quegli occhioni sgranati tipo bambina-capricciosa-volevo-vedere-se-ti-piaceva-oh-oh. Una recita fatta e finita. Quella stessa lolita è pronta a trasformarsi in un grizzly rabbioso e sieropositivo il minuto dopo, perché hai posato male la bottiglia di angostura o per errore hai defecato nel bidet.

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