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LRNZ, il fumettista che esce dagli schemi

Abbiamo incontrato l'autore di "Golem", il fumetto italiano più chiacchierato del momento (che abbiamo recensito sul numero di Rolling Stone in edicola)

Un dettaglio della copertina di Golem (Bao Publishing)

Un dettaglio della copertina di Golem (Bao Publishing)

Cielo nuvoloso e vento freddo. Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, ci aspetta alla stazione centrale di Napoli. È qui per presentare Golem, il suo ultimo libro, un esperimento di arte figurativa e narrativa, tra i colori e i tratti dei manga giapponesi e una storia decisamente più vicina alla tradizione occidentale: il futuro, il destino dell’uomo e la sua (in)capacità di credere nei propri sogni.

LRNZ non è solo uno dei fumettisti italiani più bravi e talentuosi dell’ultima generazione; è un vero e proprio studioso dell’arte figurativa. Tutte le sue scelte stilistiche hanno un ragionamento a monte.

“Golem” è una sintesi. C’è qualcosa che rimpiangi di aver sacrificato?
Per me la sintesi è scelta. Anche quando si fa fotografia, si tralascia quello che non sta nell’obiettivo. Certo, con questo non voglio dire che non ci sono delle cose che cambierei di Golem: quando da un’idea passi ad un fatto, ti sembra sempre più brutto di come l’hai immaginato. Però anche escludere qualcosa è scelta. A livello narrativo, ci sono delle scelte stilistiche che servono a rendere sfondo una serie di elementi e a metterne in primo piano altri. Quello che mi piace di Golem è che riesce ad appassionare il lettore casuale, che non ha nessun tipo di formazione fumettistica. E questo è positivo. D’altra parte, se esci fuori dagli schemi, finisci per fare molti danni. E di danni ce ne sono veramente tanti in Golem. (Ride)

Una immagine da "Golem"

Una immagine da “Golem”

Cosa vorresti allora che i lettori vedessero in “Golem”?
Quando decidi di raccontare una cosa, quello che viene fuori è totalmente fuori dal tuo controllo. Io ho fatto tutto il possibile per mettere dei paletti, ma non è detto che ci sia riuscito. Parto sempre dall’idea, anzi, che quando faccio qualcosa molto difficilmente verrà vista come vorrei. Con Golem volevo parlare del rapporto tra l’uomo e la tecnologia, tra l’uomo e i sogni, tra l’uomo e la sua capacità di crederci.

Con Golem hai rappresentato un mondo estremo, non (molto) diverso dal nostro. Una via di mezzo tra “Matrix” dei Wachowski e “Black Mirror”.
Il ragionamento è piuttosto semplice: credo che il gesto più politico che una persona possa fare è comprare qualcosa. Golem non è altro che una caricatura dei nostri tempi. È un fumetto che è quasi un’allegoria della democrazia, della politica e della vita attuale.

Una immagine da"Golem"

Una immagine da”Golem”

Prima ti ho chiesto che cosa hai più rimpianto sacrificare nella sintesi di “Golem”. Qual è, invece, la cosa di cui sei più contento?
Averlo finito. Senza dubbio. È una cosa che mi portavo dietro dal ’96, quando ero ancora a liceo. Allora non ero capace di fare questo libro: e infatti sono passati 20 anni di fallimenti e solo alla fine sono riuscito a mettere insieme le abilità e la consapevolezza necessari per farlo. È come se avessi preso la ricorsa per tutto questo tempo.

“Golem” però non è solo il libro che sfogliamo, è anche altro: hai creato una app per “aiutare” il lettore.
In questa app ci sono i contenuti extra di Golem: funziona un po’ come una lente di ingrandimento che ti permette di avere un piano di lettura più profondo. E come un film che è e rimane quello che vedi al cinema, così Golem è e rimane quello che c’è nel libro. Insomma, questa applicazione non è necessaria per capirlo. Io mi sono solo voluto divertire a disseminare indizi.

In chiusura: pensi che ci sarà un sequel per Golem?
Secondo me no. Anche perché non amo, in virtù delle scelte che ti dicevo prima sulle omissioni, raccontare altro che non sia già nel libro. A me piace che si legga del potenziale in un libro. Non farei mai un sequel di Golem perché non se lo merita. Farò altri fumetti, però.

Golem
di LRNZ (Lorenzo Ceccotti).
Bao Publishing, 280 pagine.
Prezzo: 25,00 €

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