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Il parlamento polacco ha respinto la proposta di legge contro l’aborto

La protesta delle donne ha funzionato: il partito di maggioranza ha dichiarato che il divieto poteva produrre risultati "contrari", e persino i vescovi hanno fatto un passo indietro

La Camera Bassa del Parlamento polacco (occupato in maggioranza dal partito conservatore Diritto e Giustizia, sigla PiS) aveva approvato la discussione su una proposta di legge che chiedeva di togliere la possibilità di abortire anche nei casi previsti per legge – ovvero dopo una violenza sessuale o per gravi problemi di salute. Molte donne polacche hanno aderito a uno sciopero “in nero” – chi restava a casa da lavoro o voleva aderire simbolicamente doveva indossare un capo nero – per chiedere che la proposta venisse rifiutata. Hanno partecipato 6 milioni di donne, 100mila sono scese in strada per manifestare nelle principali città.

Oggi il Parlamento ha bocciato il disegno di legge con 352 voti, compresi quelli dei deputati del partito PiS – 56 deputati hanno votato favore, 18 si sono astenuti. Il leader del partito Jaroslaw Kaczynski ha detto a riguardo «Pis è e sarà sempre dalla parte della vita ma l’impatto del divieto di aborto può essere contrario ai risultati desiderati», i vescovi polacchi invece hanno dichiarato di non essere favorevoli a punire le donne che abortiscono (cosa che invece era prevista nel disegno di legge: chi abortiva avrebbe rischiato fino a tre anni di carcere, stesso rischio anche per i medici che consigliavano l’interruzione di gravidanza in caso di pericoli per la salute della madre).

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