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Conglomerandocene: 20 curiosità sulle elezioni

Come ha atteso il voto Giuseppe Conte? Come ha reagito Romano Prodi alla vittoria della destra? Chi sarà il ministro delle neo–corporazioni? Ce lo spiega Lo Sgargabonzi

Foto di Mairo Cinquetti/NurPhoto via Getty Images

Come ha atteso il voto Giuseppe Conte? Grande classico: piedi immersi in una cacio e pepe servita dentro una forma di parmigiano, elettrostimolatore addominale all’opera e partitona alla demo di Iss Pro ’98 in cui si può giocare solo un tempo di Brasile-Francia e Roberto Carlos si rifiuta di battere le punizioni.

Enrico Letta ai microfoni di SkyTg24 si leva una maschera di gomma ed è lo zio, Gianni, che dichiara “Non c’è mai stato nessun Enrico Letta, stolti! Siete vittime di un elaborato raggiro durato decenni!”, risata mefistofelica di rito, nuvola di fumo, odore di zolfo eccetera.

Si scopre che Giorgia Meloni, per trollare ulteriormente la sinistra, nel famoso video ha usato non dei meloni, bensì delle angurie truccate da meloni.

Fratoianni e Bonelli, per nulla impressionati dalla cocente sconfitta del centro-sinistra, sembrano interessati solo al documentario su Wanna Marchi, da poco su Netflix. La conferenza stampa dell’alleanza Verdi-Sinistra è tutto un “Minchia Capra de Carré, che tipo!”, “Ma la camorrista che c’entrava?”, “Comunque due botte alla Nobile da giovane…”

Salvini cita De Nicola: “Mi sono addormentato incazzato ma mi sono svegliato carico a molla”.

Inebriato dal buon risultato elettorale, Berlusconi racconta compulsivamente la barzelletta dell’Orchidea e di Rosi Bindi pronunciando sempre una bestemmia diversa, senza preoccuparsi dell’assonanza richiesta nella versione originale.

Di Maio ha provato a convertire i voti ricevuti in punti della raccolta dei supermercati Crai puntando alla pirofila.

Giorgia Meloni porta indietro il Paese di ottant’anni conquistando subito il favore dei Verdi visti i bassi livelli di particolato e Co2 dell’epoca.

Non c’è limite al peggio: Gianluigi Paragone, impegnato in un patetico tentativo di entrare in parlamento con l’inganno nonostante il suo Italexit sia ben al di sotto dello sbarramento, si presenta alla conferenza stampa post-elettorale travestito da Calenda, imitando goffamente un accento romano che sembra più quello del Rugantino di Celentano che del leader di Azione. Davanti a una platea ammutolita, con una parrucca in testa e un cuscino sotto la camicia, è tutto un “Semo entrati in parlamento, ahò! Damose da fa’! Dovemo annà fori dall’Europa ahò!”

“Una grande vittoria della destra, ma nessuna nostalgia del Ventennio”, ha annunciato il neo ministro delle Corporazioni.

Romano Prodi ha reagito alla vittoria della destra nel suo solito modo sobrio: impiccando un alpaca ad una trave in salotto.

Giorgia Meloni, con una prima azione fortemente simbolica, va nuovamente a bonificare l’Agro Pontino dopo averlo fatto impantanare con spargimento di lordure varie e dispersione di acque attraverso strumenti e modalità ispirati al secondo episodio de Le Comiche, quello dell’albergo tirolese.

La sposa Domitilla, quando rimane a culo nudo in chiesa, mmm…

Festa grande per la vittoria a via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia. Ignazio la Russa è il più scatenato: espadrillas, gonnellino hawaiano, ghetto blaster che spara a volumi folli il canto di chiesa “Noi vogliam Dio”, urla visibilmente ubriaco a tutte le giornaliste femmine che incontra “LE VELIIIINEEE!!!”

Più Europa si ferma a un passo dal 3%: con così pochi terminali in giro conveniva aspettare un attimo la nuova ondata Covid.

Per un mero errore materiale nella documentazione, il prossimo Presidente del Consiglio sarà l’attore americano Chris Meloni, l’indimenticabile Keller della serie Oz, nonché il detective Stabler in Law & Order.

Ah sì, c’è anche Simon Adebisi agli Affari Regionali.

Tra i vari scenari distopici prospettati dalla stampa straniera alla notizia di un partito nazionalista al potere, il più interessante e plausibile resta quello di Le Monde che immagina la Meloni invadere la Slovenia entro il 2023 alla testa di un esercito di Pino Rauti di terracotta.

Salvini, visibilmente scosso, si presenta davanti ai giornalisti dopo i primi exit poll: “L’avevamo fatto altre volte ed ero sicuro che non avrei mai potuto farle del male… E lei rideva… Rideva, capite?”

Forse non tutti sanno che Matteo Renzi è una persona seria, preparata e intelligente che non si merita questo paese di cialtroni, perché questo siete, una massa di cialtroni, dovreste vergognarvi, il 7%…

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