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“Il Mondiale è un’altra cosa” … e ce lo raccontano 11 azzurri!

Una fantastica cavalcata lunga 40 anni di Mondiali affrontata attraverso il racconto, inedito e personale, di alcuni campioni

Con Il Mondiale è un’altra cosa (Bompiani) il nostro collaboratore Massimo Rota e Franco Dassisti ci coinvolgono in una fantastica cavalcata lunga 40 anni di Mondiali affrontata attraverso il racconto, inedito e personale, di 11 Azzurri. Campioni che ci regalano uno sguardo inedito su partite che hanno fatto la storia, nel bene e nel male, da Messico ’70 a Sudafrica 2010. I dietro le quinte, la vita di spogliatoio, le vigilie consumate nell’attesa, le grandi rivalità…dalla viva voce dei giocatori, apprendiamo come afferma Marino Bartoletti nell’introduzione: “Retroscena dove le storie degli uomini prevalgono su quelle dei calciatori; dove gli sconfitti si trasformano in vincitori e viceversa.” Al fianco dei racconti mondiali di Mazzola, Boninsegna, Zaccarelli, Collovati, Galli, Bergomi, Albertini, Di Biagio, Tommasi, Gattuso, Zambrotta, troviamo un’intervista a Riva (“L’ho sempre detto, la maglia azzurra mi si è ataccata alla pelle. La sento dentro”); un intervento di Sacchi (“Il calcio è armonia, ma noi siamo in un paese che pensa che sia uno spettacolo multiplo di solisti. Invece no, il calcio è uno sport di squadra con armonia. E l’armonia la dà il gioco. E il gioco è il frutto di idee, capacità didattica e di interpretazione.”); un incontro a cuore aperto con Cesare Prandelli che parla di tutto: dall’Olanda del ’74 a Balotelli, dall’Italia del ’70 a Iniesta. Completano il volume, illustrato con una scelta di figurine Panini, La grande partita dei Mondiali, che in un ideale svolgimento dal primo al novantesimo, snocciola storie, personaggi, aneddoti che hanno segnato il percorso e le fortune di questa competizione e un’antologia aforismi mondiali. Eccone alcuni:

Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì ricomincia la storia del calcio. Jorge Luis Borges, scrittore

Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracana: Frank Sinatra, il Papa e io. Alcides Ghiggia, calciatore

Il Mondiale è come una guerra, e in guerra non ci vanno gli stupidi. Ronaldo, calciatore

L’arbitro è arbitrario per definizione. è lui l’abominevole tiranno che esercita la sua dittatura senza possibilità di opposizione… Eduardo Galeano, scrittore

Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo.è rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcioè l’unica rimasta (…) spettacolo in cui un mondo reale,di carne, quello degli spalti dello stadio, si misura con dei protagonisti reali, gli atleti in campo, che si muovono e si comportano secondo un rituale preciso. Pier Paolo Pasolini, scrittore e regista

Il gol di Maradona a Messico ’86 è certamente il più bello di sempre. Ma diciamo la verità: poteva segnarlo solo agli inglesi. Omar Sivori, calciatore

Un Mondiale senza Maradona è come un ballo senza ragazze. Striscione esposto a Francia ’98 dai tifosi argentini

Se stessi con un vestito bianco a un matrimonio e arrivasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci. Diego Armando Maradona, calciatore

Non c’è niente di più triste di un pallone sgonfio. Pelé, calciatore

Il pallone è una bella cosa ma non scordiamoci che è pieno d’aria. Giovanni Trapattoni, ct

Nel mondo di oggi conta di più l’immagine che l’essere. Io preferisco essere. Io, orco zio, quando guardo sotto il tavolo voglio trovare le mie gambe. Giovanni Trapattoni, ct

Pelé è uno dei pochi che hanno smentito la mia teoria: i quindici minuti di celebrità, per lui valgono quindici secoli. Andy Warhol, artista

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