‘Batman’: l’autopsia del supereroe è un podcast | Rolling Stone Italia
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‘Batman’: l’autopsia del supereroe è un podcast

Nel nuovo progetto firmato Spotify, Warner Bros e DC Comics si fonde insieme tutto quello conosciamo sul protettore di Gotham City: dalla sua versione cinematografica a quella fumetto, e con un cast di voci niente male

Solo su Spotify ci sono ad oggi circa 3,6 milioni di podcast. Tre virgola sei milioni. Un numero importante, cresciuto del 400% negli ultimi 2 anni che, oltre a darci la misura della velocità e proliferazione del genere, ci fa porre la domanda esistenziale del senso dei podcast. Perché? E come affrontarli tutti? Ci staremmo perdendo qualcosa noi che “non saranno troppi”?

Per fare un buon podcast non bastano un microfono e uno speaker. E a tal proposito, il 3 maggio in Italia e in altri otto paesi nel mondo, usciranno le prime puntate di Batman – Un’autopsia, più che un podcast un’esperienza immersiva, in 10 episodi, che potrebbe essere uno di quei podcast che spicca nella miriade, sicuramente per 2 motivi: il cast sui generis e il ribaltamento percettivo di una storia già famosissima.

Nato dalla partnership tra Spotify, Warner Bros e DC Comics, si tratta di un thriller psicologico che, grazie all’estro del produttore esecutivo David S. Goyer, sceneggiatore della trilogia di Nolan, parte dall’immaginario collettivo della storia di Batman e ne fonde insieme tutti i livelli: da quello cinematografico al fumetto, da Batman Begins al Cavaliere Oscuro. Ma il Wayne di questa storia (interpreto da Claudio Santamaria che già aveva doppiato tutti i Batman di Nolan) non è il Wayne che tutti conosciamo, cioè sì, ma di mestiere fa il patologo forense (un medico che determina la causa della morte in un individuo che è morto improvvisamente, sospettosamente o innaturalmente), lavora al Gotham City Hospital ed è sempre impegnato ad esaminare le vittime del macabro Mietitore (interpretato da Saverio Raimondo). Mentre l’ossessione di Wayne per il Mietitore lo consuma, il capo dell’ospedale di Gotham City, il dottor Wayne (Thomas, il padre di Wayne Bruce, interpretato da Michele La Ginestra), ordina al figlio di andare in congedo medico e seguire le cure di uno strano psicologo, il dottor Hunter (Nicola Pistoia). Nel vivere Batman attraverso un podcast come questo, pare che l’aspetto introspettivo e – come ha detto Santamaria in conferenza stampa – “l’immaginario va oltre il già visto. C’è stata molta più libertà di interpretazione anche per noi che lo abbiamo doppiato, il conflitto è interiore”.

Grande curiosità per Michele Bravi in un ruolo che non ci aspettiamo, il cattivissimo Edward Nygma (L’Enigmista), per Michela Giraud che avrà una tresca con Wayne (è Vicky Vale), per Alice Mangione che sarà “l’unica a non avere una tresca con Wayne” (ha dichiarato piccata, è Barbara Gordon), per Saverio Raimondo al suo quarto cattivo al cinema (“ma questa volta sono stato palatale, interpretando il ruolo di un cannibale ho emesso anche molti versi”), per Edoardo Ferrario che si rivela sempre di più un virtuoso delle trasformazioni vocali (è Arnold Flass) e per Maria Grazia Cucinotta (Martha Wayne, mamma di Bruce). Inoltre molto voluti dalla comunità dei fumetti, incuriosisce l’interpretazione degli unici due non attori del cast, Dario Bressanini e Fiore Manni. Nel marasma di quei 3 milioni di podcast che stanno inondando l’etere, queste premesse varranno l’ascolto?

L’adattamento italiano della serie è stato curato da Show Reel Agency.