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Secondo un ex dirigente di Facebook i social media distruggeranno la società

«Non c'è più discussione civile, ma solo disinformazione e diffusione di falsità. Fatevi un esame di coscienza»

Foto blickwinkel / Alamy / IPA

«Mi sento terribilmente in colpa per il mio lavoro con Facebook. I social media sono strumenti che stanno facendo a pezzi la società», ha detto Chamath Palihapitiya, un ex-dirigente di Facebook – vice presidente della divisione user growth, per essere precisi – durante un intervento alla Graduate School of Business di Stanford. Dichiarazioni che sono state poi approfondite in un’intervista rilasciata a Julia Carrie Wong del Guardian.

«I feedback loops che abbiamo creato sono botte di dopamina pericolose e creano dipendenza. Non c’è più discussione civile, cooperazione, ma solo disinformazione e diffusione di falsità». Palihapitiya non lavora più per Facebook dal 2011, e ha specificato che i suoi attacchi «non hanno niente a che vedere con l’influenza della Russia. È un problema globale, i social media stanno erodendo le fondamenta della normale interazione tra le persone».

Dovete decidere quanta indipendenza intellettuale siete disposti a cedere

Le dichiarazioni non sono arrivate per caso, ma poco dopo l’intervento (molto simile nei toni e nelle intenzioni) di Sean Parker, founding president dell’azienda, che ha attaccato la sua ex società durante un evento Axios. «Facebook sfrutta la vulnerabilità psicologica dell’umanità», aveva detto Parker. «Non si possono controllare», ha continuato Palihapitiya, «ma posso invece controllare le mie decisioni. E decido di non avere niente a che fare con quella merda. Posso fermare i miei figli, e invito il pubblico a farsi un esame di coscienza e capire com’è la loro relazione con i social media».

L’intervista dell’ex-dirigente si inserisce in un filone di critiche a Facebook esploso dopo le elezioni presidenziali del 2016. Sono in molti, in America, a pensare che il risultato sia stato influenzato da Facebook e dai social, che avrebbero agito da cassa di risonanza per fake news, cospirazioni e propaganda pro-Trump.

«Non ve ne rendete conto, ma vi stanno programmando», ha aggiunto Palihapitiya. «Non è stata una cosa intenzionale, ma adesso dovete decidere quanta indipendenza intellettuale siete disposti a cedere». Facebook, per il momento, ha deciso di non rispondere.

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