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Sorpresa: Elon Musk ha rinunciato all’acquisto di Twitter

Il CEO di Tesla ha motivato la propria scelta in una nota ufficiale: ha accusato Twitter di non aver rispettato alcune clausole presenti nell'accordo che l'azienda ha stipulato con il magnate ad aprile e di aver nascosto alcune informazioni importanti, in primis la percentuale di account falsi attivi sulla piattaforma

Foto/illustrazione di Rafael Henrique/SOPA Images/LightRocket via Getty Images

Dopo mesi di tweet al veleno, proclami al grido del “sui social non si può dire più niente” e riferimenti pomposi alla libertà d’espressione, alla fine Elon Musk ha scelto di cedere: non comprerà Twitter, con buona pace dei suoi sostenitori più accaniti che, nelle scorse settimane, avevano cucito addosso al multimiliardario una veste quasi messianica, calandolo nei panni dell’eroe che avrebbe salvato i social dalla censura; e invece, sorpresa, Musk è un imprenditore che agisce nel suo esclusivo interesse.

Il CEO di Tesla ha motivato la propria scelta in una nota ufficiale trasmessa ieri alla SEC, la società che controlla la Borsa degli Stati Uniti: ha accusato Twitter di non aver rispettato alcune clausole presenti nell’accordo che l’azienda ha stipulato con il magnate ad aprile e di aver nascosto alcune informazioni che Musk ritiene di fondamentale importanza. Ad esempio, il numero uno di Space X aveva richiesto alla società di ottenere una stima attendibile degli account falsi presenti sulla piattaforma: Twitter li aveva stimati in una percentuale vicina al 5% del totale, ma secondo Musk e il suo team legale questo numero non sarebbe credibile e potrebbe influire sulla redditività e sul valore dell’azienda: ecco perché la controparte ha chiesto di poter accedere ai dati in possesso dell’azienda prima di completare l’acquisto. Una richiesta che, ovviamente, ha cozzato con il netto diniego del CEO della società, Parag Agrawal, che non intende divulgare queste informazioni con soggetti terzi prima che il passaggio di consegne vada a buon fine, anche perché significherebbe conferire a un privato il controllo di dati sensibili di milioni di utenti.

Lo scossone di Musk, però, non garantisce che l’acquisizione non vada avanti. «Ha firmato un accordo che è legalmente obbligato a rispettare», ha twittato Ann Lipton, docente di diritto alla Tulane University. «Si tratta di uno scenario disastroso per Twitter e il suo consiglio di amministrazione, dato che la società dovrà ora affrontare Musk in una lunga battaglia legale per salvare l’accordo e/o recuperare almeno un miliardo di dollari», ha commentato l’analista Dan Ives.

Cosa accadrà, adesso? Si tratta di un bluff per influenzare il mercato e negoziare un prezzo a ribasso oppure è un abbandono definitivo? Con Musk non si sa mai: difficile pensare che voglia abbandonare del tutto il suo parco giochi preferito. Di sicuro, però, un primo effetto lo ha scatenato: il titolo di Twitter ha già perso il 9%.

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