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Vi piace il fantasy? Babbo Natale ha tre regali per voi

Affilate le spade: "Lo Hobbit" arriva al cinema (dal 17 dicembre), il nuovo romanzo del sanguinario G. R. R. Martin ("quello di 'Game of Thrones'") è in libreria insieme a uno straordinario Joe Abercrombie – ne sentirete parlare

Gli elfi, i draghi, i viaggi ai confini del mondo, le battaglie all’ultimo sangue tra eserciti o nelle sottili schermaglie dei palazzi del potere, vengono da molto lontano; è dai tempi dell’Odissea che ci fanno buona compagnia; ma, insegnano tutte le fiabe, l’avventura arriva fino alla porta di casa. Perciò, se siete appassionati di fantasy, ci sono certamente tre “porte magiche” che non potete farvi mancare sotto l’albero, da divorare mentre si allungano le ombre della sera; ad aprirle per noi sono stati tre diversi “re” di quest’unico vasto reame, e attraversarle vuol dire anche ripercorrere la storia stessa del fantasy, fino ai giorni nostri.

“Lo Hobbit”, il fantasy che fu
Lo hobbit manifesto locandina
 E partiamo proprio da lui, dal padre nobile, dal Signore del fantasy, J. R. R. Tolkien, di cui in queste giorni esce il capitolo conclusivo della seconda trilogia cinematografica. Il tranquillo professore di Oxford, che amava le fumate con gli amici, il calore del camino, le passeggiate in campagna, mai avrebbe creduto che Lo Hobbit scritto per divertimento personale avrebbe emozionato milioni di lettori, generando manifestazioni in costume, rock band, e ovviamente i film di P. Jackson. E non crediate che, anche sulla pagina, vi aspetti un favoletta della buonanotte. Ciò che inizia come una storiella leggera, sempre sottilmente comica, si fa via via più intenso e drammatico, culminando in una faida di avidità che non ha nulla da invidiare alle saghe nordiche. Il lettore, al pari di Bilbo, scoprirà che c’è una cosa ben peggiore che affrontare i draghi: diventare come loro, altrettanto schiavi del tesoro che volevi liberare, e come forse solo il gesto ancora una volta inaspettato di un amico possa strappare dalle spire della follia.

“Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco”, il fantasy che è
Il mondo del ghiaccio, Martin
 Per anni Tolkien ha costituito quasi un “complesso” per molti scrittori fantasy, uno scoglio molto difficile da superare, e su cui era facilissimo schiantarsi. Occorre una fortissima visione personale per incamerare tutto il meglio della sua lezione, senza esserne assorbiti. Ed è proprio questo che ha fatto il Tolkien d’America, G. R. R. Martin. Il bene e il male non sono affatto aboliti, ma ci viene mostrato come spesso i più grandi eroi non siano immuni dal compromesso, e come nel cuore di chi parrebbe solo odioso- magari parecchio odioso- alberghino motivazioni niente affatto banali. I cavalieri non sono senza macchia e senza paura, e le regine perfide forse hanno lunga storia alle spalle. Ogni tassello getta luce nuova su chi credevamo già di sapere. In attesa del prossimo romanzo, che prosegua le avventure del nano Tyrion, di Daenerys e i suoi draghi, dei Guardiani della Notte a vigilare sulla Barriera, Martin ha pubblicato una sorta di ricchissimo prologo, Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, che ripercorre la storia del mondo da lui creato, come un’ampia cronaca a uso del re che sia sopravvissuta in un polveroso manoscritto, e che si arresta proprio sulla soglia delle vicende nei romanzi e nella serie tv. Volete sapere voglia effettivamente dire disporre dei draghi in guerra, grosse complicazioni comprese? Adesso potete farlo, in un volume che è una festa per gli occhi, e un banchetto di informazioni, dettagli, personaggi.

“Il Mezzo Re”, il fantasy che sarà
Il mezzo Re, Abercrombie
 Ma se Martin è l’indiscusso re, tuttora comodamente assiso sul suo affilato Trono di Spade, egli stesso ha indicato in Joe Abercrombie chi al fantasy ha fatto premere ulteriormente l’acceleratore, lo «scrittore straordinario» – sono parole sue – che sta scalando le classifiche in tutto il mondo, grazie a uno stile tagliente, ricco di umorismo nero, alle battaglie ferocemente realistiche, ai suoi personaggi sfaccettati, alle vicende che ribaltano tutto i clichè cui uno potrebbe essere abituato. Il suo Il Mezzo Re, presentato di recente al Lucca Comics, narra una società simile a quella vichinga, con un giovane obbligato a salire al trono nonostante una mano deforme che lo rende incapace di combattere. Un problema non da poco, se sei un re. Ma questo è solo il primo passo di una discesa agli inferi che lentamente porterà il protagonista a scoprire dei nemici in vecchi amici, ma anche degli alleati in chi credeva avversari, viaggiando su navi di schiavi e incespicando nella neve, duellando all’ombra delle sinistre rovine degli elfi che “spezzarono Dio” al fianco di un gruppo di eroici rinnegati; fino a una micidiale e inaspettata resa dei conti dove “l’acciaio sarà la risposta” a tutte le domande possibili. Eccetto quelle, più pericolose ancora, che solo l’oro e l’astuzia sanno risolvere.

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