Rolling Stone Italia

Gli spari al Tribunale di Milano sono soltanto un terribile fatto di cronaca

Il commento di Massimo Coppola, direttore di Rolling Stone: «Non volevo scrivere niente, è un fatto orrendo ma capita. Fine della storia. Poi ho letto un articolo...»

La responsabile del sito di Rolling Stone, sapendomi lontano, mi ha scritto una email chiedendomi se avessi in mente di commentare quanto accaduto a Milano – per chi fosse stato sulla Luna un uomo è entrato in Tribunale armato ed ha aperto il fuoco uccidendo tre persone.

Ecco cosa le ho risposto.

Non credo che Rolling Stone debba esprimersi sui fatti di cronaca – non abbiamo niente da dire su quanto accaduto in tribunale. Un uomo fortemente instabile ha ucciso tre uomini. È orrendo, ma capita. Fine della storia. Odio chi trae qualsiasi tipo di morale o allarme da eventi come questo, che non hanno altro significato se non quello brutale che sta nella semplice notizia, che dice più o meno tutto quello che c’è da dire. Il caso, il fato, l’imprevedibile elemento umano o quel che vuoi. Grande tristezza e dolore, ma niente da aggiungere. Quindi taciamo.

Insomma non volevo scrivere niente.

Poi mi son fatto un giro in rete, e come spesso mi capita, ho trovato un articoletto di Luca Sofri, che dice esattamente quello che avrei voluto dire (o meglio, che illustra i motivi per cui avevo deciso di non dire nulla), ma meglio. E quindi, eccolo qua.

In termini di violenza, dolore, paura e concitazione cittadina, quello che è successo oggi a Milano ha abbastanza elementi per essere una storia impressionante. Non dovrebbe venirci la tentazione di riflesso di metterci sopra presunti fenomeni, temi sociologici o allarmi generali, che mettano paura a tutti: come se non ci impressionasse e addolorasse abbastanza che uno abbia ammazzato tre persone, e fosse necessario sentirci in pericolo personalmente.

Continua qua.

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