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La scrittrice francese Annie Ernaux ha vinto il Nobel per la Letteratura

L'Accademia svedese ha scelto di premiarla «per il coraggio è l’acutezza clinica con cui scopre le radici, gli estraniamenti e i freni collettivi della memoria personale»

Foto di Ulf Andersen/Getty Images

Annie Ernaux, scrittrice francese nota soprattutto per il romanzo Gli anni, ha vinto il premio Nobel per la Letteratura del 2022. L’Accademia svedese ha scelto di premiarla «per il coraggio è l’acutezza clinica con cui scopre le radici, gli estraniamenti e i freni collettivi della memoria personale». Nel darle il Nobel le è stato riconosciuto il merito di saper analizzare le disparità che riguardano «il genere, la lingua e la classe» nei loro diversi effetti su una singola vita, la sua.

La scrittrice, che in Italia pubblica con l’editrice l’Orma, era da tempo tra i nomi in lizza per il massimo premio. In passato aveva espresso un certo scetticismo verso la possibilità di ottenere un riconoscimento così prestigioso: «Non credo proprio di vincere il Nobel, non ho le phisique du role per certe cose, non sono nel main stream», aveva dichiarato in un’intervista.

Ernaux è nata a Lillebonne (Senna Marittima) l’1 settembre 1940, ed è una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese. Studiata e pubblicata in tutto il mondo, la sua opera è salita agli onori delle cronache grazie all’editore Gallimard, che ne ha raccolto gli scritti principali in un unico volume nella prestigiosa collana Quarto. Considerata un classico contemporaneo, è amata da generazioni di lettori e studenti.

Per la Francia, si tratta del sedicesimo premio Nobel per la letteratura: la prima edizione, nel 1901, premiò Sully Prudhomme; nel 1904 fu il turno di Frédéric Mistral, che condivise il riconoscimento con lo spagnolo José Echegaray y Eizaguirre; il Nobel fu poi assegnato a Romain Rolland nel 1915, ad Anatole France nel 1921, a Henri Bergson nel 1927, al russo naturalizzato francese Ivan Alekseevič Bunin nel 1933, a Roger Martin du Gard nel 1937, a André Gide nel 1947, a François Mauriac nel 1952, ad Albert Camus nel 1957, a Saint-John Perse nel 1960, a Jean-Paul Sartre nel 1964, a Claude Simon nel 1985, al cinese naturalizzato francese Gao Xingjian nel 1990, a Jean-Marie Gustave Le Clézio nel 2008 e a Patrick Modiano nel 2014.

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