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Si iniziano a quantificare le prime vittime dell’incendio al party di Oakland

«Non riesco a togliermi dalla testa l'orribile immagine del mio amico che brucia vivo in quel magazzino», racconta uno dei ragazzi sopravvissuto all'evento di venerdì scorso al Ghost Ship
L'incendio di Oakland - Foto via Twitter

L'incendio di Oakland - Foto via Twitter

Il fuoco si è diffuso così rapidamente che i vigili del fuoco della stazione più vicina – posizionata a un solo isolato di distanza – hanno avuto problemi anche solo a entrare nell’edificio, dovendo ritirarsi quasi immediatamente e pensare a un’alternativa. Gli operatori lo hanno poi descritto come un labirinto di fiamme al Los Angeles Times.

Lo scorso venerdì notte, le fiamme hanno inghiottito un magazzino di Oakland, in California, in cui era in corso un evento di musica elettronica al quale stavano partecipando tra le 50 e le 70 persone. Secondo diverse fonti potrebbe trattarsi di un evento non autorizzato in un magazzino non a norma di legge soprannominato dai più “Ghost Ship”. Sono almeno 24 le vittime accertate dell’incendio scoppiato alle 23.30 circa (ora locale) del 2 dicembre, ma secondo la polizia sarebbero ancora molti i dispersi e il bilancio delle vittime potrebbe arrivare fino a 40 morti.

«Non riesco a togliermi dalla testa l’orribile immagine del mio amico che brucia vivo in quel magazzino», ha raccontato uno dei ragazzi al party di venerdì scorso.

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