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Si può dire a un bambino che è un “cinese di m***a” senza problemi

A Torino un insegnante ha apostrofato così un suo alunno, ma è stato assolto
L'insegnante ha annunciato che vuole rivalersi contro il Provveditorato per le spese legali

L'insegnante ha annunciato che vuole rivalersi contro il Provveditorato per le spese legali

“Cinese di m***a” si può dire. Si può dire a un bambino di 11 anni. E può anche dirlo il suo insegnante.

È quello che è successo a Torino, dove Salvatore A., insegnante di Educazione tecnica alle scuole medie, è stato assolto dall’accusa di abuso dei mezzi di correzione, perché il giudice ha stabilito che mancano i presupposti di “pericolo di danno al corpo o alla mente” dei bambini. L’accusa, quindi, è stata ridimensionata in ingiuria con aggravante dell’odio razziale. Ma dopo la sentenza n.2461/2019 della Cassazione, è stato stabilito che il delitto non è più previsto dalla legge come reato (effetto del decreto “svuotacarceri” n. 7/2016).

Una vicenda che non ha quindi conseguenze penali, ma neppure civili, visto che l’insegnante è tornato al lavoro in un altro istituto del torinese.

La storia è raccontata in un articolo di Claudio Laugeri sulla Stampa, che si può leggere qui.

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