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Conglomerandocene: Capirsi male

Nella nuova puntata della rubrica dello Sgargabonzi su Rolling Stone, una storia di numeri, raffreddori e gold digger

Foto via Unsplash

Legge, numeri, miliardo, milioni.

Per la legge dei grandi numeri, un miliardo corrisponde a mille milioni (circa). Per la stessa legge esplicata appena un rigo fa, un bilione corrisponde a mille miliardi. Questa premessa può apparire quantomeno curiosa, ma è in realtà necessaria per raccontare la triste storia di un pensionato chiamato Aldo Finestrini.

Il signor Finestrini era un uomo poverissimo, basti pensare che possedeva solo un pettine, un pompelmo e un milione di lire, cifra che non gli era sufficiente nemmeno per comprare un sassofono di media qualità. Finestrini era sì squattrinato, ma in compenso era affetto da una strana malattia: il raffreddore. Tale malanno colpisce purtroppo il naso e si basa sul fatto che, praticamente, ti si tappano i buchi del naso. Più precisamente si trattava di un raffreddore da mansarda, che il tapino aveva contratto per aver bevuto inavvertitamente una mansarda.

Finestrini andava in giro per la città e, onde impietosire i passanti e ottenere qualche spicciolo, diceva loro di avere in tasca solo un milione. Ma a causa del raffreddore diceva: “Ho solo un bilione!”. E così tutti lo guardavano schifati, pensando che fosse un uomo ricchissimo che si vestiva da povero tanto per fare lo snob e frequentare i salotti bene, i Rotary e gli yacht club.

Ma un giorno il destino volle che in città atterrasse la chiacchierata fotomodella americana Jennifer Nercioni. Ella era, al contrario di Finestrini, assai benestante. Una giovane “gold digger” vedova di tre mariti, tutti deceduti all’ippodromo di Cleveland in circostanze a dir poco misteriose. Il suo patrimonio ammontava a ben un miliardo di dollari, non poco per una bambina di appena dodici anni. Jennifer non ne faceva mistero, ma scorrazzava per la città in limousine, tutta vestita Trussardi, con l’unico fine di sfoggiare la sua ricchezza.

Il caso vuole che anche lei avesse in dotazione questo famoso virus del raffreddore. Anche il suo era un raffreddore da mansarda, ma di secondo tipo, contratto per non aver mai bevuto nemmeno una mansarda in vita sua. Jennifer voleva far sapere a tutti del suo miliardo, ma a causa di quel male riusciva solo a dire: “Ho un biliardo!”. E la gente la guardava in modo neutrale.

Un giorno, Finestrini e Jennifer si incontrarono per caso in una camera iperbarica, dove entrambi si stavano curando con l’elioterapia il raffreddore da mansarda. Lui le disse “ho un bilione!”, lei gli rispose “ho un biliardo!” e fu il colpo di fulmine. Finestrini pensò che quel biliardo gli veniva preciso preciso per poterci appoggiare sopra il suo milione, il pettine, il pompelmo e quindi ripigliare fiato. Magari ogni tanto giocarci pure, stando come sempre attento a non mandare la palla numero 8 in buca. Jennifer aveva mire molto meno romantiche: pensò che quell’uomo gli veniva utile per sposarlo, farlo morire in circostanze a dir poco misteriose nella tentacolare Cleveland ed ereditarne così il patrimonio bilionario.

I due si misero insieme e andarono a coabitare in un confortevole capannino dell’ANAS. Ma una notte, nonostante le finestre murate, un nuovo misterioso virus si insinuò nella loro camera da letto, nella fattispecie un raffreddore da mansarda di terzo tipo.

La mattina dopo, Finestrini voleva dire di avere un milione, ma riusciva solo a pronunciare: “Ho un profilato d’alluminio a elle!”. Jennifer, che bramava quel bilione, improvvisamente si sentì tradita, ingannata e delusa. Ma anche lei era stata contagiata, così al momento di sbattergli in faccia il suo miliardo, che lui aveva sempre concepito come il biliardo dei suoi sogni, le uscì: “Bobby Solo è pazzo!”. A Finestrini si spense ogni speranza.

I due si odiarono così tanto che si fiondarono l’uno sull’altro e presero prima ad azzannarsi, poi addirittura a mangiarsi reciprocamente. E nella riffa si divorarono in maniera così precisa e simmetrica che finirono per sparire. Almeno apparentemente, perché in verità continuano ad esistere in forma gassosa e da millenni vagano senza pace per la troposfera, dove vivono il loro amore maledetto.

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