‘Ossì’, il sesso raccontato (e fotografato) bene

Ogni numero della fanzine erotica pop ideata da Alice Scornajeghi racconta mondi che speriamo esistano davvero, con foto scattate da qualcuno che vorresti ti conoscesse

Foto di Elena Atzori


Era la fine dell’estate quando trovammo in mezzo alla campagna il nostro primo giornalletto porno. A breve sarebbero iniziate le scuole medie, la pubertà stava facendosi strada sotto forma di brufoli sui nostri volti. Non so bene perché, ma nelle province italiane, negli anni ’90, era facile imbattersi in riviste porno abbandonate senza scrupolo nei campi, fuori dall’edicole, a scuola.

La prima volta che comprai un giornaletto fu per colpa di mio cugino che mi costrinse a mentire all’edicolante. È per mio zio. Ci nascondemmo in camera mia, sfogliando senza capirci un granché in realtà. Soft porno. Mi innamorai di una brunetta dal fisico scolpito. La masturbazione era ancora vaga, il senso di vergogna nel possedere quelle poche pagine di cartaccia economica, invece, pesantissimo. Quando mio cugino tornò a casa sua, me la infilai sotto la felpa e finii per buttarla nel campo dove avevamo rinvenuta quel primo tesoro. Il motivo di tante rivistine buttate qua e là nel nostro piccolo paesino forse era questo; erano santini della nostra vergogna.

Ho letto il primo numero di Ossì, fanzine erotica pop autoprodotta, ideata da Alice Scornajenghi con progetto grafico di Francesca Pignataro, in treno. Senza vergogna, eccitandomi. In ogni numero, un racconto zozzo da mondi che speriamo esistano davvero e le foto sexy scattate da qualcuno che vorresti ti conoscesse, questa la description che accompagna il primo numero, presentato a Milano da Gogol & Compagny appena qualche giorno fa. Ossì è una fanzine pulita, diretta, esplicita. Impaginata con cura grafica, con quell’attenzione che subito ti fa sentire parte di qualcosa di sano, positivo, onesto. Riscrive le regole del giornaletto porno con cultura e passione, portando la sua attenzione sulla narrativa erotica. Ogni numero, infatti, è composta da un racconto accompagnato da una serie di scatti fotografici. Nulla più. Minimale ed efficace.

In questa prima uscita, ad esempio, troviamo Piccola Così, una speculative fiction, una distopia erotica, un Saunders in erezione, in cui un fantomatico apparecchio dal nome SMALL ME WITH YOU™ consente alle persone di essere rimpicciolite per stare sempre vicino al proprio partner, seguendo quegli adagi melensi delle coppie come ‘ah, se potessi entrare nella tua valigia e venire con te’. Nel racconto, naturalmente, ne scopriamo vantaggi e svantaggi, in chiave erotica, ‘così piccola riesco a sentire il rumore del sangue che passa nelle vene mentre gli si indurisce’. Le foto che troviamo invece sono di Elena Atzori, autrice del libro fotografico Tette. La lettura è piacevole, eccitante, divertente. Troviamo false pubblicità di prodotti inventati nel racconto, grafiche che flirtano con la sessualità degli scatti, un link per una playlist erotica (perché il ritmo conta) selezionata dalla stessa Pignataro (la ricorderete per l’ultimo restyling di Mucchio e per il sito di playlist 74:33). Per la cronaca, ci troverete da Marvin Gaye a Piero Umiliani, per un’ora di musica dal sapore caldo.

Ossì è la fanzine erotica che fa bene alla nostra cultura e alla nostra società. Che serve per accettare la sessualità come qualcosa di magnifico, che fa eccitare con intelligenza e che premia la bellezza, nel suo senso più ampio. Ossì, infatti, è bella. E noi vi consigliamo di andarvela a cercare o di ordinarvene una copia.

Foto di Elena Atzori

Ossì esce una volta a stagione, in 250 copie numerate a mano, eccitante, no?