Mahmood e Alessandro Nesta presentano la partnership tra Adidas e CalcioSociale | Rolling Stone Italia
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Mahmood e Alessandro Nesta presentano la partnership tra Adidas e CalcioSociale

In occasione di Euro 2020, il brand ha annunciato una collaborazione con il progetto che promuove, attraverso il calcio, l'accoglienza e il rispetto delle diversità. «Quando si va in campo le differenze spariscono»

Mahmood e Alessandro Nesta presentano la partnership tra Adidas e CalcioSociale

Mahmood

Foto press

“Il campo dei miracoli”: un centro sportivo ultra moderno all’ombra del Serpentone di Corviale, luogo tra i più conosciuti nella ricca iconografia delle periferie romane. È la casa di “CalcioSociale” un progetto nato nel 2005 che si pone l’obiettivo di essere motore di un cambiamento sociale attraverso il calcio, in particolare con l’educazione di ragazzi e ragazze di tutte le età, generi ed estrazioni sociali. Adidas ha preso a cuore le nobili intenzioni dietro al progetto e oggi presenta la partnership nata dall’incontro fra le due realtà assieme a due testimonial d’eccezione: Alessandro Nesta e Mahmood.

Il CalcioSociale prima di essere sport è un’educazione alla vita, spiega Massimo Vallati, curatore del progetto. In campo non c’è un arbitro, ma due educatori, che assumono il ruolo di mediatori tra le squadre. Al centro di tutto il concetto di assorbimento, di scambio propositivo. Insomma il gioco del calcio inteso come metafora, un modo per promuovere i valori dell’accoglienza, del rispetto delle diversità, della corretta crescita della persona e del sano rapporto con la società. «Saper gestire problemi in campo così come nella vita: chi impara questo, diventa una risorsa per il proprio quartiere, la città, il paese». Un approccio che ha portato il progetto lontano, fino ad aprire delle filiali in Toscana e Campania; nel 2012 poi è chiamato a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, per raccontare l’esperienza come esempio di realtà associativa che realizza un progetto d’integrazione all’avanguardia possibilmente da esportare – ad esempio in Inghilterra dove è già approdato.

A Vallati fa eco Irene Larcher di Adidas. «La collaborazione con questa splendida realtà è nata in modo assolutamente naturale, essendo questo concetto dello sport come propulsore del cambiamento sociale qualcosa che Adidas ha già a cuore. Si inserisce perfettamente nella campagna di Adidas ‘impossible is nothing’, una delle campagne più di successo degli ultimi anni e il cui messaggio rimane attuale». Dopo la presentazione in anteprima dello spot dedicato alla collaborazione, che vede coinvolti i due giocatori della Roma Gianluca Mancini ed Elena Linari oltre alla musica di Mahmood – la palla passa invece ad un ex giocatore della Lazio, Alessandro Nesta. «Quando c’è il campo non c’è più niente, nessuna differenza. Per me che vengo da un quartiere simile, un po’ difficile, questo è stato un ritorno al passato. Quando giocavi sotto casa dalle 8 alle 20, la più grande scuola calcio mondiale. Non c’è academy che possa sostituirlo, dovrebbe essere in ogni quartiere, ti dà delle regole non ti fa fare cavolate e ti rimane dentro qualcosa, a prescindere poi che diventi un campione o no. Ma chi esce dal quartiere, dalla periferia, ha qualcosa in più: è più sveglio e ha la motivazione e la determinazione che molti non hanno. I grandi campioni escono tutti dalle periferie».

Alessandro Nesta. Foto press

Spostandoci sul campo assolato incontriamo anche Mahmood che fa il suo ingresso accompagnato dalla sua musica insieme ai ragazzi e le ragazze della squadra. L’artista milanese manifesta subito la sua soddisfazione per un progetto del genere, che fornisce uno sfogo e delle possibilità associative ai ragazzi di periferia proprio sotto casa. Regalando anche risate quando ammette che però lui col calcio purtroppo ha poco a che fare «se calcio il pallone di lì finisce che invece va dalla parte opposta, devo avere un problema con i piedi». Una bella giornata di sole, calcio e temi importanti, tra socialità e cambiamento sociale all’ombra del Serpentone di Corviale.

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