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“Polvere”, il podcast sul misterioso omicidio di Marta Russo

Nel 1997 una studentessa di 22 anni veniva uccisa da un colpo di pistola nel cortile dell'università La Sapienza di Roma. Da allora il caso Marta Russo è uno dei misteri della cronaca nera italiana

Foto via Wikimedia Commons

Il 9 maggio del 1997, in un cortile dell’Università La Sapienza di Roma, veniva uccisa con un solo colpo di pistola Marta Russo, una studentessa di 22 anni. Fin da subito il caso sarebbe diventato uno dei più grandi misteri di cronaca nera italiani, coinvolgendo l’opinione pubblica per via delle molteplici questioni senza risposta che lo circondavano e lo circondano ancora oggi – nonostante ufficialmente i colpevoli siano stati trovati e condannati. Adesso, un podcast ricostruisce la vicenda: è Polvere. Il caso Marta Russo, delle giornalista Chiara Lalli e Cecilia Sala, prodotto da Emons Record e Miyagi Entertainment e presentato in esclusiva dall’Huffington Post

Il fascino del caso Marta Russo è che “non si trova l’arma del delitto, non si trova il movente, non si capisce da dov’è partito il colpo. È un caso difficilissimo da risolvere insomma,” spiega a Rolling Stone Cecilia Sala, una delle autrici. “Allo stesso tempo però diventa una specie di grande fiction popolare, su cui tutti si sentono in dovere di avere un’opinione forte fin da subito, il che esercita una grossa pressione sugli inquirenti che, invece di fare solo il loro lavoro, si sentono come investiti di una missione”. Per cui lavorano di fretta, torchiano i testimoni, si appoggiano a perizie controverse e oggi screditate e ‘risolvono’ il caso aprendo altrettanti nuovi interrogativi. 

Un esempio è quello che dà il titolo al podcast, Polvere. Deriva da “una perizia di Giacomo Falso, perito della polizia scientifica della regione Lazio, secondo cui sul davanzale dell’aula sei c’è della polvere da sparo e quindi il colpo è partito da lì. Solo che quella polvere, dicono altre perizie già all’epoca, e oggi ne abbiamo la certezza, non era polvere da sparo ma una traccia proveniente dallo scarico di un’automobile o dal funzionamento di una fotocopiatrice”.

Lavorando al podcast Lalli e Sala hanno ripercorso la vicenda partendo dalle carte dei processi, le registrazioni audio delle udienze e interviste ai protagonisti. Il risultato è un lavoro magistrale di giornalismo investigativo su quella che, come ha scritto Mattia Feltri, è una storia in cui “nulla è andato bene”.